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Confortola pronto alla vetta: l'incognita freddo

“L’acclimatamento è concluso. Tentare di salire ancora verso i campi alti e ridiscendere sarebbe uno spreco di energie, che invece in questo momento devo conservare con cura”. Aspetta solo il bel tempo Marco Confortola, che nonostante i problemi per il freddo sofferto la scorsa settimana nella salita a campo 3, pare sia pronto a tentare la cima del Lhotse.

Marco Confortola al campo base dell'Everest
Marco Confortola al campo base dell'Everest (www.marcoconfortola.it)

L’alpinista valtellinese, sul suo banco di prova dopo la tragedia del K2 a cui è sopravvissuto con gravi congelamenti per cui ha perso le dita dei piedi, ha dichiarato nei giorni scorsi di voler tentare la vetta non appena si aprirà la finestra di bel tempo prevista per la prossima settimana.

“Ho testato l’impatto con l’aria sottile – ha detto Confortola -, e ho superato piuttosto bene alcune difficili giornate in cui ho avuto mal di gola e un abbassamento di voce. Ho sofferto male e freddo ai piedi. Ma ora mi sembro bene e con Pasang, il mio forte compagno di avventura, l’intesa è ottima”.

Confortola era sceso dolorante da campo 3 alcuni giorni fa. Era salito per acclimatarsi, ma per il freddo e il dolore agli arti non è riuscito ad arrivare agli ottomila metri di Colle Sud. Ora, riprese le forze, ha deciso di tentare direttamente la cima, ma con la massima prudenza.

“Se avrò freddo non esiterò a tornare indietro – ammette Confortola -. I lunghi mesi di sedia a rotelle hanno lasciato il segno in me e non intendo forzare oltre il limite. Se il Lhotse mi permetterà di salire sarà l’Ottomila più importante della mia piccola carriera alpinistica”.

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