Alpinismo

Dhaula, spedizione finita per gli italiani

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KATHMANDU, Nepal — Spedizione finita anche per i piemontesi impegnati sulle pendici del Dhaulagiri. Ivo e "Cala" Cimenti, intenzionati a salire e scendere l’ottomila nepalese con gli sci, hanno tentato la scalata dopo il forte maltempo dell’ultima settimana. Ma hanno trovato distrutti i campi alti e, dopo due notti in trune di neve, hanno deciso di rientrare in Italia.

"Al campo 1 era tutto distrutto – dice Cimenti sul suo blog -. Al campo 2 non abbiamo più trovato nulla. Abbiamo scavato dove avevamo le indicazioni del gps ma niente, nessuna traccia della tenda e di tutto il materiale che avevamo dentro. Non possiamo più tentare una seconda volta ormai, non abbiamo più nulla".

I due alpinisti erano partiti tre giorni fa dal campo base, salendo lungo un canalino che sembrava più sicuro della via normale dove le corde erano state sepolte dalla neve. Arrivati a campo uno, l’amara sorpresa: "La tenda era a pezzi sotto 4 metri di neve – hanno detto gli alpinisti -. Abbiamo passato una notte tremenda in truna".

Il giorno successivo, i due hanno proseguito verso campo due, ma non sono riusciti a raggiungerlo. Hanno scavato un’altra truna a 6150 metri, poi sono saliti fino all’altezza del secondo campo ma non hanno trovato nulla. Così, sono scesi: Cimenti con gli sci direttamente fino al base, il compagno, invece, ha pernottato a campo 1.

"Partiremo il 16 ottobre col trekking di ritorno – dicono gli alpinisti -. Il paesaggio cambia continuamente, sono scese tantissime slavine che hanno cancellato tutto, portato via ogni cosa, impossibile proseguire in queste condizioni. Non so come faremo, i passi sono invalicabili, abbiamo sentito tanti elicotteri: credo che siano i trekkers saliti nella valle in questi giorni, devono essere rimasti bloccati".

Sara Sottocornola

Foto d’archivio

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