Alpinismo

Mondinelli e l’Annapurna: conto alla rovescia

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ALAGNA VALSESIA, Vercelli — Mancano solo due giorni. E poi il "Gnaro" volerà in Nepal, verso il suo tredicesimo ottomila: l’Annapurna (8.091 metri). Saranno della partita anche Marco Confortola, Fabio Iacchini e i valdostani di Abele Blanc. Ma con programmi diversi…

“Come compagno di cordata mi sono scelto uno sherpa fortissimo – spiega Mondinelli a Montagna.tv – mi hanno detto che spacca il mondo”.
 
Ma come – rispondiamo – e tutto il fior fiore di alpinisti che partono insieme a lei? “I valdostani e Fabio Iacchini hanno dei clienti che li aspettano in Pakistan – spiega Mondinelli -. Devono aprire una via nuova sul Tilicho Peak, e poi se ci saranno le condizioni verranno all’Annapurna”.
 
Il Tilicho peak, alto 7.134 metri, è il settemila più difficile dei dintorni. Al momento ci sono solo due vie che conducono in cima: una lungo la valle di Marshyangdi e l’altra lungo la valle Kaligandaki, che sotto la cima obbliga ad attraversare un pendio di 60 gradi ad altissimo rischio valanghe.
 
Certo, comunque, che questo Annapurna dev’essere proprio terribile. Tutti lo vogliono. Ma tutti lo temono. E quando si ritrovano lì e sembra quasi che vogliano prender tempo, prender confidenza. Rendere omaggio ai suoi pendii, alla falce di ghiaccio che sulla parete Nord muove a tristi ricordi e presagi enigmatici.
 
Ma Mondinelli, il “leone di Alagna” , che cosa farà? Passerà per il settemila o punterà dritto all’Annapurna?. “Mi sono organizzato in modo da poter fare l’Annapurna anche subito, ma non ho ancora deciso. Un po’ di acclimatamento su un settemila potrebbe non far male, ma vedrò al momento. Il mio obiettivo, comunque, è il tredicesimo ottomila. Nessun altro”.
 
E, per il suo terzo tentativo, ha scelto ancora la parete Nord.  “Saliremo dalla via normale – spiega l’alpinista -, è la stessa di due anni fa. Ma questa volta ci vado tardi: a ottobre farà un freddo cane, però magari sarà meno pericoloso perché meno carico di neve rispetto alla primavera”.
 
Nel 2004 Mondinelli e Abele Blanc avevano perso l’amico Christian Kunter sotto il crollo di un seracco durante la salita. Ora partono insieme ancora una volta, ma provano a cambiare stagione: forse l’autunno porterà più fortuna.
 
“I russi mi avevano invitato ad andare con loro addirittura a novembre-dicembre – continua Mondinelli – Ma in quel periodo preferisco essere a casa, si avvicina Natale, è bello preparare i regali per i bambini…”.
 
Pensando ai figli, anche i leoni si sciolgono un po’. Ma in un lampo, negli occhi di Silvio Mondinelli ritornano la determinazione e caparbietà.
E’ pronto a partire. 
 
Sara Sottocornola

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