Alpinismo

El Capitan: record per i fratelli Huber

immagine

LOS ANGELES, Usa — Due ore e quarantacinque minuti per superare mille metri di granito verticale. E’ questo l’incredibile tempo segnato dai fratelli Alexander e Thomas Huber nel salire la via che può essere considerata icona della mitica parete di El Capitan: The Nose.

La mitica via "The Nose" venne aperta nel 1958 da Warren J. Harding, Wayne Merry e George Whitmore in 47 giorni netti di scalata. La aprirono come di solito si fa sugli ottomila: fissando corde e installando campi, in modo da poter salire e scendere ad ogni tentativo. In totale, il progetto durò diciotto mesi e non mancarono enormi rischi, soprattutto legati all’usura dei materiali che non sempre resistevano alle rigide temperature invernali.
 
In totale sono 31 tiri di corda, dalla base del monolite fino all’enorme albero che campeggia proprio in cima alla parete. Tiri che oggi, solitamente, richiedono due o tre giorni di salita agli scalatori di buon livello.
 
Ma i fratelli Huber, si sa, sono alpinisti fuori dal comune. E ce l’ha fatta in sole due ore e tre quarti, segnando il record mondiale di velocità sulla parete che può essere a tutti gli effetti considerata una delle più grandi sfide di ogni scalatore della Terra.
 
Erano tre anni che inseguivano questo risultato. Nella primavera del 2006 ce l’avevano quasi fatta, ma un brutto infortunio occorso a Thomas ha interrotto bruscamente il progetto, che poi è sfociato comunque nella celebre pellicola "Am Limit" pluripremiata anche al Filmfestival di Trento.
 
Oggi, finalmente, il successo è arrivato. Il record precedente risaliva al 2002 e apparteneva a Yuji Hirayama e Hans Florine, che avevano impiegato 2 ore e 48 minuti, 55 secondi.
 
Qualche giorno fa i fratelli Huber erano riusciti a salire la parete in un tempo uguale a quello del 2002. Forse, mettendoci una manciata di secondi in meno. Ma il paragone era troppo sul filo del rasoio e la celebre cordata ci ha riprovato, riuscendo ad abbattere il tempo di ben tre minuti.
 
I preziosi secondi sono stati recuperati probabilmente sul tiro del "Great Roof" (grande tetto), dove nel tentativo precedente Thomas Huber aveva fatto cadere una delle due scalette di tela: un fattore che avrebbe, secondo l’alpinista, rallentato lievemente il resto della scalata.
 
La fama dei fratelli Huber ha ormai fatto il giro del mondo. I due alpinisti bavaresi hanno alle spalle salite storiche in libera, in solitaria e in ambienti estremi. Sulla parete di El Capitan i due alpinisti hanno segnato anche il record di velocità sulla via Zodiac, lunga la metà di The Nose ma con molti più tratti in artificiale.
 
Sara Sottocornola
 

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Back to top button
Close