AlpinismoAlta quota

Everest e la nuova folle regola delle salite contingentate

Al campo base in arrivo anche Alex Txikon

Altre folli novità per l’Everest. Il Governo nepalese ha introdotto una nuova regola che riguarda il numero massimo di scalatori che possono salire in una singola “finestra meteo”: 150-170. La priorità di salita è stabilita in base alla data di rilascio del permesso di scalata. L’ordine è però derogabile dai vari manager delle spedizioni se non è possibile rispettarlo tenendo valido il tetto massimo di pretendenti alla cima.

Cambiare le cose in corso d’opera, quando oramai i team sono già impegnati nelle rotazioni di acclimatamento, genera solo caos, se poi queste nuove regole non sono chiare il pasticcio è presto fatto. Tanto che non c’è nessuno al momento che non reputi tutto ciò una vera e propria follia.

I dubbi sono molteplici: cosa si intente esattamente per “finestra meteo” che può essere sfruttata dal singolo gruppo? Nei 150-170 sono ricompresi solo gli alpinisti o fanno numero anche gli sherpa che li accompagnano (che non hanno permesso)? Cosa succede se una squadra rinuncia per qualsiasi motivo (e ce ne sono parecchi se si scala l’Everest)? Può tentare di nuovo nella finestra successiva o finisce in coda? Se non ci sono abbastanza finestre per far tentare tutti, l’alpinista viene rimborsato (in media non si spende meno di 40 mila dollari)? E chi controlla nei vari campi alti il numero di persone che si accodano alla vetta dato che gli ufficiali di collegamento a stento sono al campo base?

Sono solo alcune delle domande che sollevano perplessità sulla fattibilità della regola posta dal Ministero del Turismo nepalese, che giustamente vuole evitare che si creino situazioni di code come quelle viste negli anni passati. Certo, forse era meglio pensarci prima di concedere un numero record di permessi (ieri eravamo a 377, ma ci si attende che superino i 400) mettendo un tetto massimo in fase di rilascio e non dopo. Ma un permesso costa 11.000 dollari a scalatore e rinunciare a questa entrata non piace a nessuno, soprattutto al Governo nepalese.

La situazione Covid-19 in Nepal

La situazione Covid-19 nepalese inizia invece a destare un po’ di preoccupazione anche a causa della vicinanza all’India. Inoltre, il primo (e speriamo ultimo) caso di Covid-19 al campo base dell’Everest (pare essere un norvegese) è al momento del tutto ignorato dalle autorità, che preferiscono non confermare e sottostimare la situazione liquidandola in “rumors”, affermando che non c’è nulla di cui preoccuparsi e che le persone soffrono anche di tosse da quota. Non molto rassicurante.

È stata poi sollevato un tema a riguardo dei protocolli anti-Covid: gli alpinisti stranieri sono obbligati a due tamponi negativi prima di lasciare Kathmandu, ma il personale nepalese non ha l’obbligo di essere tamponato. In molti se ne stanno lamentando.

Nel frattempo, il Kathmandu Post riferisce di 172 persone bloccate all’aeroporto perché hanno presentato falsi certificati negativi Covid-19 contraffatti da alcuni laboratori privati di Kathmandu alla conveniente cifra di 9.000 rupie (circa 60 euro). La scoperta riguarda passeggeri che volevano lasciare il Nepal, ma rimane non molto rassicurante. Infatti, gli stranieri in entrata devono presentare un tampone negativo eseguito al massimo 72 ore prima di partire e farne uno nuovo a Kathmandu prima di poter lasciare la città e dirigersi verso le montagne. La speranza è che nessuno abbia voluto fare il furbo con un piccolo obolo.

Nuovi arrivi

Notizia di ieri è l’arrivo al campo base dell’Everest entro i primi di maggio di Alex Txikon. L’obiettivo del basco è salire il tetto del Mondo senza ossigeno supplementare dalla normale. Con lui il giornalista Iñaki Makazaga e il fotografo Sendoa Elejalde. Insomma, nulla di particolarmente innovativo.

Concludiamo con un “pettegolezzo”. Voci danno Kilian Jornet (da pochissimo diventato papà per la seconda volta) in imminente partenza per il primo tentativo di traversata Everest-Lhotse ovviamente senza ossigeno. Progetto che quest’anno vede interessato anche Colin O’Brady (che però continua a non dare dettagli). Sono solo indiscrezioni, speriamo di avere a breve conferme.

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Un commento

  1. Un po’ di vera follia.
    Che bella idea, devono averla presa da un consulente di qualche organizzazione italiana per la sicurezza 🙂
    Mi sembra di aver sentito dire che le squadre di controllori (non si sa ancora se si alterneranno, data la quota molto alta, o se verranno usati elicotteri per rifornirle di ossigeno) saranno piazzate al colle sud e sulla cima sud per contare anche i nottambuli.
    I componenti, selezionati con corsi molto impegnativi, dove è obbligatoria la licenza media e avere 18 anni, saranno molto severi, daranno multe ai trasgressori e manderanno indietro al CB quelli in soprannumero.

    Tutti folli per denaro, proteggendosi il didietro e scaricando responsabilità sugli altri ?
    Hanno imparato bene !

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