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Alpinismo

Bernina: com’è cambiata la via normale

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"Domani prevediamo di arrivare al rifugio Marco e Rosa e il giorno seguente di effettuare l’ascesa al Pizzo Bernina. Avete novità o segnalazioni a riguardo? Grazie in anticipo, Lorenzo".

Abbiamo sentito per voi Giancarlo Lenatti, rifugista della capanna Marco e Rosa (3.609 metri di quota) posto alla Forcola di CrestaGuzza, nel comune di Lanzada.
 
"Sia la salita al Bernina che al nostro rifugio – spiega il rifugista – sono molto impegnative a livello alpinistico. Se fino a 15 anni fa, arrivarci era poco più di una camminata, con il ritiro del ghiacciaio è diventato necessario superare delle creste esposte e alcuni tratti verticali difficili e faticosi, anche se attrezzati.
 
Sotto al rifugio, una frana nel 2003 ha portato via la ferrata di allora. Ne abbiamo attrezzata una nuova, più a destra verso il canale, e messo 650 metri di catene. Dal punto di vista della sicurezza è tutto a posto, legandosi non si corrono pericoli, ma salire è sicuramente molto più difficile di prima.
 
Il primo tratto infatti è verticale, perchè sale su una parete strapiombante, e serve molta forza di braccia per superarla. Quando si arriva a quel punto di solito si è già stanchi e non è sempre scontato superarla senza problemi.
 
A ciò si aggiunga che con il caldo estivo, verso la fine di luglio, sul ghiacciaio sotto la Marco e Rosa si aprono anche fino a 15 crepacci tra i quali bisogna destreggiarsi come in un labirinto. Attualmente però (29 giugno) questo problema non c’è, le condizioni sono eccezionali, il ghiacciaio è liscio e bellissimo.
 
Per quanto riguarda la salita dal nostro rifugio alla cima del Bernina, anche qui è diventato tutto molto più difficile rispetto a 15 anni fa: il ritiro dei ghiacciai ha scoperto una parete di roccia piuttosto pericolosa che nei due anni scorsi abbiamo attrezzato, in collaborazione con la Rega (soccorso alpino svizzero) con dei fittoni.
 
La corda, in questo tratto, la devono però avere – e assicurare sui fittoni – gli alpinisti che salgono.
 
Insomma – conclude il rifugista – sono passati i tempi in cui gli alpinisti arrivavano qui al rifugio con le scarpette leggere. Ora chi sale deve avere tutta l’attrezzatura alpinistica di rigore: ramponi, corde, piccozze, imbrago, e saperli usare con molta padronanza. Oltretutto ci vuole molta resistenza fisica per superare quei nuovi passaggi resi obbligatori dal ritiro dei ghiacciai".
 
Per ulteriori informazioni sulla via, suggeriamo di contattare direttamente il Rifugio Marco e Rosa, raggiungibile al numero di telefono fisso 0342 515370.
 
 
Si ricorda che "Ghiaccio sicuro" è un’iniziativa rivolta a dare notizie sulle variazioni strutturali degli itinerari dell’arco alpino. Le eventuali informazioni relative alle condizioni temporanee di innevamento, temperature, stato dei crepacci, traccia sulla neve, etc. sono da ritenersi valide solo al momento della pubblicazione della notizia e utilizzabili solo ed esclusivamente previa consultazione degli specifici bollettini e scrupolosa verifica personale con guide alpine, esperti e/o rifugisti. Gli Autori non si assumono alcuna responsabilità per l’utilizzo del materiale pubblicato o divulgato.
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