AlpinismoAlta quota

Andrzej Bargiel torna in Himalya per sciare l’Everest

Dopo aver dimostrato al mondo che sciare il K2 non era impossibile, lo sciatore estremo Andrzej Bargiel tornerà all’Everest questo autunno per portare a temine il progetto di scalare e scendere con gli sci il Tetto del Mondo. Ci aveva già provato nel 2019, ma quell’anno un enorme seracco incombeva minaccioso sull’Icefall. Troppo rischioso passare sotto quel grattacielo pericolante di ghiaccio (l’unico a provarci fu Kilian Jornet grazie al fatto che il suo stile molto veloce gli consentiva di minimizzare i rischi dell’esposizione) e il polacco fu quindi costretto a chiudere la spedizione e il suo sogno con gli sci nuovamente nel cassetto. Questo autunno è tempo di ritirarlo fuori, anche perché, come ha spiegato nella conferenza stampa tenutasi a Varsavia, “il riscaldamento globale sta modificando le condizioni delle montagne in alta quota e questa attività potrebbe non essere più fattibile tra 10 anni“.

La partenza per i Nepal è fissata per questi giorni e l’inizio dell’azione in parete sarà a settembre. La decisione di tornare in autunno è presto spiegata: poca folla e dopo il monsone si spera che la montagna sia più carica di neve, che riempirò alcuni crepacci, rendendo più sicura la sciata. Assieme a lui ci sarà il fratello Bartek Bargiel, che speriamo ci regalerà come sempre immagini grandiose, insieme al film maker Carlos Llerandi e al fotografo Bartek Pawlikowski. Farà invece parte del team alpinistico Janusz Golab. Lo stile di Bargiel sarà senza ossigeno supplementare e supporto sherpa. Non saranno però soli al base, una piccola squadra commerciale della Pioneer Adventure sarà certamente presente, ma è probabile che qualche altra agenzia abbia messo in listino l‘Everest questo autunno.

L’Everest è già stato sciato. Il primo fu Hans Kammerlander nel 1996 e la sua salita in velocità e in solitaria da Nord è incredibile: impiegò senza usare le bombole sole 17 ore. Purtroppo, quella dell’altoatesino non è una discesa integrale perché non riuscì a tenere sempre gli sci ai piedi a causa dell’assenza di neve in alcuni tratti nella parte alta. Il primo a realizzare l’integrale fu Davo Karničar dal versante sud nel 2000 utilizzando ossigeno supplementare. Il primato che vuole ottenere Andrzej Bargiel è la prima integrale senza uso di bombole.

Il polacco, oltre al K2, ha nel suo palmarès di sciatore altri due 8000: Shisha Pangma e Broad Peak Central. Ma la sua carriera sugli sci è lunga e con incredibili risultati.

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