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Alpinismo, Primo Piano

Kami Rita chiede più riconoscimento per l’opera degli sherpa

Alpinismo, ottomila, Everest, Kami Rita sherpa© Kami Rita Sherpa

Kami Rita Sherpa  detiene il record per il maggior numero di vette sull’Everest, avendo raggiunto per ben 22 volte il tetto del mondo. Il quarantottenne, originario del villaggio di Thame nel distretto di Solukhumbu, ha ricordato con umiltà in occasione della sua ventiduesima conquista lo scorso maggio che portare i clienti in vetta è il suo lavoro e che è felice di compierlo senza pensare ai numeri o ai primati.

Salire sul Tetto del Mondo si tratta di un’esperienza che pochi hanno la fortuna di poter vivere. Professionisti come Kami Rita, lo fanno però regolarmente, guidando anno dopo anno le spedizioni in cima agli 8850 metri dell’Everest. Nonostante questo, l’istanza degli sherpa è che il loro contributo viene riconosciuto molto di rado.

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© Kami Rita Sherpa

La sua prima volta in vetta all’Everest risale al 1994. Da allora ogni anno Kami Rita ha partecipato a spedizioni sulla montagna, rimanendo a terra solamente nel 2015, anno del terremoto in Nepal. Anche nel 2014, quando una valanga si staccò dalla montagna travolgendo 19 alpinisti, di cui 14 sherpa, Kami Rita era sull’Everest a svolgere il suo lavoro. Nonostante la notorietà arrivata col primato, l’idea di Kami Rita rimane quella di proseguire la professione ancora per qualche anno, se i cambiamenti climatici, ma soprattutto il sistema, lo permetteranno.

Quando si parla delle grandi imprese himalayane infatti, l’apporto degli sherpa alle spedizioni passa sempre più spesso in secondo piano. Se in pochi mettono in dubbio la professionalità di questi lavoratori d’alta quota, altrettanti sono gli alpinisti che ne riconoscono il valore e l’apporto alle loro conquiste.

Siamo pagati per il nostro lavoro, ma i soldi non sono tutto, ci aspettiamo anche del riconoscimento“, ha detto a Republica Nepal. “Gli alpinisti ottengono nomea e fama. Che dire di quegli sherpa che lavorano per loro mettendo in serio pericolo le loro stesse vite?“. Secondo la guida anche molti suoi colleghi hanno realizzato più di 10 ascese all’Everest, ma quasi tutti vengono messi in ombra dai nomi internazionali che accompagnano in vetta. Questo svilimento del contributo locale non fa altro che rendere la zona ancora più dipendente dalle escursioni commerciali che ogni anno in numero maggiore si accalcano al CB per conquistare la loro parte di notorietà.

Per lo sherpa entro 10 anni il governo nepalese avrà difficoltà a trovare guide se non provvederà a tutelare il loro lavoro e a garantire la loro sicurezza sociale. Anche perché la nuova generazioni di sherpa è molto differente rispetto a quella dei padri ed ha aspettative diverse, tanto che la professione negli ultimi anni è cambiata notevolmente

La visione di Kami Rita è condivisa da molti altri sherpa, tra cui Lhakpa Sherpa, che a sua volta detiene il record, quello femminile, per il maggior numero di ascese all’Everest (9). Si tratta di una professione dura e pericolosa, sulla quale poggia l’intero sistema delle spedizioni commerciali e dalla quale dipende il sostentamento di moltissime famiglie locali, e chi la pratica chiede maggior riconoscimento e tutela.

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