Alpinismo

Mondinelli: Colle Sud, missione compiuta!

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KATHMANDU, Nepal — Missione compiuta a Colle Sud! I danni dell’inverno himalayano sulla stazione meteorologica più alta del mondo sono stati riparati. Un’operazione complessa e delicata, compiuta a 8000 metri, senza ossigeno e in condizioni estreme, da Silvio “Gnaro” Mondinelli, che nel giro di cinque giorni è salito due volte al Colle sud dell’Everest. Tutta l’operazione è stata coordinata via radio, in modo magistrale, da Giampietro Verza, responsabile delle stazioni meteo del Comitato Evk2Cnr, che ha saputo risolvere ogni emergenza in tempi record.

“Abbiamo cominciato a lavorare alle nove e abbiamo finito adesso dopo 4 ore – ha detto Mondinelli da Colle sud, pochi minuti dopo aver finito il lavoro sulla stazione -.  Certo che vento… è più facile camminare che lavorare quassù! Ma siamo contenti. Fortunatamente ci hanno aiutato due sherpa, due “doctor” dell’Icefall, a portar su il materiale altrimenti non ce l’avremmo mai fatta”. 

“Voglio dire grazie al magico Giampietro – aggiunge l’alpinista – che come sempre ripete cinquanta volte le cose ma se non ci fosse lui qui riusciremmo solo a stringere i bulloni dell’ancoraggio. Adesso mettiamo le bandierine, guardiamo in alto quelli che scendono dall’Everest, e poi scendiamo”. Come ci si sente dopo aver compiuto due volte una missione così a Colle Sud? “Di imprese non ne abbiamo fatte – si schermisce Mondinelli – siamo venuti a lavorare e abbiamo dato il massimo. Volevamo venire una volta invece siamo venuti due, ma va bene così. L’importante è che funzioni tutto. Ecco però adesso bisogna fare l’ultimo controllo perchè adesso non torno più su!!”.

E tra uno scherzo e un sorriso, l’alpinista e finanziere di Alagna, che dopo aver scalato tutti i 14 ottomila senza ossigeno ha messo le sue straordinarie capacità alpinistiche e fisiche al servizio della scienza, dedicandosi con passione e determinazione ai progetti scientifici del Comitato EvK2Cnr, si è avviato verso la discesa. Intorno alle 16 nepalesi ha raggiunto campo 2, provato dalla dura giornata. “Non ho mangiato e bevuto niente in tutto il giorno – ha detto Mondinelli -. Ma è andata, finalmente abbiamo finito e funziona tutto. Adesso vado a mangiare dagli amici delle spedizioni commerciali e domani scendo al base”.

Intanto, la stazione Aws South Col, che fa parte della rete di monitoraggio climatico e ambientale Share, ha ripreso a funzionare in modo impeccabile. Potete vederlo con i vostri occhi guardano la striscia continua di dati, verdi su neri, che passa qui sotto la testata del portale. Dove prima recitava “n.d.”, ora c’è di nuovo il dato. Uno su tutti, quello del vento, che ora soffia a 7.8 metri al secondo. Qui in calce, la schermata con i primissimi dati ricevuti dalla Piramide dopo la sostituzione dei sensori.

E’ stato un altro anno di duro lavoro sulla montagna più alta del mondo. Ma la scienza, la tecnologia e l’alpinismo italiani hanno dimostrato che in alta quota non hanno davvero rivali. La straordinaria missione Share Everest 2008, che aveva installato la stazione lo scorso maggio, aveva coinvolto migliaia di appassionati che l’avevano seguita in diretta dalle nostre pagine web. Ma quella di quest’anno però, era forse ancora più difficile

Stavolta Mondinelli era da solo ad affrontare la bufera di Colle Sud. Da solo ad eseguire le delicate operazioni sulla stazione, a gestire i collegamenti radio, a testare i funzionamenti, sotto l’attenta guida di Verza. A supportarlo c’erano alcuni sherpa, che però, facendosi carico dei pesanti trasporti di ricambi e materiali fino ad ottomila metri, sono sempre arrivati al colle quando lui era già al lavoro da qualche ora. E, non ultimo, era da solo ad affrontare le emergenze, le lunghe attese e le difficoltà che sempre comporta una missione difficile come questa.

Perchè qui non si tratta soltanto di camminare verso una vetta. Ma di restare concentrati, eseguire operazioni minuziose, valutare problemi e testare ogni azione compiuta. E adeguarsi ai tempi, spesso molto lunghi, del meteo himalayano e delle operazioni scientifiche.

All’inizio sembrava che si dovesse operare soltanto la sostituzione dei sensori. Invece domenica, quando Mondinelli è arrivato per la prima volta al Colle, ha trovato ogni tipo di imprevisti. I tre sistemi di alimentazione della stazione, che da un anno funziona ininterrottamente fornendo in tempo reale preziosi dati meteo sul clima dell’Himalaya, erano quasi completamente saltati. Su due piedi, con le indicazioni di Verza, ne ha ripristinato uno in modo provvisorio e portato a valle un altro che doveva essere riparato.

Il tempo però stringeva e i rischi di non poter concludere la missione erano alti. I meteorologi prevedevano la finestra di bel tempo in chiusura dal 22 e ormai l’arrivo del monsone era imminente. Ma, come si dice: quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare.

In tempo record, sono stati recapitati i pezzi danneggiati al Laboratorio Piramide, che si trova a 5000 metri, a circa 5 ore di cammino dal campo base. Lì, Verza si è messo al lavoro con i tecnici nepalesi dello staff del Laboratorio e, lavorando anche di notte, ha messo a punto due nuovi sistemi di alimentazione da riportare a Colle Sud. Martedì mattina, tutto era pronto per una nuova missione a ottomila metri.

Mondinelli era reduce dall’impegnativa salita compiuta ovviamente senza ossigeno e soltanto due giorni prima. Ma non ha esitato. E’ ripartito verso l’alto e grazie ad una forma strepitosa, è salito più velocemente della volta prima.

Ieri sera, a campo due, nevicava. E per un momento si è temuto che il lavoro dovesse essere rimandato. Ma nella notte il cielo si è schiarito e la squadra, composta dall’alpinista scortato da tre sherpa, è partita a mezzanotte verso il Colle con trenta chili di pezzi di ricambio. Mondinelli, il primo ad arrivare, era ad ottomila metri alle 8.30 ora locale, dopo solamente 7 ore di cammino. E si è messo a lavorare sulla stazione meteorologica con una temperatura di 15 gradi sottozero.

Nel giro di un paio d’ore aveva già perfezionato due sistemi di alimentazione e aveva iniziato la sostituzione dei due sensori di vento e umidità. “Il sistema di alimentazione della stazione è stato ripristinato sostituendo il regolatore – spiega Giampietro Verza, che dalla Piramide ha seguito ogni operazione via radio -. Il secondo sistema di alimentazione, ricostruito in Piramide in questi due giorni, è stato collegato, messo in funzione con il pannello e fissato. Poi, Gnaro e gli sherpa hanno sostituito i sensori di vento e umidità, che risultavano danneggiati da alcune settimane, e che ora funzionano perfettamente. Infine, hanno montato la terza batteria”.

L’elenco e il racconto sembrano semplici. Ma compiere l’impresa non lo è stato per nulla. Anche se forse non è facile rendersene conto.

“Continuo a pensare che sia un’impresa eccezionale – commenta Verza -. E parlo di tutta l’operazione Share Everest, dalla stazione a questa difficile operazione di manutenzione che stiamo portando a termine in pochissimi. Mi sono reso conto meglio anch’io della difficoltà operativa a Colle Sud dopo aver visto i danni alla stazione. Ma siamo riusciti a risolvere tutti gli impresvisti. E non erano pochi: basti pensare che solo nelle due ultime ore di lavoro abbiamo compiuto l’operazione di manutenzione che ci aspettavamo: tutto il resto era extra. Gnaro è stato eccezionale. Davvero. Pochi sarebbero riusciti in questa missione e se lo avessero fatto, credo che al suo posto si vanterebbero come pazzi. Invece lui si definisce uno svitabulloni”.

La stazione di Colle sud si inserisce nella rete Share del Comitato Evk2Cnr, che da oltre vent’anni si occupa di ricerca scientifica in alta quota. SHARE – Stations at High Altitude for Research on the Environment – è una rete di osservatori per il monitoraggio climatico e ambientale in collaborazione con Unep, Wmo, Nasa, Esa e Iucn.

 


 

 

Ecco l’immagine dei primi dati


 

 

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