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Premiato Il prigioniero dell'Eiger

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LECCO — E’ italiana la medaglia d’argento del premio letterario nazionale "Leggimontagna" per la narrativa. A vincerla, lo straordinario libro verità di Giorgio Spreafico sulla tragica vicenda di Claudio Corti e Stefano Longhi sulla parete nord dell’Eiger nel 1957. La motivazione? Particolari inediti, straordinaria documentazione e coraggio dell’autore, che approfondisce la personalità di Corti e non teme di descrivere il ruolo ambiguo che Riccardo Cassin e Carlo Mauri ebbero nella vicenda.

Il libro è stato premiato nientemeno che da Spiro Dalla Porta Xidias, presidente della giuria del premio e degli scrittori di montagna italiani. "Opera documentatissima – ha detto Xidias nel consegnare il premio – che l’autore riserva alla vicenda di Claudio Corti e del suo sfortunato e drammatico tentativo all’Eigerwand. Indubbiamente l’autore può essere stato facilitato nella sua ricostruzione dai libri di Olsen e di Leggio già usciti sull’argomento a difesa di Corti, ingiustamente e malevolmente attaccato dai mass media ma specialmente da Heinrich Harrer, con un’acredine che neanche l’appurata verità valse a modificare, incrementando così a suo tempo l’ostilità sia del mondo alpinistico sia nell’opinione pubblica".

"L’opera di Spreafico si distingue però dalle precedenti sul medesimo argomento per numerosi particolari inediti – ha detto ancora Xidias -, specialmente per l’approfondimento dello studio della personalità di Claudio Corti, che dal contesto appare quanto mai vittima di maldicenza e immeritata ostilità. Il fatto stesso che un volume di quasi 550 pagine si faccia leggere in breve tempo è prova della capacità narrativa dell’autore e del suo stile vivo e appassionato, né si può tacere il coraggio  con cui Spreafico sostiene l’ipotesi di un coinvolgimento negativo, chiamiamolo così, nella vicenda nientemente che di Riccardo Cassin e di Carlo Mauri”.

La settima edizione di Leggimontagna, premio nazionale organizzato dalle sezioni Cai e dalle Comunità Montane della Carnia e sostenuto tra gli altri da Regione Friuli e Università di Udine, si è svolta nei giorni scorsi al Palazzo Veneziano di Malborghetto Valbruna, nella Valcanale, tra Tolmezzo e Tarvisio.

"Il prigioniero dell’Eiger", opera tutta lecchese, per autore (nella foto), protagonista (Claudio Corti) ed editore (Stefanoni) – si è piazzato al secondo posto tra due opere straniere: la vincitrice “La via del drago”, scritto dalla moglie di Claude Barbier, Anna Lauwaert e la medaglia di bronzo “Mio padre Hermann Buhl” scritto da Kriemhild, figlia del noto alpinista, entrambi editi da Vivalda.

Un altro libro lecchese ha ricevuto una menzione nella sezione saggistica: si tratta di "Riccardo Cassin. Cento volti di un grande alpinista" a cura di Alessandro Gogna, Laura Melesi e Daniele Redaelli, pubblicato da Bellavite. In quel settore, il primo premio è andato ad "Abiti. Racconti di abiti vissuti della tradizione valdostana" di Tiziana Fragno e Stefania Massari, edito da Priuli & Verlucca. Per il giornalismo, il vincitore è Paolo Rumiz con l’articolo "Addio sergente Rigoni Stern" pubblicato da "Repubblica". Miglior inedito "Notte nel cielo" della toscana Silvia Petroni.
 

Foto courtesy www.laprovinciadilecco.it

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