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Alpinismo

Himalaya 07: annata di grandi imprese (1)

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BERGAMO — Una storia di vie nuove e grandi protagonisti. Sembra essere questo il destino dell’imminente stagione alpinistica in Himalaya e Karakorum. E il protagonista, ameno ad una prima occhiata, sembra essere il K2. Ma non sarà di certo l’unico, data la moltitudine di audaci progetti annunciati nelle scorse settimane.

Se infatti l’himalaysmo degli anni scorsi ha lasciato un po’ a desiderare in fatto di spedizioni "coraggiose" – o meglio, è passato in sordina – questa primavera sembra che anche i più "tradizionalisti" frequentatori dell’alta quota siano stati punti dalla vespa delle imprese da antologia.

denis urubko
Denis Urubko

peter hamor
Peter Hamor

gnaro mondinelli
Silvio Gnaro Mondinelli

gerlinde kaltenbrunner
Gerlinde Kaltenbrunner

roberto piantoni
Roby Piantoni

agostino da polenza
Agostino Da Polenza

 
Iniziamo a raccontarvi quel che sta per accadere dal Karakorum, e dalla montagna delle montagne per eccellenza, il K2. Il gigante pakistano è nel mirino di ben due spedizioni dell’Est: i kazaki Denis Urubko e Serguey Samoilov vogliono aprire una nuova via, in stile alpino sulla parete Nord.  Urubko vuole anche tentare, tra poche settimane, il record di velocità nella salita del Dhaulagiri, dove guiderà una spedizione dell’esercito kazako.
 
Piotr Morawski e Peter Hamor, invece, proveranno a tracciare una nuova via sull’inviolata parete Ovest del K2, dopo la salita al Nanga Parbat dal versante Diamir. Con loro ci sarà Dodo Kopold: giovane e volenteroso sloveno che già si trova in Tibet, dove ha intenzione di scalare Cho Oyu e Shisha Pangma come allenamento per il Karakorum.
 
Restando in Karakorum, e parlando di connazionali, davanti a tutti c’è Silvio Mondinelli, che dopo un "allenamento" sul Cho Oyu in aprile con Marco Confortola e Alberto Magliano, pensa di chiudere il conto con i 14 ottomila aprendo una via nuova sul Broad Peak insieme alla fuoriclasse austriaca Gerlinde Kaltenbrunner.
 
Notizia spifferata un po’ tra le righe dallo stesso Mondinelli, visto che ufficialmente (secondo quanto riportato da Explorersweb) la Kaltenbrunner ha in programma il K2 con il fidanzato e storico compagno di cordata Ralf Dujmovits  – ora invece lui è impegnato sul Manaslu e lei al Dhaulagiri con l’alpinista ceca Lucie Orsulova. Salire tutte e tre le cime, per la grande alpinista austriaca vorrebbe dire arrivare a quota 12 nella corsa ai 14 ottomila, e portarsi “pericolosamente” vicino al traguardo storico, mai raggiunto da nessuna donna.
 
Mondinelli invece, posto che vada tutto bene, sarebbe il 13esimo uomo a salire tutti i picchi oltre gli ottomila metri e, attenzione, solo il sesto ad averlo fatto senza ossigeno dopo Rehinold Messner, Ed Viesturs, Erhard Loretan, Juanito Oiarzabal e Alberto Inurategi. I suoi concorrenti, infatti, sono tutti fuori gioco: Abele Blanc non ha espresso intenzione di salire l’Annapurna, Piotr Pustelnik si è ritirato dalla “corsa” e lo svizzero Norbert Joos ha annunciato di aver rimandato la salita all’Everest.
 
In Karakorum saranno all’opera anche  il giovane bergamasco Roberto Piantoni, che l’anno scorso scalò l’Everest senza ossigeno, e il compagno di cordata Marco Astori: vogliono realizzare la prima traversata dei Gasherbrum (dal GII al GI) passando dalla cresta Est. Il progetto della traversata era stato tentato da Messner nel 1984: lui però era sceso fino a campo 1, mentre Piantoni e Astori hanno intenzione di restare a fil di cresta scendendo solo al colle del Gasherbrum La.
 
Se ci perdonate un azzardo, siamo convinti che qualcosa bolla anche nella pentola di Agostino da Polenza, che ultimamente guarda un po’ troppo spesso alla cartina del Karakorum. Che stia finalmente per realizzare il progetto sulla Nord del Gasherbrum II, tanto a lungo corteggiato?
 
Con questo dubbio vi lasciamo e vi diamo appuntamento a domani, con il prosieguo del racconto. Le immense pareti del Karakorum e dell’Himalaya hanno in serbo molte altre avventure.
 
Sara Sottocornola
 
 
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