Da Chamois a Cheneil, magici borghi valdostani con vista sul Cervino
Un semplice e divertente itinerario per le ciaspole collega i due villaggi della Valtournenche. Luoghi dal sapore antico, d’inverno particolarmente affascinanti
La breve e semplice traversata da Chamios a Cheneil è uno degli itinerari estivi più classici della Valtournenche. Negli ultimi anni, il percorso ha preso piede anche per l’escursionismo invernale con le ciaspole. Non è solo la facilità del tragitto a rendere appetibile la gita, ma anche il notevole panorama che si ammira sul versante orografico destro della Valtournenche, con una barriera di cime di notevole impatto che culmina con le Grandes Murailles, la Dent d’Hérens e soprattutto con il Cervino che calamita l’attenzione di chiunque si rechi in valle.
Nonostante la Valtournenche sia una delle zone più frequentate dagli amanti degli sport invernali, le due località di Chamois e Cheneil mantengono ancora un carattere autentico, con un’estetica tradizionale. Chamois è raggiungibile a piedi, oppure con la funivia. Esiste, in realtà, una strada sterrata, ma è chiusa al traffico e utilizzata solo per servizio. La funivia ha funzione di servizio pubblico, con moltissime corse, anche di sera, e ha un prezzo calmierato. E’ come una sorta di autobus verso il cielo che per scelta dei suoi stessi abitanti è il mezzo per giungere a Chamois.
Chamois è il nome di riferimento col quale si indicano i cinque “hameau”, le caratteristiche frazioni che compongono l’abitato (Corgnolaz, La Ville, Suisse, Crepin, Cailla). Corgnolaz (1840 m), dove arriva la funivia, è il “capoluogo”, con la chiesa, il municipio, la biblioteca e la seggiovia, con alcune piste da sci. Cheneil è una sorta di tipico hameau valdostano, raggiungibile solo dopo una decina di minuti, con un sentiero che diparte dal parcheggio, raggiungibile dopo una strada che diparte dal capoluogo Valtournenche. Negli anni scorsi è stato costruito un piccolo “ascensore” – in realtà è una piccola cremagliera gratuita e sempre in funzione – che consente di arrivare direttamente alla piana di Cheneil.
Mentre Chamois ha un carattere “più urbano”, Cheneil è sicuramente più simile ad un alpeggio, con poche case in pietra e legno e una corona di cime incombenti. Da questo anfiteatro si ergono, su tutti, la Becca d’Aran (2952 m), il Monte Roisetta (3334 m), il Grande e Piccolo Tournalin (3379 m e 3207 m) e la Punta Falinere (2716 m). Sul “lato aperto”, lo sguardo volge invece verso le imponenti cime della catena spartiacque con la Valpelline. Verso valle, la vista spazia sino alla Punta Tzan, allo Chateau des Dames, alle Grandes Murailles e, soprattutto, sulla magnetica piramide del Cervino.
L’itinerario
Partenza: Chamois (AO), loc. Corgnolaz (1840 m)
Arrivo: Cheneil (2105 m)
Dislivello: + 259 m, – 172 m
Tempo di percorrenza: 2.30 ore
Difficoltà: E
L’itinerario inizia da Corgnolaz, il “capoluogo” di Chamois, proprio all’arrivo della funivia. Cartelli gialli indicano la direzione per il Lago di Lod. Si costeggia la piazza e si segue un ampio sentiero battuto, sempre bene indicato (attenzione al fondo di pavè che può essere ghiacciato).
Si continua, con tratti in docile salita, uscendo dall’abitato. Si ignora la deviazione per il Rifugio L’Ermitage e si continua affrontando alcune semplici tornanti che consentono di giungere alle sponde del Lago di Lod (2108 m; + 200 m; 40 minuti). Al lago si trova anche l’arrivo del primo ramo della seggiovia che consente di evitare questo tratto iniziale dell’escursione. Sulla destra di alcune strutture, ci si dirige in salita, verso la pista da sci, lasciando il lago sulla sinistra. Prestando attenzione alla zona degli impianti e delle piste, si sale sino a raggiungere il Colletto di Cheneil (2277 m), dove si vede molto bene il Cervino.
Si scende ora nel bosco, per poi continuare in piano, ammirando il versante orografico destro della Valtournenche. Ancora alcuni saliscendi, sempre nel bosco, e si giunge alla piana di Cheneil (circa 2,30 ore da Crognolaz). L’ideale sarebbe avere un’auto al parcheggio sottostante Cheneil, per potere tornare a Buisson, frazione di Antey-Saint-André, al parcheggio della funivia. E’ anche possibile scendere al “capoluogo” Valtournenche (1524 m), a piedi, lungo la strada asfaltata (1.30 / 2 ore).
Da vedere: Antey-Saint-André
Salendo lungo la strada della Valtournenche, è il Cervino ad annunciare l’arrivo ad Antey-Saint-André. La Gran Becca, infatti, spunta incorniciata dalle pareti spartiacque della valle, come una quinta naturale. Il comune si trova a 1100 metri, in zona pianeggiante. Sono ancora visibili i “Rû du Pain Perdu”, un canale di irrigazione, costruito nel XVI secolo e addossato al fianco della montagna, che convogliava le acque del torrente Marmore verso le coltivazioni della media valle. Interessante anche la Chiesa parrocchiale di Sant’Andrea. Il paese è noto anche per la “Fiera dell’Artigianato Valdostano” (ad agosto), con oggetti in legno, ferro e rame e per la “Mele Vallée”(a metà ottobre), con esposizione e vendita di mele e prodotti derivati.
Come arrivare
Autostrada A 5, uscita Chatillon-Saint Vincent dove si imbocca la statale che risale la Valtournenche che si percorre fino a Buisson (frazione di Antey-Saint-André), dove si prende la funivia per Chamois.
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