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Cerro Torre, una montagna di polemiche

immagine Non è bastata la vetta. Non è bastato aprire una nuova via su una delle montagne più impegnative del pianeta. No, la conquista del Cerro Torre da parte di Salvaterra, Garibotti e Beltrami porta con sè uno stascico di polemiche francamente inquietante.

A dar fuoco alle polveri è stato Ermanno Salvaterra che in un’intervista alla Gazzetta dello sport ha dichiarato di non aver trovato traccia alcuna dell’impresa di Cesare Maestri. Quella, per intenderci, della prima conquista della montagna, di cui si discute dal lontano 1959.

Definita "leggendaria" dal francese Lionel Terray, l’impresa di Maestri, Toni Egger (travolto da una valanga durante la discesa) e Cesarino Fava, nel corso degli anni è stata avvolta dai dubbi. La documentazione fotografica è andata perduta. E i chiodi, mai trovati, ne hanno fatto il più grande giallo della storia dell’alpinismo.

Ebbene oggi Salvaterra – cinquantenne trentino, veterano del Torre che sulla montagna ha firmato la prima invernale assoluta – attacca frontalmente Maestri dandogli, in sostanza, del bugiardo.

A stretto giro la risposta di Maestri che minaccia di adire le vie legali "per dichiarazioni che gettano fango su una delle imprese alpinistiche più grandi della storia". Mentre il compagno Cesarino Fava precisa che "la scalata del ’59 era avvenuta tutta su ghiaccio e secondo un percorso quasi improvvisato. Quindi trovare prove è praticamente impossibile".

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