Alpinismo

Everest, prime vette. In cima anche il doppio amputato Xia Boyu

In ritardo di un giorno rispetto alla tabella di marcia a causa del meteo, dal 13 maggio scorso la via del versante nepalese per la vetta dell’Everest è ufficialmente aperta.

Nemmeno 24 ore dopo che gli sherpa hanno attrezzato fino alla cima, i primi clienti delle spedizioni commerciali hanno iniziato a toccare il punto più alto del Tetto del Mondo.

La prima spedizione a registrare il successo è quella dell’agenzia di Mingma G. Sherpa, che ha portato in vetta sette scalatori, grazie anche a sei guide sherpa.

Tra coloro che hanno raggiunto la cima anche il 70enne doppio amputato Xia Boyu. Il cinese era al suo quinto tentativo sull’Everest; il primo risale al 1975, in quell’occasione perse entrambe le gambe dal ginocchio in giù a causa dei congelamenti, ulteriori amputazioni si resero necessarie come conseguenza del cancro.

Boyu ha finalmente vinto la sua battaglia lunga 40 anni con il Monte Everest” ha commentato Mingma G. Sherpa all’Himalayan Times.

Una sfida che quest’anno ha rischiato di non poter nemmeno disputare dopo la riforma del Regolamento delle spedizioni alpinistiche aveva vietato i permessi di scalata ai doppi amputati, decisione poi annullata dalla Corte Suprema nepalese perché ritenuta discriminatoria.

Con la via aperta, sono più di 500 gli alpinisti pronti per lanciare il loro attacco alla vetta nelle prossime settimane.

 

Nel video, Xia Boyu sulle scalette dell’IceFall

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3 Commenti

  1. Ma rendiamoci conto, con tutto rispetto per il signore dalle gambe amputate, a cosa é ridotta questa montagna! Un luna park per ricchi vanitosi e niente altro.

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