Cronaca

Soccorso notturno sul Monte Brento per Base jumper sospeso nel vuoto

L'intervento notturno sul Monte Brento (Photo courtesy of Soccorso Alpino Trentino)
L’intervento notturno sul Monte Brento (Photo courtesy of Soccorso Alpino Trentino)

DRO, Trento — É durato un’intera notte un complesso intervento di recupero effettuato sul Monte Brento. Il Soccorso Alpino è infatti intervenuto lunedì sera per salvare un Base Jumper polacco che, dopo essersi lanciato dal Becco dell’Aquila, è rimasto impigliato tra le rocce, rimanendo sospeso a 300 metri dal suolo. I soccorritori hanno dovuto attrezzare una nuova via al buio per raggiungere il 25enne ferito e riuscire ad affidarlo all’elicottero per il trasporto in ospedale.

Tutto è cominciato lunedì sera, riporta il comunicato ufficiale del Soccorso Alpino Servizio Provinciale Trentino, “quando, prima dell’imbrunire, il Base jumper si è lanciato con il paracadute (il giovane non era provvisto di tuta alare) dal Becco dell’Aquila, sul Monte Brento. A metà del volo, però, qualcosa non ha funzionato e il Base jumper si è andato a schiantare contro la parete della montagna.

Nel violento impatto il giovane ha riportato la frattura di una gamba, un trauma facciale e diverse contusioni. Per sua fortuna la vela del paracadute è rimasta impigliata tra le rocce sporgenti, impedendogli di precipitare, ma facendolo rimanere sospeso con i piedi nel vuoto sotto un salto di oltre 300 metri.”

L’allarme è scattato attorno alle 20 e sul posto sono arrivati Soccorso Alpino, personale medico del 118, Vigili del fuoco volontari di Dro e Carabinieri. “L’operazione – prosegue il comunicato – si è presentata subito complessa a causa del buio della notte, per le difficoltà della montagna, per la distanza di oltre 300 metri da coprire su una nuova via non “attrezzata”, per l’intervento sanitario che occorreva fare in parete, sospesi nel vuoto.

Deciso il piano d’intervento da parte del responsabile delle operazioni del Soccorso alpino, dieci tecnici, utilizzando le lampade frontali e con l’ausilio dei fari dei Vigili del fuoco, hanno iniziato a scalare la parete della montagna che di giorno presenta, in quel tratto, difficoltà fino anche al IV grado, ma che, se affrontata al buio e per la prima volta, diventa evidentemente molto più difficile. E’ da evidenziare che si è scalato “a vista”, cioè su una via nuova, non attrezzata con spit, come avviene di solito sulle pareti delle Valli del Sarca, per uno sviluppo sulla roccia di oltre 300 metri, quindi percorrendo una via molto lunga.

Dopo una delicata scalata, tra le due e le tre della notte, i soccorritori hanno raggiunto il ferito, mettendolo subito in sicurezza. La via di arrampicata è stata nel frattempo attrezzata con delle corde fisse che sono state utilizzate per fare salire il medico che ha prestato i primi soccorsi in parete al Base jumper, il quale poi è stato, con una delicata e impegnativa operazione data anche la sua mole fisica, caricato sulla barella.

A questo punto è iniziata la fase delicatissima della calata della barella, avvenuta per circa 300 metri lungo la parete della montagna. Alle 5:30 circa il ferito ha toccato finalmente la base della montagna. A quel punto, visto l’approssimarsi del giorno, si sono attese le primissime luci dell’alba ed è stato fatto intervenire l’elicottero che con il verricello ha caricato la barella, trasportando il giovane all’ospedale Santa Chiara di Trento.”

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