Rifugi

Rifugio Antonio Curò

Il rifugio Antonio Curò (1915 m) è una grande e confortevole costruzione situata sulla bastionata rocciosa che delimita la conca del Barbellino, in fondo alla Valle Seriana.

Accesso e vie

Si raggiunge da Valbondione con percorso sul sentiero n° 305 (2 h e 30 min, E). Il sentiero risulta particolarmente pericoloso nella stagione invernale o in presenza di ghiaccio. Il rifugio è raggiungibile anche partendo da Lizzola seguendo il sentiero 306 (02 h e 45, E).

N.B. Attualmente il sentiero CAI Bergamo numero 305 non è percorribile a seguito di una frana, per raggiungere il Rifugio Antonio Curò bisogna salire dal Borgo di Maslana.

Sono stati messi dei cartelli segnaletici provvisori.

Il rifugio serve come base d’appoggio per le salite al Pizzo Strinato, al Monte Torena, al Monte Gleno, al Pizzo del Diavolo della Malgina, al Pizzo Recastello, al Pizzo Coca, alla Cima di Cagamei e al Pizzo Cavrei. Le traversate più interessanti sono quelle al rifugio Coca o al Tagliaferri, o lungamente al rifugio Albani.

Storia e curiosità

Si tratta del secondo rifugio costruito dal Cai bergamasco nelle Orobie e attualmente risulta uno dei più capienti e frequentati. Una prima costruzione venne inaugurata nel 1886 poco più in basso, poi nel 1896 venne costruito un nuovo edificio, successivamente ristrutturato a più riprese. Nel 1973 venne poi decisa la costruzione di un nuovo rifugio, e il vecchio rimase come struttura di supporto, ma oggi è stato ristrutturato ed è diventato l’Ostello Curò, una splendida struttura con camere con bagno e sala conferenze (tel. 034644076; www. ostelloalcuro.it)

Il rifugio è dedicato all’ingegnere Antonio Curò, fondatore del Cai di Bergamo e promotore di una guida di itinerari nelle Prealpi Bergamasche.

Informazioni

Proprietà: Cai Bergamo
Contatti: Tel. 034644076, www.antoniocuro.it
Periodo di apertura: da inizio giugno a fine settembre e nei fine settimana da fine aprile e fino a inizio novembre Numero posti: 92 (8 locale invernale)

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