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Roghi al Sud, maltempo al Nord

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ROMA — Bilancio disastroso ieri per gli incendi nel Sud Italia: in Calabria, Campania, Basilicata, Lazio, Puglia, Molise e Umbria si sono registrati 248 roghi e oltre 3000 chiamate di soccorso.

In fiamme ettari di territori boschivi. Mentre in Sicilia, nel Palermitano, le fiamme non sono ancora state domate e minacciano da vicino le abitazioni di Cefalù, spetta alla Calabria il primo posto nella speciale classifica del numero di incendi con 123 roghi, seguita dalla Campania con 93. Le province più colpite sono Cosenza, Salerno, Reggio Calabria e Catanzaro.
 
I soccorsi hanno ricevuto nella sola giornata di ieri più di tremila telefonate. La situazione peggiore, dicevamo, è in Sicilia, dove i Vigili del Fuoco, la Protezione Civile e la Guardia Forestale hanno combattuto per tutta la notte contro un incendio divampato nei pressi di Cefalù.
 
I roghi non sono ancora stati domati e hanno raggiunto alcune zone abitate. I soccorsi hanno fatto evacuare decine di villette e alcuni residence turistici. Da questa mattina partecipano all’intervento anche due canadair e un elicottero. Il fuoco ha divorato ettari di bosco e ha provocato danni ingentissimi.
 
Se il Sud piange, il Nord non ride. Nonosttante l’ondata di maltempo, anche in Emilia Romagna si resta in allerta. Secondo la Protezione Civile regionale, il clima resta favorevole all’innesco di roghi. Pertanto, lo stato di pericolosità per gli incendi boschivi è stato esteso fino al 2 settembre. Fino ad allora sarà proibito accedere fuochi in prossimità dei boschi.
 
Sul fronte opposto, il Nord Italia sta affrontando una forte perturbazione che imperversa da due giorni e non sembra placarsi. La Coldiretti mette in guardia contro il problema della grandine, il nemico più temuto dai coltivatori non solo per la vendemmia, ma che per gli alberi da frutta, le coltivazioni di mais e di verdure.
 
 
Candida Cereda

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