Alpinismo

Compagnoni e Nicolini verso il Rosa

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AOSTA — Tocca al Monte Rosa. Michele Compagnoni e Franz Nicolini, dopo aver intascato il Dent d’Herens, proseguono la loro corsa ai quattromila delle Alpi sui picchi del secondo massiccio più alto d’Italia. Il tempo instabile li ha costretti a rimandare, per ora, la scalata del Cervino.

Dopo aver chiuso i conti con il massiccio del Grand Combin si sono spostati al rifugio Aosta. Mercoledì, con condizioni meteo davvero precarie, hanno raggiunto la vetta del Dent d’Hèrens, (4.179 metri).
 
“Siamo arrivati in mezzo alla nebbia, intorno non si vedeva nulla – racconta Michele Compagnoni -. E le previsioni non promettono nulla di buono. Con un tempo del genere è impossibile tentare il Cervino, com’era nelle nostre intenzioni."
 
Un repentino cambio di programma, dunque. La meta prescelta è il Monte Rosa, verso il quale Compagnoni e Nicolini sono partiti questa mattina. Le 17 cime oltre i quattromila metri incastonate sul massiccio, sebbene da non sottovalutare, sono decisamente meno proibitive del Cervino.
 
I due alpinisti, partiti il 20 aprile scorso, stanno cercando di realizzare il concatenamento degli 82 quattromila delle Alpi in 80 giorni, seguendo lo storico progetto di Patrick Berhault.
 
“E’ un’esperienza stupenda, ma veramente dura – racconta Compagnoni – il ritmo da sostenere è altissimo. Le scalate, sommate aI collegamenti da percorrere in bici o con gli sci, e a tutta la gestione logistica lasciano pochissimo spazio per tirare il fiato. Ma fa parte anche questo del gioco! Speriamo però che il tempo migliori e ci lasci proseguire tranquilli".
 
Sara Sottocornola
 

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