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Il 2019 è stato dichiarato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali anno dello slow tourism, un’esperienza di viaggio al contempo classica e innovativa attraverso i percorsi storici, i cammini, le ciclovie, gli itinerari panoramici e quelli culturali: si tratta di tornare a promuovere concretamente i territori, le loro peculiarità storiche, le loro attrattive naturali più autentiche. Un modo di viaggiare che richiede un tipo diverso di mobilità, che presti particolare attenzione alla sostenibilità.

Il Gruppo FNM e Montagna.tv insieme promuoveranno il turismo lento legato alla montagna raccontando e passeggiando tra le località montane più suggestive.

 

Simone Origone: “Tutti pensano che io ami andare molto veloce sugli sci, ma non è così”

 

Simone Origone, classe 1979, è uno dei più veloci sciatori al mondo, anzi per dieci anni è stato il più veloce al mondo, record che ora detiene il fratello minore Ivan. Con i suoi sci ha toccato i 252,987 chilometri orari, una velocità che può apparire folle e che fa sorridere pensando che con lui stiamo per parlare di lentezza. “Tutti pensano sempre che io ami andare molto veloce sugli sci, ma non è così” ci spiega Simone. “La realtà è che quando faccio le gare penso alle mie prestazioni, quando però vado in montagna cerco di godere appieno di quel che mi circonda. Spesso mi trovo, quasi inconsciamente, a sciare sulle piste in tranquillità: faccio le mie curve, guardo il paesaggio che ho attorno e godo della montagna”.

 

Simone, ci ha già risposto in parte, ma cos’è per te la montagna?

Per me è tutto. È l’ambiente dove sono nato e cresciuto, quello che frequento, dove vivo e lavoro ogni giorno. Ho la fortuna e la possibilità di vivere questo territorio a 360 gradi sotto varie sfaccettature perché sono maestro di sci, guida alpina, elisoccorritore ed atleta.

Quando sono in montagna da solo, o con qualche cliente, mi guardo attorno sentendomi appagato, soddisfatto e felice.

“Slow mountain” non è solo andare piano, è anche una maggiore consapevolezza ecologica, sostenibilità… Che significato dai all’espressione “slow mountain”?

Qualche anno fa mi dilettavo con la corsa in montagna, guardavo il cronometro senza badare a quel che avevo attorno, oggi la vivo in modo diverso. Vedo una sempre maggior spaccatura tra quelli che salgono con l’orologio, attenti al cronometro, e chi invece ricerca nella montagna un momento in cui rilassarsi godendo dell’aria buona, del buon cibo, vivendo le terre alte con lentezza. Per esempio quando faccio sci alpinismo con i clienti vivo lo “slow mountain”, quando ci si allontana dalle piste e ti ritrovi nel silenzio, nella pace, cambia tutto. È una filosofia che sento tanto in quei momenti.

Sulle montagne c’è anche dinamismo, sviluppo, velocità, come ad esempio nello sport. Pensi che queste caratteristiche si possano relazione con il concetto di “slow mountain”?

Sicuramente ci saranno delle aree montane “slow mountain” e altre che invece lo saranno molto di meno. Ognuno può però scegliere di vivere la montagna a suo modo, di ricercare un suo concetto di “slow mountain” in base alla propria esperienza, in base a dove vive e a quel che vive ogni giorno.

Ci racconti un momento “slow mountain” nella tua esperienza di frequentatore delle montagne?

Ricordo una delle mie prime esperienze con un gruppo in montagna. Ero da poco diventato aspirante guida, era il primo inverno in cui lavoravo, mi avevano assegnato un gruppo di clienti svizzeri. Avranno avuto tra i 60 e i 75 anni. Erano cinque o sei e, a un certo punto, han tirato fuori la bottiglia del vino da accompagnare con pane, salame e formaggio. Un ricordo simpatico di una montagna vissuta con un’altra mentalità. Un bel gruppo di persone, molto piacevoli.

 

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1 Comment

  1. Scendere con le pelli di”foca”sintetiche ancora applicate puo’essere molto slow.Chi lo fa non lo rende pubblico, quasi si vergogna.Altri non le montano e salgono pendi abbordabili con passi di salita pattinata tipici dello sci fondo.

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