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Ewan McGregor sarà George Mallory in un nuovo film sull’Everest

Dal 2015 l’Everest è associato al nome di un celebre attore hollywoodiano: Jake Gyllenhaal. Protagonista, nelle vesti di Scott Fischer, della omonima pellicola diretta da Baltasar Kormákur, che racconta la tragedia avvenuta sul Tetto del Mondo nel 1996. Da oltreoceano giunge voce che sia in preparazione una nuova pellicola, intitolata “Everest”, che vedrà coinvolto un altro attore che non necessita di presentazioni: Ewan McGregor.

Cambio di protagonista, cambio di regista (dietro la cinepresa troveremo Doug Liman, regista di film del calibro di “The Bourne Identity”, “Edge of Tomorrow”, “The Wall”), cambio di storia. Ewan McGregor, smessi i panni di Obi-Wan Kenobi, sarà infatti George Mallory.

Non dobbiamo però attendere di vedere una ricostruzione del mistero irrisolto del 1924, anno della scomparsa di Mallory e Irvine sulle pendici dell’Everest, forse dopo averne toccato la vetta per primi. Vediamo cosa ci dice la sinossi circolante in questi giorni.

Sinossi

1921. L’Everest rimane l’ultima grande sfida non vinta sulla terra. Molti hanno sacrificato la loro salute mentale e spesso la loro vita nel tentativo di raggiungere la sua leggendaria vetta. George Mallory viene scelto dall’arrogante Arthur Hinks della Royal Geographic Society per scalare l’impossibile.

Dopo la prima guerra mondiale, l’impero britannico in declino è alla disperata ricerca di una vittoria ristoratrice, ma per Mallory e il suo rivale, l’eccentrico australiano George Finch, la sfida dell’Everest non ha nulla a che fare con il patriottismo, è invece una prova singolare nei confronti di se stessi. Salendo senza ossigeno, ad altezze che nemmeno gli aerei possono raggiungere, i successivi tentativi di Mallory di raggiungere la vetta vedono una sfida diventare un’ossessione divorante. Che lo porta ad abbandonare per mesi l’amata moglie e i tre figli, a rinunciare al lavoro, e spingere il suo corpo ai limiti della sopportazione umana.

L’Everest diventa un vero mostro per Mallory, la sua scalata di 45 gradi verso la vetta è un mix disumano di vertigini e tensione che fa a pezzi i nervi, che richiede tutta la sua audacia e coraggio. Lo attira tremendamente per ragioni che riesce a malapena ad articolare: perché è più grande di lui, è l’ultima parte vuota di una mappa e, come afferma in semplici parole, “perché è lì”.

La pellicola trae ispirazione dal romanzo di Jeffrey Archer “Paths of Glory”.

Cast e staff

Sono ancora poche le notizie circolanti sul resto del cast. Nomi confermati risultano essere quello di Mark Strong, nelle vesti dell’astronomo e geografo della Royal Geographic Society Arthur Hinks, e Sam Heugan, nei panni di George Finch.

In merito allo staff, il regista Doug Liman sarà affiancato da Jennifer Klein. A dirigere la fotografia sarà Martin Ruhe (“Midnight Sky”, “The American”). Scenografo Oliver Scholl (“Venom”, “Spider-Man: Homecoming”), mentre la colonna sonora sarà affidata a T Bone Burnett (“Crazy Heart”, “True Detective”).

Le riprese dovrebbero iniziare nel gennaio 2022 e si svolgeranno in Regno Unito e Italia. HanWay Films si occuperà della distribuzione internazionale, partendo dal mercato virtuale di Cannes.

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