Cronaca

Nel Parco della Maiella rinasce il Rifugio Martellese

Inaugurato nella sua veste rinnovata, il rifugio diventa non solo un punto di accoglienza per gli escursionisti ma anche un laboratorio per la salvaguardia della biodiversità.

Nella mattinata del 15 luglio 2026 nel Parco Nazionale della Maiella si è tenuta la cerimonia ufficiale di inaugurazione del rinnovato Rifugio Martellese. Situato nella suggestiva cornice della Riserva Naturale Statale “Feudo Ugni”, a una quota di 2.035 metri, ai piedi dell’Anfiteatro delle Murelle, il rifugio rinasce non più solo come punto d’appoggio per gli escursionisti, ma come un vero e proprio riferimento scientifico in alta quota.

Il Rifugio Martellese, una sentinella della biodiversità

Il Rifugio Martellese si presenta in primo luogo come un presidio per la sicurezza e punto di sosta per escursionisti e appassionati di mountain bike. La struttura è raggiungibile attraverso due itinerari del Parco: il Sentiero G5, che risale la Valle di Palombaro, e il Sentiero G4, un panoramico percorso di cresta che unisce in un unico cammino il Rifugio Colle Strozzi, il Rifugio Ugni e, infine, il Martellese. La ristrutturazione mira però a far diventare la struttura qualcosa di più: una stazione attiva nel monitoraggio ambientale.

La sua rinascita segna infatti un profondo cambio di paradigma nella gestione delle strutture d’alta quota del Parco Nazionale della Maiella. “Il recupero del Rifugio Martellese rappresenta un traguardo fondamentale per la nostra strategia di conservazione – spiega il Dott. Luciano Di Martino, Direttore del Parco e Responsabile Unico del Procedimento (RUP) dei lavori – . Non lo consideriamo solo un riparo per i camminatori, ma un avamposto scientifico: un laboratorio in quota che ci permetterà di monitorare da vicino la straordinaria biodiversità della Maiella. Questo progetto dimostra come la collaborazione tra Regione e Parco possa trasformare i fondi per il turismo in investimenti concreti per la ricerca e la tutela ambientale”.

L’intervento è stato reso possibile grazie a una sinergia finanziaria e amministrativa. La Regione Abruzzo ha destinato alla riqualificazione della struttura risorse provenienti dal Fondo Unico Nazionale per il Turismo (FUNT) 2022, per un ammontare di 80.105,49 euro (oltre IVA), a cui si sono aggiunti 60.000,00 euro stanziati direttamente dall’Ente Parco. I lavori, progettati e diretti dall’Ing. Gianfranco Vanni, sono stati eseguiti a tempo di record dalle ditte Archingeo s.r.l. di Guardiagrele e I.S.E.M. Impianti di Roccamontepiano, avvalendosi del supporto continuo dei servizi elicotteristici di Eliabruzzo per il trasporto di materiali e maestranze in quota. Il cantiere, aperto il 9 ottobre 2025, si è concluso il 21 novembre dello stesso anno.

Dal punto di vista tecnico e della sostenibilità, il progetto ha previsto l’accordo strategico con il Raggruppamento Carabinieri Biodiversità di Pescara, ente gestore della riserva statale ospitante. Oltre al rifacimento completo del manto di copertura, degli interni e dei nuovi arredi, l’autosufficienza energetica a impatto zero è stata garantita tramite l’installazione di moderni pannelli fotovoltaici integrati sulla copertura.

Il primo tassello di un percorso di rinnovamento

La cerimonia di inaugurazione ha visto la partecipazione delle massime cariche regionali e locali. Tra i presenti, il Presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, il Sottosegretario con delega al Turismo Daniele D’Amario, e la Soprintendente per Chieti-Pescara Chiara Delpino. Al loro fianco Rosalina Di Giorgio e Rosalia Di Martino, rispettivamente sindache dei comuni di Pennapiedimonte e Palombaro, a evidenziare la stretta collaborazione che unisce gli enti locali per salvaguardare il patrimonio montano comune.

L’evento ha visto inoltre la presenza dei rappresentanti dei Carabinieri Forestali – con agenti e funzionari del Reparto Biodiversità di Pescara e il Comandante del Reparto “P.N. Maiella”, il Tenente Colonnello Enrica Rapposelli – , del Soccorso Alpino e Speleologico d’Abruzzo guidato dal Delegato Alpino Massimo Angelilli, e del CAI Abruzzo rappresentato dal presidente Francesco Sulpizio.

Un’inaugurazione partecipata che, come spiegato dal Commissario del Parco Nazionale della Maiella, Lucio Zazzara, rappresenta il primo tassello di un vasto e ambizioso piano di valorizzazione e riqualificazione che coinvolge ben cinque storici rifugi e bivacchi del massiccio, finanziati con le risorse regionali FSC 2021-2027 e ministeriali FUNT.

Il primo è il Rifugio Capoposto sul Monte Morrone, destinatario di un finanziamento di 300.000 euro per una ristrutturazione integrale con ampliamento e autosufficienza solare. Altri fondi sono destinati al Rifugio Manzini in Valle Cannella, dove un investimento di 250.000 euro consentirà manutenzioni straordinarie, nuovi servizi e la creazione di un locale d’emergenza da 10 posti letto sempre aperto.

A questi si aggiungono i lavori da 300.000 euro destinati al Rifugio Fonte Tarì di Lama dei Peligni per il rifacimento di tetto, interni ed efficientamento energetico, e l’atteso recupero del celebre Bivacco Cesare Mario Pelino sulla vetta del Monte Amaro – in fase di realizzazione in queste settimane – beneficiario di 120.000 euro per la manutenzione della cupola metallica rossa, l’installazione di pannelli solari e la realizzazione di una speciale bussola d’ingresso protettiva.

“Questi interventi – conclude Zazzara – mirano a potenziare la rete dei rifugi come punti d’appoggio strategici per gli escursionisti dei ‘Cammini del Parco’ e delle ‘Alte Vie’.

Attenzione: il Rifugio ancora non è aperto!

In merito alla fruibilità della struttura, l’Ente Parco precisa che il Rifugio Martellese — di proprietà della Regione Abruzzo — è attualmente chiuso al pubblico, in attesa che i competenti Uffici regionali provvedano alla definizione del procedimento di affidamento in gestione.

Al momento, l’uso dell’immobile resta riservato esclusivamente all’Ente Parco, al Reparto Carabinieri “Parco Nazionale della Maiella”, al Reparto Carabinieri “Biodiversità di Pescara” e al Soccorso Alpino e Speleologico Abruzzo (CNSAS) per lo svolgimento delle attività istituzionali e per le finalità di soccorso in montagna. Per gli escursionisti che, nelle immediate vicinanze, è disponibile il Rifugio Ugni, dotato di un locale d’emergenza costantemente aperto.

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