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Alpinismo

Patagonia: Della Bordella e Pasquetto tentano una nuova via sul Mocho. “Una scalata fantastica”

Matteo Pasquetto e Matteo Della Bordella in un attimo di pausaFoto archivio Della Bordella

Nel nostro ultimo aggiornamento Matteo Della Bordella e Matteo Pasquetto erano appena rientrati da un tentativo che li aveva portati ad appena ottanta metri dalla fine del “diedro degli inglesi” sulla parete Est del Cerro Torre. I due, rientrati a El Chalten, avevano ancora una decina di giorni a disposizione e speravamo in un’altra finestra di bel tempo lunga e magari con condizioni migliori rispetto alla precedente”. La meteo non è però stata dalla loro e alla fine, quella che è arrivata, è stata una finestra di appena un giorno: lunedì 11 febbraio.

Con un solo giorno di bel tempo sarebbe stato impossibile completare la via sul Torre così, “abbiamo pensato di provare ad aprire una linea nuova di arrampicata libera sulla difficile parete del Mocho. In questo progetto si è unita a loro “la fortissima arrampicatrice Canadese Brette Harrington, una ragazza dal grandissimo talento, già protagonista di salite incredibili come la free solo di ‘Chiaro di luna’ all’Aguja Saint-Exupery e la via ‘El corazon’ sul Capitan in libera”.

I tre hanno scalato per tredici ore aprendo sei tiri, “sempre verticali o strapiombanti e su fessure svasate” con difficoltà fino al 7b e “un tiro in artificiale magistralmente condotto da Brette” ma anche qui, come sul Cerro Torre, il tempo non è stato dalla loro parte: “avevamo ancora davanti un centinaio di metri molto impegnativi e non saremmo riusciti a finire la nostra via in tempo prima della notte”. Un’eventualità che li ha portati a propendere per un saggio rientro verso le proprie tende. “I tiri fatti comunque sono stati tutti assolutamente fantastici come scalata e come impegno globale e psicologico per la roccia delicata e la difficile proteggibilità” confessa Matteo rivelando inoltre che “a questo punto la nostra spedizione, che aveva come obiettivo quello di aprire una via nuova sulla Est del Torre, volge al termine. Personalmente sono super soddisfatto di avere trovato un progetto così ambizioso e difficile che mi motivi ad allenarmi ed a ritornare più preparato il prossimo anno! La cordata con Matteo Pasquetto quest’anno ha funzionato alla grande ed in lui ho scoperto un socio che alla sua prima esperienza su queste montagne non si è mai tirato indietro e si è dimostrato all’altezza di tutte le situazioni più critiche, sia a livello mentale che fisico”.

Matteo racconta e scrive, cerca di fare il punto su quanto fatto ma nel frattempo sogna già di tornare a scalare su quella roccia per portare a compimento il progetto. “Non vediamo l’ora di tornare in Patagonia con lo stesso obiettivo tra una decina di mesi e speriamo con un’arma in più, ovvero Matteo Bernasconi. Sono fermamente convinto che essere in una cordata composta da tre persone e con un terzo alpinista affidabile e forte come Berna possa aumentare di molto le nostre possibilità di successo.

La spedizione dei due Ragni non è però finita. Della Bordella e Pasquetto si fermeranno infatti in Patagonia per altri 18 giorni per tentare la salita della Via dei Ragni sulla parete Ovest del Cerro Torre. “Con noi ci sarà Nicola Lanzetta ed il cameraman Jonathan Griffith, il quale avrà il compito di raccogliere riprese per un film incentrato sul personaggio di Casimiro Ferrari al quale ormai sto lavorando da due anni insieme al regista svizzero Fulvio Mariani.

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