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Trentino. Tanta neve e freddo ma gli orsi non vanno in letargo

Nel mite mese di novembre il Rapporto Grandi Carnivori della Provincia Autonoma di Trento aveva evidenziato un discreto numero di orsi che aveva scelto di “mangiare faggiole piuttosto che dormire”. Espressione simpatica che avevamo deciso di utilizzare in tal contesto per evidenziare un fenomeno normale, fisiologico, della specie: quello del ritardo del letargo indotto dal clima ancora non prettamente invernale. I mesi sono trascorsi, la neve è arrivata abbondante e con essa il freddo pungente ma, stando ai dati di dicembre del Rapporto, alcuni esemplari in letargo hanno proprio deciso di non andare affatto.

“Nel mese in oggetto la grande maggioranza degli orsi si trova in ibernazione – si legge nell’aggiornamento di dicembre del Rapporto – . Tuttavia, come spesso accade anche in altre popolazioni di orsi bruni del sud dell’Europa, anche quest’anno alcuni orsi sono rimasti in attività nonostante le abbondanti precipitazioni nevose, favoriti dalla notevole presenza di faggiola, il seme del faggio che, in alcuni casi, cercano anche sulla pianta”.

Si tratterebbe principalmente di nuclei famigliari composti da femmine con cuccioli. Tre per la precisione: due stanziali in Val di Sole e un terzo sul Brenta meridionale. Inoltre “un orso singolo in Val Daone, uno in destra Val di Sole, un altro in sinistra Val di Non, e, soprattutto, un orso subadulto – potrebbe trattarsi sempre di quest’ultimo, piuttosto confidente – che in Destra Anaunia ha causato diversi danni su composter e pollai a Tuenno e predato un vitello, ferendone altri tre a Flavon”. 

I danni dell’orso confidente in Val di Non

Dopo le nevicate di dicembre l’orso definito “subadulto” si è avvicinato ai centri abitati compiendo alcune predazioni nella Media e Bassa Val di Non. L’esemplare ha compiuto un paio di incursioni in altrettanti pollai posti ai margini dell’abitato di Tuenno, e infine nella notte del 9 dicembre a Flavon è penetrato in un box all’aperto dove erano custoditi alcuni vitelli. In quest’ultimo caso, dopo essere entrato nel recinto l’animale ha trascinato la preda nell’attiguo frutteto, consumandola parzialmente.

“L’allerta dei forestali – specifica il Rapporto – è scattata alla luce della confidenza dimostrata dall’animale, che ha compiuto i danni in prossimità delle abitazioni”.

“In orario notturno, l’animale è stato avvistato sia nel centro abitato di Tuenno che in quello di Flavon. Per due notti consecutive l’orso è tornato sul sito della predazione di Flavon, dove ha trovato ad attenderlo le unità cinofile del Corpo Forestale Trentino che, in entrambi i casi, hanno sottoposto il plantigrado a intense azioni di dissuasione mediante pallettoni in gomma e cani da orso“.

Dissuasione con pallettoni in gomma e cani anti-orso, due misure che vengono poste in essere a scopo “rieducativo”. “L’efficacia delle dissuasioni non è mai certa, ma esperienze pregresse in Trentino ed altrove confermano l’importanza di condurre interventi di allontanamento dai centri abitati, affinché l’orso (soprattutto se giovane) modifichi il carattere troppo confidente”.

Attacchi agli apiari

“Nella seconda metà di dicembre – prosegue il rapporto – si sono poi registrati alcuni danni da orso su apiari in sinistra Val di Sole ed all’imbocco della Val di Rabbi. Tali incursioni sono state favorite dalla presenza di tanta neve al suolo, che ha reso pressoché inefficaci le recinzioni elettrificate presenti. Sia per quanto riguarda gli episodi nonesi che quelli solandri, sono in corso analisi genetiche dei campioni prelevati sui siti di danno per stabilire l’identità dell’orso, o degli orsi, responsabili”.

Occhi puntati anche al Casteller

Parlando di Trentino e di orsi il pensiero non può che correre anche agli “ospiti” del Centro Faunistico del Casteller: M49-Papillon, M57 e DJ3. Non è dato sapere se i tre esemplari siano o meno in letargo all’interno degli spazi angusti loro concessi.

Gli animalisti continuano intanto, attraverso appelli e sit-in, a chiedere la loro liberazione. O almeno un trasferimento in strutture più idonee. Di recente sono stati denunciati anche gli elevati costi di gestione e mantenimento del Casteller. Esposto presentato alla Corte dei Conti da Ornella Dorigatti e Marco Ianes. Una denuncia per mano di due privati cittadini che però ha portato l’OIPA (Organizzazione internazionale protezione animali) a interessarsi a sua volta all’argomento.

“L’Oipa si riserva ad ogni modo di approfondire la questione attraverso il proprio legale, non escludendo di presentare un’analoga segnalazione, ulteriore tassello della battaglia legale – penale e amministrativa – che sta portando avanti per la liberazione degli orsi reclusi nel Casteller”, il messaggio dell’associazione.

Nuovo sit-in venerdì 15 gennaio

Il prossimo sit-in è previsto per venerdì 15 gennaio. Saranno presentate alcune proposte di sviluppo sostenibile per la convivenza con gli orsi.

“Venerdì 15 gennaio 2021 – ore 11:30, Piazza Dante sotto il palazzo della Provincia, Sit- in ORSI LIBERI – si legge nel comunicato OIPA – . Corridoi faunistici progettati e mai realizzati, cassonetti anti orso in misura esigua; ma il Trentino ha perso la capacità di progettare seriamente? Analisi di progetti accantonati e realizzabili che la provincia di Trento NON ha mai eseguito. Le soluzioni ci sono! Perché non si vogliono realizzare? Presenteremo alcuni progetti che la Provincia tiene nascosti e non realizzati! L’evento è aperto a tutta la cittadinanza che vuole sostenere la causa di liberazione degli orsi detenuti al Casteller in condizioni pietose”. 

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