Scienza e tecnologia

Climber mutilato inventa caviglia-robot

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NEW YORK — Sente i movimenti del corpo e risponde perfettamente alle variazioni del terreno. La "caviglia-robot" inventata dall’ex climber Hugh Herr e da un gruppo di ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (Mit) sembra aver varcato la frontiera dell’ortopedia.

Herr era un abile e famoso alpinista, che a soli 17 anni ha perso parti di entrambe le gambe a causa di gravi congelamenti riportati sulle sul Mount Washington, dove è rimasto disperso per tre giorni di fila.
 
Ha iniziato a progettare da solo le sue protesi. Non ha mai smesso di scalare. Si è laureato in biofisica ad Harvard, ha frequentato un Master alla Harvard Medica School.
 
Il suo impegno nel campo della ricerca, lo ha portato infine a collaborare con l’associazione Veterans Affairs e a lavorare per il Mit, con un gruppo di scienziati coi quali ha sviluppato questa straordinaria caviglia robotizzata in grado di comportarsi quasi come una normale.
 
Un motore elettrico ed una serie di molle, controllate da un sistema computerizzato, permettono al dispositivo di rispondere ai movimenti come muscoli e tendini: ciò permette maggior fluidità nella camminata, miglior equilibrio e minor fatica.
 
La protesi "magica", testata dallo stesso Herr, sarà in commercio dal prossimo anno. E’ stata già provata anche da un soldato 24enne rimasto mutilato durante la guerra in Iraq.
 
Sembra che ora Herr stia lavorando per farsi impiantare l’arto artificiale direttamente sulle ossa amputate, collegandola ai suoi tessuti in modo che riceva direttamente gli impulsi elettrici dei suoi nervi.

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