Alpinismo

Up Project, aggirando il San Lorenzo

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PERITO MORENO, Patagonia — La seconda banda di Up è giunta in Patagonia. Ieri si è unita a Hervé Barmasse, reduce dal Cerro Piergiorgio. Nel mirino degli alpinisti, ora, la parete del San Lorenzo. Non mancano tuttavia le difficoltà. Stavolta non si tratta di tempeste di vento, ma di questioni "commerciali" che hanno costretto gli alpinisti a deviare dal cammino pianificato per raggiungere la montagna: si dovrà passare dal Cile.

Il San Lorenzo, a quanto pare, comincia già a difendersi. Hervé Barmasse, Giovanni Ongaro, Lorenzo “Pala” Lanfranchi e Matteo Bernasconi si stanno dando da fare nel paese di Perito Moreno (foto) per riuscire a risolvere gli inghippi organizzativi.
 
"Da qualche giorno mi trovavo solo soletto a Perito Moreno – racconta Hervè Barmasse – ad aspettare gli altri che sono arrivati pochi minuti fa. In questi tre giorni, ho imparato un po’ di spagnolo, chiacchierato dei prossimi Campionati del Mondo di calcio abbozzando pronostici con in mano una Quilmes (Cerveza) e fatto passare il tempo alla bell’e meglio: con un libro o passeggiando. Questo pueblo, assomiglia tanto ad un nostro paese di campagna, dove i minuti passano lenti e le poche novità vengono accolte come un evento simile alle nostre olimpiadi invernali.
E una novità, o meglio un pettegolezzo, è arrivata proprio dal nostro viaggio, che mi ha portato ad una spiacevole discussione con il proprietario della Estancia Los Nires e di tutta la Valle del Rio Oro sulla quale avremmo dovuto transitare per raggiungere il Monte San Lorenzo.
Quando questa mattina al bar del Hotel Belgrano gli ho spiegato che saremmo dovuti passare sul suo territorio per arrivare alla parete del San Lorenzo, lui, con aria fiera, dopo aver preso la calcolatrice, mi ha chiesto 1200 dollari. Io rispondo che la cifra mi sembra esagerata e che potrebbe farci uno sconto e gli propongo un mille dollari per tutto il gruppo compreso il trasporto del materiale a cavallo e lui: “No, 1200 dollari a testa, e non scendo a trattative!”
In quel momento, i presenti al bar iniziano a ridere e a fissarlo con aria allegra. Alcuni da dietro mi fanno segno di lasciar perdere che tanto come già mi hanno detto è pazzo!
Saluto e ringrazio…
Mentre io passavo il pomeriggio a cercar di studiare l’alternativa, nel bar continuava ad entrare gente curiosa per ciò che alcune ore prima era successo. Si facevano delle sane risate su questa storia: per loro è incredibile, per noi solo un gran fastidio….
Comunque, tra poco saranno qui i miei nuovi compagni di viaggio e con loro discuteremo sul da farsi."
Il racconto dell’approccio con il San Lorenzo prosegue con le parole dalla "new entry" svizzera, Lorenzo "Pala" Lanfranchi. Al quinto viaggio in Sudamerica, è stato protagonista di salite velocissime anche sul Cerro Torre e sul Fitz Roy insieme ad un altro Up, Giovanni Ongaro.
 
"Dopo i non pochi problemi a imboscare i chili di sovvrappeso abbiamo preso anche noi il volo per la Patagonia. In aria abbiamo scambiato il testimone per proseguire il Trip Two con la banda che rientrava dal Piergiorgio. Siamo carichi e motivati per questa nuova avventura che inizia con qualche questione da risolvere, come ha spiegato Hervé.
Oggi ci siamo dedicati alla preparazione del materiale, all’acquisto viveri e di combustibile. Il programma per la giornata di domani prevede partenza alle sei con un local che ci porta in forma amichevole verso la frontiera cilena per poi proseguire verso Cochrane. Speriamo solo di non aver rogne con i gendarmi, visto che abbiamo con noi molto materiale e dei viveri acquistati in Argentina a prezzi più convenienti.
Tornare in Patagonia é comunque sempre affascinante, anche se nei primi giorni  non é sempre facile abituarsi ai ritmi argentini, specialmente quando devi organizzarti una spedizione".

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