Alex Lowe, indimenticabile “cavaliere bianco”
Il grande scalatore statunitense scomparso nel 1999 sullo Shisha Pangma realizzò grandi aperture dal Karakorum all’Antartide, dall’Himalaya alle Montagne Rocciose. Vincitore anche di un Piolet d’Or, fu tra i primi a considerare l’allenamento una priorità assoluta
“Il miglior scalatore del mondo è quello che si diverte di più”
Alex Lowe
Stuard Alexander Lowe nasce il 24 dicembre 1958 nel Maryland, in un paesino ad un centinaio di metri sul livello del mare ma i suoi polmoni hanno già il gene dell’alta quota. Si laurea in ingegneria meccanica alla Montana State University per poi occuparsi di rilievi sismografici. Il richiamo della montagna lo porta a lasciare da parte la carriera lavorativa ordinaria per mettersi in azione: prima sul granito della Yosemite Valley e, poi, sul ghiaccio e misto delle pareti più difficili al mondo.
L’ossessione per l’allenamento fisico
Nel 1986 partecipa ad una spedizione statunitense al K2 che si arresta a 8100 metri. Ogni avventura diviene stimolo ad allenarsi ancora e meglio per progetti più ambiziosi. Alex è tra i primi a costruirsi una ferrea “training routine” consapevole dell’importanza della forma fisica per affrontare certe imprese in alta quota. Dal Pakistan alla Cina, dal Wyoming alla Svizzera, dalla Baffin Island all’Argentina, Alex mette a segno nuove vie e prime salite su ogni terreno, dimostrando di essere tra gli alpinisti più completi della sua generazione. Ottiene presto i soprannomi di “cavaliere bianco” e “polmone con le gambe”, giusto per citarne un paio. Al suo talento indiscusso, unito ad un allenamento senza pari, si aggiungono grazia nel gesto dell’arrampicata e grande umiltà, una dote preziosa che lo porta a non accettare troppo volentieri la nomina a miglior scalatore del mondo dell’Outside Magazine.
Altruismo e riconoscimenti
Lowell mette a disposizione le sue qualità in numerosi soccorsi, tra i quali spicca il celebre salvataggio di alcuni spagnoli sul Denali nel 1995. Lo stesso anno, anche per questo motivo, viene insignito dell’American Alpin Club’s Underhill Award.
Vince l’ancora più prestigioso Piolet d’Or per l’apertura di “Parallel World” nel 1999 con Jared Odgen e Mark Synnott. Si tratta di una linea di arrampicata in libera fino al 5.11 e artificiale difficile fino all’A4 che corre sulla bellissima parete ovest della Torre Grande di Trango.
Nell’autunno dello stesso anno parte alla volta dello Shisha Pangma con Conrad Anker https://www.montagna.tv/185760/conrad-anker/ e l’alpinista e cameraman David Bridges. L’obiettivo è filmare per la NBC la prima discesa statunitense con gli sci da un 8000. Progetto interrotto da un tragico incidente: il 5 ottobre 1999 una valanga travolge i tre alpinisti lasciando in vita soltanto Anker. I corpi verranno trovati solamente sedici anni più tardi da Uely Steck e David Gottler.
L’eredità di Alex
“La scalata è un viaggio senza fine”, queste le parole che esprimono la visione di Alex Lowe e che, con la sua scomparsa, assumono una nuova e positiva dimensione. Resterà per sempre una sana fonte di ispirazione per generazioni di scalatori, lasciando anche un’eredità di esperienze, metodi di allenamento e strategie di salita inestimabile.
Un duro colpo per la moglie Jennifer e i loro tre piccoli, ma un senso fraterno del dovere e una profonda umanità portano l’amico Conrad a farsi carico della famiglia di Alex, prendendo la mano di Jennifer e crescendo i bambini come fossero suoi figli.
Nel 2005 gli viene dedicata una cima del Montana ribattezzata “Alex Lowe Peak”, nel 2008 esce il libro “Forget Me Not” scritto dalla moglie, anche se sarà il figlio Max a rendere il più grande omaggio al padre. Infatti, nel 2016 compie un viaggio sulle sue tracce e ne nasce il film dal titolo “Torn”, tradotto in italiano come “L’ascesa dei ricordi”, che ne narra sia le gesta alpinistiche quanto la dedizione agli affetti famigliari.
Alex Lowe verrà per sempre ricordato tra i migliori alpinisti al mondo ma, soprattutto, grande amico, marito e padre.
Salite principali
- 1989 – Nuova via sul Kwangde Nup, Nepal.
- 1990 – Nuova via sul Kusum Kanguru, Nepal.
- 1990 e 1993 – Due volte in cima all’Everest.
- 1991 – Nuova via sul Northwest Chimney, Grand Teton.
- 1992 – Prima discesa con gli sci del Northwest Couloir, Middle Teton.
- 1993 – Veloce solitaria in 10 ore sul Khan Tengri, Kyrgyzstan.
- 1993 e 1994 – Aconcagua, Argentina.
- 1994 – Prima discesa con gli sci del Enclosure Couloir, Grand Teton.
- 1995 – Nuova via sul Peak 4810,
- 1996 – Prima salita in libera della via di misto “Troubled Dreams”, Canadian Rockies.
- 1997 – Prima salita del Rakekniven Peak, Antartide.
- 1997 – Prima discesa con gli sci del Hellmouth Couloir, sulla cima che prenderà il nome di Alex Lowe Peak.
- 1998 – Prima salita del Great Sail Peak, Baffin Island.
- 1999 – Nuova via “Parallel World” sulla ovest della Torre Grande di Trango, Pakistan.
Libri
- “Forget Me Not”, Jennifer Lowe-Anker, 2008.
Film
- “Torn” (“L’ascesa dei ricordi”), regia di Max Lowe, 2016.
“Siamo tutti a questo livello… e poi c’è Alex”
Conrad Anker





