In cammino tra le Terre Mutate a 10 anni dal terremoto “di Amatrice”
Nel decennale del terremoto del 2016, la Carovana nelle Terre Mutate torna a percorrere i 250 km tra Fabriano e L’Aquila: "un modo di prendere parte alla ricostruzione della terra”.
L’orologio si è fermato alle 3:36. Un rintocco che, nel buio dell’agosto 2016, ha frantumato il silenzio dell’Appennino centrale e diviso la storia in un “prima” e un “dopo”. Oggi, a dieci anni di distanza, la ferita imposta dal sisma che ha avuto il suo epicentro reale tra le province di Rieti, Perugia e Ascoli Piceno – e in Amatrice il suo paese simbolo – è ancora una cicatrice aperta: lo si legge nella nuda roccia della faglia del Vettore, nei paesi del cratere ancora sospesi tra le macerie e i cantieri della ricostruzione. Uno scenario che appare tragico ma non immobile. Il territorio, una volta che la terra ha deciso di fermarsi, si è messo in movimento.
Il Cammino nelle Terre Mutate è diventato il simbolo di questo atto del rialzarsi e andare avanti: un percorso solidale e di conoscenza, un momento di relazione profonda con l’ambiente naturale e con le persone che vivono nei luoghi trasformati dal sisma. In occasione del decennale dal sisma del 2016, dall’11 al 25 luglio 2026, l’ODV Cammino nelle Terre Mutate invita a tornare a camminare insieme, unendosi alla Carovana 2026.
Il Cammino: un filo rosso nel cuore dell’Appennino
Nel mese di luglio la Carovana delle Terre Mutate si rimetterà in cammino, “un cammino fatto di persone, relazioni e storie che continuano a trasformarsi”, come sintetizzano i promotori. Per garantire la massima profondità all’esperienza, durante ogni tappa i partecipanti saranno accompagnati da guide locali professioniste ed esperti del territorio, figure fondamentali per vivere il cammino in modo consapevole e decodificare i segni del paesaggio in mutamento.
L’organizzazione chiede a chi si mette in marcia di essere qualcosa in più di semplici camminatori: “chiediamo di essere sentinelle, testimoni, megafoni”. In questo contesto, il camminare è inteso come un atto politico di partecipazione alla ricostruzione sociale e materiale dei luoghi.
Il Programma: incontri, storie e condivisione
Il viaggio avrà inizio il 10 luglio a Fabriano con l’incontro di apertura, per poi proseguire attraverso 14 tappe fino all’arrivo a L’Aquila previsto per il 24 luglio. Le giornate conclusive saranno interamente dedicate alla conoscenza del capoluogo abruzzese. Lungo tutto il tragitto, l’esperienza sarà scandita da una fitta rete di relazioni: all’arrivo di ogni tappa, le giornate continueranno con incontri diretti con le comunità e le realtà locali, presentazioni, proiezioni e momenti di confronto.
Sarà un viaggio di approfondimento in cui si parlerà di ricostruzione, trasformazioni e contraddizioni, ma dove non mancherà la dimensione della festa e della vicinanza. Il programma prevede infatti degustazioni e occasioni conviviali, lasciando ampio spazio alla bellezza dello stare insieme, ascoltare musica, cantare e condividere storie, per ricostruire, passo dopo passo, anche il tessuto emotivo e sociale delle terre mutate.
Informazioni e iscrizioni
La partecipazione alla Carovana 2026 è rivolta a chi possiede spirito di condivisione e adattamento, vedendo nel viaggio un atto rigenerativo per se stessi e per il territorio. Per garantire la sostenibilità dell’iniziativa e il rispetto dei luoghi attraversati, la partecipazione è limitata a un massimo di 50 persone.
Gli interessati possono iscriversi compilando il modulo ufficiale disponibile sul sito del Cammino (camminoterremutate.org) entro e non oltre domenica 24 maggio 2026.
L’iniziativa è promossa dall’ODV Cammino nelle Terre Mutate, con il supporto di ActionAid Italia e in collaborazione con Movimento Tellurico, FederTrek, APE Roma e l’Università del Camminare, insieme alle realtà territoriali che custodiscono e tengono vivo il territorio.










