Medicina e benessere

Malati d’inquinamento nelle valli himalayane: continuano le ricerche EvK2Cnr

Missione Evk2Cnr, ricerche Annalisa Cogo
Missione Evk2Cnr, ricerche Annalisa Cogo

KATHMANDU, Nepal — Morire a causa dell’inquinamento nelle valli dell’Himalaya? Sembra un ossimoro. Alle parole aria ed inquinamento associamo infatti le caotiche città asiatiche o ancora le nostre città paralizzate dal traffico mattutino, mai e poi mai penseremmo ai villaggi sperduti delle valli nepalesi immobili nell’aria tersa himalayana. Eppure l’esposizione agli inquinanti atmosferici in termini di numero di persone e di intensità e tempo è di gran lunga superiore nei Paesi in via di sviluppo. Nelle valli nepalesi come in molti altri Paesi l’esposizione si verifica all’interno delle abitazioni.

È in pieno svolgimento la missione di ricerca medico ambientale condotta nella valle del Khumbu, nell’ambito del progetto Share (Stazioni ad Alta Quota per la Ricerca sull’Ambiente) promosso dal Comitato EvK2Cnr. L’equipe italiana guidata da Annalisa Cogo, – medico della Clinica Pneumologica e del Centro Studi Biomedici applicati allo Sport dell’Università di Ferrara – ha l’obiettivo di proseguire con la raccolta di dati relativi all’incidenza delle patologie respiratorie causati dall’inquinamento indoor.

L’equipe in questo momento si trova nel paese di Chaurikarka. Oltre sessanta abitanti hanno dato la disponibilità a sottoporsi agli esami previsti dal protocollo di ricerca. Obiettivo del progetto è studiare le problematiche sanitarie causate dall’inquinamento domestico sulla popolazione dei villaggi della valle del Khumbu. In questo come in molti altri paesi della valle la maggior parte della popolazione utilizza bracieri aperti (non stufe o camini) per riscaldarsi in inverno e per cucinare. Il progetto si concentra in particolare sulla raccolta di dati relativi all’incidenza di patologie respiratorie quali la broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) e sulle conseguenze cardiovascolari.

Ciascun volontario deve compilare un questionario e viene sottoposto all’esame con lo spirometro per misurare i volumi polmonari, a un’ecografia della carotide, a uno studio della funzione endoteliale per capire, attraverso il ricorso ad un “semplice” bracciale, quanto sono elastici i vasi. Infine per capire quanto l’eventuale arteriosclerosi sia dovuta alle abitudini alimentari e discriminare tra il ruolo di inquinamento indoor e il ruolo di altri fattori di rischio cardiovascolare (es. dieta, compromissione metabolica), saranno prelevati campioni di sangue per misurare profilo lipidico, elettroliti e glicemia.

“Un piccolo ecografo, uno spirometro – spiega la Cogo – gli strumenti per effettuare tutti questi esami occupano lo spazio di una valigia e possono essere tranquillamente trasportati su e giù per la valle del Khumbu”. Tra i diversi strumenti presenti a Chaurikarka anche uno che permette di rilevare la presenza e la quantità di particolato e di black carbon all’interno delle abitazioni.

La popolazione della valle del Khumbu è esposta solo in minima parte ad altre fonti di inquinamento e questo rende la ricerca ancora più rilevante. L’assenza di traffico dovuta alla mancanza di strade e il basso numero di fumatori permette di ricondurre gli effetti rilevati all’inquinamento domestico e di valutarne l’impatto.

Una particolarità che sembra emergere dai dati riguarda le differenze tra la popolazione femminile e quella maschile. Mentre in genere le donne, passando più tempo presso i bracieri, sono le più colpite, nel caso della valle del Khumbu le differenze sono meno significative. Spesso si dorme infatti nello stesso locale dove si trova il braciere, esponendo così agli inquinanti anche chi passa più tempo diurno all’esterno delle abitazioni.

È in cantiere un progetto pilota per studiare e proporre soluzioni alternative per il riscaldamento e la cottura dei cibi tenendo conto dei combustibili a disposizione, delle abitudini culturali e dall’architettura locale. Da quando abbiamo iniziato a raccogliere i dati, ci spiega la dott.ssa Cogo, abbiamo osservato come in alcuni villaggi, ad esempio Tengboche, siano state apportate delle migliorie stufe con un tubo a tiraggio. Gli effetti benefici di queste novità si potranno apprezzare soprattutto sulle generazioni future. I bambini qui come ovunque, proprio perché i loro organi sono in via di sviluppo, sono i più esposti ai danni da inquinamento.

 

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