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Nirmal ‘Nims’ Purja all’Everest e Lhotse, ma il progetto dei 14 8000 in sette mesi potrebbe saltare

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Avevamo lasciato il 15 maggio Nirmal ‘Nims’ Purja al Kanchenjunga, terza vetta raggiunta della stagione dopo l’Annapurna e il Dhaulagiri.

Ora ritroviamo l’ex gurkha all’Everest, raggiunto sabato, con l’intento di salire in cima al tetto del Mondo e al vicino Lhotse. Sarà interessante capire come gestirà la salita di Everest e Lhotse: ci si potrebbe aspettare un concatenamento o anche una traversata (cosa già realizzata con l’ossigeno supplementare). Poi sarebbe il turno del Makalu per completare la prima fase del progetto di Nirmal: la salita di tutti gli 8000 in sette mesi.

Obiettivo che sembra non trovare ostacoli nella determinazione dell’alpinista, che sta accumulando vette con grande rapidità (oltre ad aver intrapreso due azioni di soccorso ad oltre 8000 metri su Annapurna e Kanche), ma che potrebbe ricevere uno stop a causa della mancanza di soldi. “Purtroppo, nonostante quanto duramente ci ho provato, anche ipotecando casa mia e dando fondo ai miei risparmi, assumendomi rischi e trascorrendo tempo lontano dalla famiglia, credo che la fase 2 sia un grande punto interrogativo a causa di finanziamenti”. Finanziamenti che derivano da alcuni sponsor e da una raccolta fondi, ma che non sono sufficienti. Del resto il suo è un progetto costoso per i permessi, ma anche solo per il massiccio uso di elicotteri.

La seconda fase consisterebbe nello scalare tra giugno e agosto gli 8000 pakistani: K2, Nanga Parbat, Broad Peak e i due Gasherbrum. Staremo a vedere, nel frattempo rimaniamo nel presente e attendiamo notizie dall’Everest.

 

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