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Nirmal Purja in vetta al Kanchenjunga. Una riflessione: è questo alpinismo?

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Prosegue il “project possibile” di Nirmal Purja di salire in vetta a tutti gli 8000 in soli sette mesi. Questa mattina ex Gurkha ha toccato la vetta del Kanchenjunga alle ore 11.20 ora locale, successo che segue quello sull’Annapurna del 23 aprile scorso. In discesa, fa sapere il suo staff, lui e i due sherpa che lo accompagnano hanno dovuto aiutare un altro alpinista in difficoltà attorno a 8400 metri.

Un risultato non male se si considera che fino all’11 maggio era a lottare contro i venti forti e il maltempo sul Dhaulagiri per raggiungere campo 3. Come è possibile essere a 7000 metri su una montagna e quattro giorni dopo in vetta a 8.586m su un’altra dalla parte opposta del Nepal a quasi 500 km di distanza? 

È presto spiegato. Nirmal Purja, probabilmente saputo che ieri era stata aperta la via di salita dagli sherpa, è saltato dal campo base del Dhaulagiri su un elicottero in mattina per il campo base del Kanche, da dove è poi salito in fretta a campo 3 per raggiungere la vetta oggi. Quando scenderà staremo a vedere dove l’elicottero lo porterà, probabilmente verso la prossima finestra di bel tempo (Everest? Lhotse? Makalu?). Ovviamente parliamo di salite con l’uso di ossigeno supplementare, anche perché non sarebbe umanamente complesso realizzare un progetto simile senza.

Quello che vorremmo però fare è una riflessione. Pur ammettendo il principio che ognuno è libero di vivere la montagna come desidera, è possibile definire tutto questo alpinismo? Esiste un limite “etico” che non deve essere superato?

Ci piacerebbe conoscere le vostre opinioni.

 

Aggiornamento: Secondo quanto riferisce l’Himalayan Times, Nirmal Purja ha riferito di essere riuscito a salire in vetta al Dhaulagiri il 12 maggio. Secondo quanto dichiarato la vetta è stata raggiunta senza bombole di ossigeno.

Per quanto riguarda il salvataggio in discesa dal Kanchenjunga, in difficoltà sarebbero due alpinisti indiani dell’agenzia Peak Promotion Pvt. Ltd. La squadra di Nirmal ha dato loro il proprio ossigeno supplementare e li sta conducendo ai campi bassi.

 

 

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28 Comments

  1. Nessuno stupore. Siamo sull’ultimo palcoscenico del pianeta dove chi lo desidera può provare a far parlare di sé.. Perché ci si dovrebbe limitare? Abbiamo voluto creare una Disneyland dell’alpinismo e questi exploit più o meno etici sono perfettamente in linea con le aspettative degli spettatori dello show. Per fortuna si può cambiare canale.

  2. No Non lo definirei Alpinismo…ma una gara per un Guinness, poi parlare di un limite etico è assurdo con tutto quello che succede al campo base dell’everest, e di etico nell’alpinismo himlayano e non solo non c’è più nulla,ormai di etico nell’alpinismo di punta non esiste più, tranne in quei pochi alpinisti ignoti al grande pubblico che fanno ricerca di solitudine e di montagne meno note e frequentate…

  3. Esiste eccome un limite etico che non deve essere superato.

    Poi ognuno di noi è libero di fare e di pensare quello che vuole.

  4. Ovvio che questo non è alpinismo ma mero collezionismo finalizzato ad un record a mio avviso inutile. Potrebbe forse avere senso se fosse fatto senza ossigeno anche se poi ci sarebbe comunque il problema dell’itinerario già tracciato ed equipaggiato da altri (cosa, quest’ultima, che non turba poi tanto certi alpinisti anche italiani).
    Ne approfitto per segnalare che nella frase “anche perché non sarebbe umanamente complesso realizzare un progetto simile senza.” credo ci sia un non di troppo.

    1. Il dhaulagiri in condizioni pessime è stato scalato senza ossigeno sotto venti molto forti e aprendo la via. Sul Annapurna ha aperto anche li la via.insomma su 3 montagne 2 con apertura della via 1 senza ossigeno e 3 salvataggi nel mentre.
      Definirei questo alpinismo molto più del 99% di quelli che saliranno un 8000 quest anno.

    2. Elicottero o non elicottero la pelle si rischia sempre a quelle altitudini
      su quelle montagne….l”etica ? È un discorso personale…in ogni caso sono sempre belle imprese !
      Il mondo va avanti, anche sugli 8000, se tra 20 anni si andrà sull’Everest in qualche modo nuovo oggi impossibile, sarà il modo di quel tempo….

  5. Questa caccia ai record ed al guinness dei primati non mi sembra molto intelligente.

    Oltretutto si scherza col fuoco, dato che si tratta di montagne molto pericolose.

  6. Non è diverso dalle imprese avvenute sulle grandi pareti nord, è comunque alpinismo e Nirmal oltre ad essere fortissimo se non ho capito male sale senza ossigeno. E’ intelligente e anche astuto a sfruttare le possibilità offerte dalla tecnologia e le opportunità delle diverse situazioni meteo organizzative dei vari ottomila. L’uso dell’elicottero non è etico ma già da anni molte spedizioni ne fanno uso ed evitano i lunghi trekking di avvicinamento, ne sono testimone anch’io, e allora perché scandalizzarsi? L’alpinismo è la ricerca del limite attraverso le opportunità offerte dalla montagna e dal contesto. Poi se uno vuole fare i 14 ottomila a piedi dal fondovalle farà un altro record…basta dirlo ed essere onesti..tutto qui. Onore a Nirmal Purjia, tutto il mio rispetto 🙂

    1. Buongiorno, ha capito male per via dell ossigeno. Lei da alpinista scrive perché scandalizzarsi? Semplice ( io parlo di Nepal che conosco e ci ho vissuto) , è facile per noi europei arrivare lì con i soldi ,tanti o pochi che siano ,per realizzare i nostri sogni oppure per rifare quelli di altri , il problema è che non si è mai fatto nulla o poco per sviluppare e salvaguardare le popolazioni locali e il territorio . Etica è anche questo , Nirmal è un forte alpinista ma per come la vedo io non fa del bene alla sua terra e al suo nobile popolo. Non si può paragonare Wengen con Gora o Anapurna base camp son due mondi diversi con storie diverse . Lei parla di furbizia e di astuzia, applicare furbizia e astuzia ( bisogna vedere e appurare nn ci siano suggeritori ) in quei luoghi comporta poi far pagare le conseguenze ad altri. Provi ad andare in Canada o negli Stati Uniti a portare furbizia e astuzia o in Cina . Un saluto e buona giornata.

  7. Considero ‘etico’ ciò che lascia un segno sul mio cuore; leggo perciò con piacere su questo sito le sfide estreme ai limiti umani in montagna per trarre ispirazione nell’affrontare i miei piccolissimi limiti sulle montagne.
    Questa notizia è invece una curiosità che si dimentica dopo il prossimo cilc del mouse.

    Ero ragazzo quando Mike Bongiorno venne calato sulla vetta del Cervino per pubblicità e temo che tra venti anni elicotteri speciali scaricheranno turisti ‘ossigenati’ a 100 metri dalle più fotogeniche vette degli 8000……

    La montagna e l’alpinismo possono trasmettere valori molto profondi mentre queste imprese da circo Barnum (da ricchi e sponsorizzati, tra l’altro) li usano semplicemente come sfondo

  8. Da alpinista posso dire che l’etica è non fare del male alla montagna e natura (rifiuti abbandonati, corde, etccc) ma ognuno interpreta a modo proprio il suo stile. Perché la libertà di un individuo finisce dove inizia quello di un altro individuo. Dunque dategli libertà di fare ciò che si
    sente. E non giudicate

  9. Stessa cosa dell’invernale di Moro&c su non ricordo quale 8000. Sono andati al cb in elicottero quando hanno dato previsione di una finestra meteo buona.

  10. Se il loro modo di affrontare le montagne,li fa sentire liberi e appagati,va bene cosi…..non condivido. Ma questa e una mia opinione. Secondo me l’alpinismo e un qualcosa di profondo, un modo d’essere e non di apparire

  11. Etica? Ogniuno se la crea ! Moro con la sua passione per gli elicotteri ne è dimostrazione. Han usato la nobile idea del soccorso in quota e dell aiuto nei villaggi isolati per fare affari con alpinisti e turisti. Lo stesso Moro in un articolo da voi postato ha sostenuto che il grande elicottero russo da lui utilizzato per le invernali inquina meno che 200 portatori. Ridicolo. Quindi tu vai lì ,inquini meno ,non porti lavoro , ti fai però rifornire a piedi . Lo stesso Messner scorrazza avanti e indietro per i suoi film e saluti. Nei prossimi anni le agenzie inizieranno a proporre invernali sugli ottomila ,poi che si salga o no non fa differenza ma l’inquinamento aumenterà e gli inverni in quei luoghi nn saranno più come prima. Per due minuti di prima pagina e per il denaro si fa presto a manipolare l’etica. Chiaro che se i big danno lo spunto le nuove generazioni lo colgono e pure gli avidi sponsor. Signori ,in vent’anni in Nepal han costruito strade in posti inimmaginabili , in futuro il giro dell Anapurna lo si farà in auto , la via card sostituirà il trekking permit, ah ah ah …. Questo è il progresso. Ciao Agostino .

  12. ma quando simone moro va al campo base del manaslu tutto bene invece ?
    non scrivete articoli simili vero ?
    mi spieghi l’illustre redazione i metodi per giudicare tali “imprese” oltre la simpatia e i contatti che procura un nome

  13. Purtroppo non c’e’ limite all’esibizionismo, salire in un palcoscenico e’ la massima ambizione, purtroppo e’ quello che ci insegna la nostra civilta’, contano gli applausi, non la sostanza.
    Dovremmo essere noi a tentare di cambiare cio’ e dar visibilita’ ai campioni del bene.
    Ma non funzionerebbe poiche’ non c’e’ il business ed il dio.denare che ne e’ il motore.
    Rimane solo la speranza, la buona volonta’ e la fantasia.

  14. Beato lui che ha la possibilità fisica ed economica per farlo. Sicuramente uno di quel livello di imprese classiche ne avrà già collezionate parecchie… Cercare di fare quel che da soddisfazione è la chiave e che male c’è se porta un beneficio economico? Di qualcosa dovrà campare….

  15. Lui è libero di far quel che vuole, l’alpinismo è anche questo…
    (poi, a parer mio, non c’è nulla di interessante o particolarmente ammirevole; ma và a gusti personali)

    l’elicottero a fini commerciali in himalaya è certo un abominio, non tanto per etica alpinistica (và a finire insieme a ossigeno, corde fisse ecc, ormai ‘normalità’); ma perchè si rovina l’essenza del luogo e le sue caratteristiche fondamentali che da sempre hanno attratto i visitatori… ovvero quel suo fascino dell’inaccessibile e remoto e quella magia che ormai si trova solo là.

    Ma d’altronde se gli alpinisti più famosi (Moro ma non solo!) e così in vista ne fanno uso, è inevitabile purtroppo che prima o poi sarebbe arrivato alle masse e a tutti questi “sportivi” d’alta quota.. come in tutte le cose, l’esempio lo dovrebbero dare loro.

    Poi beh, chi di voi ha scritto tra i commenti che l’alpinismo himalayano è morto o non esiste più… non conosce certo l’himalaya! Gli alpinisti e escursionisti frequentano sempre gli stessi posti, il solito 1%; esiste un oceano infinito di valli sconosciute, montagne bellissime, enormi e impronunciabili; ogni anno molte di queste vengono esplorate e salite da alpinisti sconosciuti da tutto il mondo, che non pubblicizzano le loro salite, ma rimane ancora tantissimo.

    Non dite che è morto solo perché un atleta tenta di battere qualche record!

  16. Siamo nel 2019 e anche l’alpinismo, come qualunque passione più o meno sportiva, va contestualizzato all’epoca. Ben venga tutta l’evoluzione della tecnologia a supporto della sicurezza e in ausilio a chi 50 anni fa non avrebbe scalato nemmeno la collina dietro casa.

  17. È alpinismo pure questo. Chi ha imposto qual’è l’alpinismo vero e quello falso? Quando a 8000 metri fa freddo, si è stanchi, si affrontano pericoli fa tanta differenza essere arrivati al campo base in elicottero. Quanti di voi sarebbero in grado, anche solo fisicamente, di fare la stessa cosa? Costui si è messo in testa di conseguire un risultato, peraltro non facile e peraltro ancora lontano. Se ci riuscirà buon per lui. Sono però convinto che in caso di successo partirà la gara per cercare di far meglio…..

  18. Forse siete voi della Redazione di Montagna.tv che dovete decidere se dare largo spazio a queste imprese perchè le considerate Alpinismo, oppure ignorarle perchè sono notizie più adatte a ” CRONACA VERA”!

  19. Vi rendete conto di ciò che alcuni scrivono qui? Provate solo immaginare la fatica sovrumana nell’ascendere vari 8000 in pochi giorni. Elicottero o no, la fatica psico fisica è enorme. Ci sta eccome di usare un elicottero x gli spostamenti. E a gg oggi i mezzi inquinano molto meno che 2/300 portatori ( immondizia, escrementi, etccc)… Chi parla di etica, non ha capito nulla. La montagna l’ha vista solo su una cartolina. Dunque, se non sanno quel che si prova in termine fisico ma molto psichico, meglio che tengano la bocca chiusa. Perché è meglio tener bocca chiusa e dar dubbio di esser ignoranti che aprirla e dar conferma

    1. Ormai non si dovrebbe girare quasi più nessuno perchè un 8000 è stato salito senza ossigeno: quello dovrebbe essere lo standard minimo per voler far anche solo lontanamente parlare di sè e non sarebbe comunque sufficiente, figuriamoci eliminare gli avvicinamenti grazie agli spostamenti in elicottero…quindi non sono d’accordo con quello che scrive lei. Questa è solo l’ennesima ricerca di un nuovo guinnes che di alpinismo ha veramente il nulla.

    2. ah quindi se è molto faticoso è giusto e “ci sta”? E’ questo il parametro per misurare l’etica?

      ma poi scusa, dici che “un elicottero per una persona inquina meno di 2/300 portatori”?
      Da quando in qua per salire un ottomila una persona in media usa 2/300 portatori?
      Inutile dire che è un paragone davvero stupido, 2/300 portatori vengono “usati” per far salire letteralmente centinaia di persone ogni anno, il numero và diviso.
      Per paragone, se ognuno di essi usasse un elicottero, l’inquinamento in proporzione sarebbe catastrofico.

      Hai dato degli ignoranti in giro, ma mi sa che non hai fatto bene i calcoli… altro che “tenere la bocca chiusa” per non fare figuracce

  20. C’è chi vede il Cervino come un sogno, mette via i soldi per poter realizzare questa piccola grande impresa, lo sale in 2 giorni attrezzato di tutto punto, viene accompagnato da una guida, fatica in arrampicata e realizza questo sogno arrivando quanto più vicino all’estasi.
    Poi arriva Kilian Jornet che lo sale in due ore con le scarpette da ginnastica.
    Ecco io vedo Purja un po’ così, in questo contesto le montagne sembrano solo un ostacolo da salire e scendere per passare al prossimo.
    Li ammiro, ma non comprendo fino in fondo questo modo di approcciarsi alla montagna.
    Anche l’etica alpinistica non l’ho mai compresa e non ho capito che limiti possa avere, però anche Hermann Buhl ha salito per primo il Nanga, ma per uscirne vivo si è imbottito di anfetamine.
    Alpinismo è alpinismo, diciamo che forse non lo è in termini di purezza.
    Mio modestissimo parere

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