Alpinismo

Lhotse, in arrivo Meraldi e Giovannini

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CAMPO BASE LHOTSE, Nepal —  Con l’acquietarsi delle tempeste di vento, gli alpinisti diretti ad Everest e Lhotse hanno iniziato a muoversi verso i campi alti. Nel frattempo sono ufficialmente  confermate le insistenti voci che volevano Fabio Meraldi e Diego Giovannini in arrivo al campo base. Ecco le ultime novità raccolte dalla nostra inviata Cristina Piolini.

I polacchi della spedizione Flavit sono saliti per la prima volta a campo 2 (6400 metri). Stamattina anche Simone Moro, che con loro condivide il permesso di salita all’Everest, sarebbe partito con l’obiettivo di raggiungere campo 2 oggi e campo 3 domani. Il fortissimo alpinista bergamasco era rimasto al base nei giorni scorsi per completare una cura antibiotica contro il mal di denti. 
 
Dovrebbero invece trovarsi nei pressi dell’Ama Dablam Fabio Meraldi e Giovannini, famosissimi alpinisti italiani che stanno realizzando il loro "sogno lungo tre cime". I due vogliono portare a termine la salita progressiva dell’AmaDablam (6812 metri), dalla cresta sud-ovest, del Pumori (7161metri) dalla cresta sud-est, e infine del Lhotse (8516metri) dal versante sud-ovest. Senza alcun appoggio esterno, né umano (portatori) né chimico (ossigeno).
 
Le montagne, poste in fila indiana lungo la valle del Khumbu, vedranno Meraldi e Giovannini percorrere un dislivello di ottomila metri.
 
Le ultime notizie dei due alpinisti li volevano al villaggio di Pemboche domenica scorsa. In queste ore, dovrebbero trovarsi alle prese con l’Ama Dablam, da essi definito “un grande Cervino, solo duemilatrecento metri più alto di quello nostrano.
 
Diego Giovannini, trentino, fotografo e cameraman ha al suo attivo una solitaria senza ossigeno sul Cho Oyu (8201 metri) e un record di velocità sul Muztahg Ata, cima di 7550 metri raggiunta in sole 7 ore e 15 di cammino. Più di 500 le sue salite tra roccia e ghiaccio nelle Alpi.
 
Fabio Meraldi, valtellinese di 38 anni, è un punto di riferimento internazionale nella storia dello scialpinismo e dello skyrunning. Ha preso parte a numerose spedizioni extra europee, dove ha sempre cercato di portare il concetto di scalata in velocità.
 
Impresa riuscita con successo sullo Shisha Pangma, salito in 12 ore dal campo base; sul Monte Kenya, salito in 5 ore e 3 minuti; sull’Aconcagua in Argentina, salito in 4 ore e 50 minuti. Numerosissimi i suoi tempi-record sulle Alpi.
 
Sara Sottocornola
 

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