Cronaca

Alpinista raggiunge la vetta, poi muore fulminato

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TRENTO — Un giovane alpinista è morto ucciso da un fulmine poco dopo aver raggiunto la vetta della montagna dolomitica Sass Maor. Il suo corpo non è ancora stato restituito alla famiglia. Sul suo decesso è stata aperta un’inchiesta.

L’alpinista Pietro Campana, 35 anni di Carpineti, nel Reggiano, era partito in compagnia di un amico in direzione dei 2814 metri del Sass Maor, nel gruppo delle Pale di  San Martino. Un fulmine sembra averlo colpito una volta arrivato sulla cima, non lasciando scampo allo scalatore che è morto sul colpo. L’autorità giudiziaria non ha ancora concesso il nulla osta alla sepoltura, facendo partire sul caso un’inchiesta di approfondimento circa le cause della morte dello scalatore.
A condurre le indagini sono i carabinieri di San Martino di Castrozza. Da quanto comunicato fino ad ora si apprende che i due alpinisti erano partiti ieri dall’appartamento che Campana aveva in affitto vicino ad Arco, giungendo poco tempo dopo nella splendida località turistica di San martino di Castrozza per scalare una delle Pale, il Sass Maor per l’appunto, lungo la difficile via Biasin nella parete sud est. Poco dopo aver raggiunto la cima della montagna è infuriato il temporale. Un fulmine ha colpito lo scalatore con una scossa elettrica violentissima. Vano il tentativo del compagno di chiamare i soccorritori, giunti poi sul luogo, troppo tardi.

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