AlpinismoAlta quota

Caos Dhaulagiri: team sulla cresta NO sotto una valanga. Troguet positiva al Covid

La situazione al Dhaulagiri è sempre più caotica a causa delle difficili condizioni della montagna e del focolaio Covid scoppiato al campo base e che non si riesce a frenare.

Valanga travolge Horia Colibasanu, Peter Hámor e Marius Gane

Rassicuriamo subito sul fatto che Horia Colibasanu, Peter Hámor e Marius Gane stanno bene. La valanga che li ha travolti a 6800 metri nel cuore della notte non ha avuto conseguenze sui tre alpinisti.

Un incidente che poteva finire in tragedia: la massa nevosa ha seppellito la tenda mentre il gruppo stava dormendo. I tre sono riusciti a uscire rompendo il telo con un coltello e scavando nella neve. Il resto della notte lo hanno trascorso in un crepaccio per poi scendere all’alba. Il tutto è avvenuto in un tratto che nelle rotazioni precedenti era già stato individuato come esposto dal gruppo, che sta cercando di aprire una nuova via sulla cresta NO della montagna.

In base alle prossime previsioni meteo, i tre decideranno se tornare a salire. Colibasanu, Hámor e Gane sono abbastanza al sicuro per quanto riguarda il Covid: fortunatamente il loro campo base è molto distante da quello di chi sale sulla normale.

Tentativo di vetta e Covid

Nei giorni scorsi un folto gruppo di alpinisti ha provato a lanciare un tentativo di vetta, senza successo. Nessuno si è portato a casa la cima, ma alcuni sfortunatamente il Covid. Tra questi Stefi Troguet, che dopo aver trascorso una notte a C1 (5.850m) e due a C2 (6.400m), è rientrata al CB dove si è sottoposta a un tampone risultando positiva. Messa in isolamento nella propria tenda, è stata evacuata. In totale (tra alpinisti, sherpa e personale di supporto) le persone positive che sono state trasportate a Kathmandu sono più di una ventina a cui si aggiungono coloro che avevano lasciato il CB la settimana scorsa.

Dominic Trastoy e Moeses Finamoncini hanno deciso, data la situazione, di chiudere la spedizione nonostante siano negativi.

Continua invece Carlos Soria, che risulta essere vaccinato. L’82enne fa sapere di stare bene e come lui i suoi due compagni di cordata, Sito Carcavilla e Luis Miguel Soriano, ma 12 su 30 membri della squadra sono risultati positivi.

Fortunatamente, il nostro campo base è lontano dal normale campo base, pertanto siamo isolati rispetto alle persone che sono risultate positive al Covid” dice invece Carla Perez a Desnivel raccontanto il proprio tentativo di vetta. L’alpinista ecuadoriana si è fermata a C3 (7300m) per il freddo, il suo compagno di spedizione Esteban “Topo” Mena è riuscito invece ad avanzare fino a 7700 metri preferendo tornare indietro per le condizioni della montagna che rendevano la sezione dove si traversa troppo pericolosa.

Situazione Nepal e difficoltà per i turisti

In Nepal continuano a salire rapidamente i casi e anche il numero dei morti. La situazione negli ospedali è sempre più complicata e diversi presidi sanitari non accettano più malati Covid perché manca l’ossigeno. A correre in soccorso anche la vicina Cina, che ha donato un carico di bombole di ossigeno, ventilatori e concentratori di ossigeno.

Come riporta il Kathmandu Post, il ministero del turismo nepalese ha creato un’unità di crisi per gestire il rientro dei turisti bloccati a causa delle chiusure dei voli interni e del lockdown. Il Governo assicura anche che saranno organizzati aerei per fare rientrare alpinisti e trekker nei propri Paesi d’origine, dato che molti voli internazionali sono stati cancellati.

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Un commento

  1. Questo e’ il risultato della filosofia del”liberi tutti”. Fino a che non ci metteremo nella testa che comanda il virus e non le nostre liberta’ personali inattaccabili e improcastinabili saremo a chiudi apri vai e torna ammalati e fai ammalare.

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