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Trentino. Novembre mite, gli orsi rimandano il letargo e gustano faggiole

Il mese di novembre è stato caratterizzato quest’anno da una estrema stabilità meteorologica. Poche precipitazioni, poca neve anche a quote medio/alte e temperature miti, anche in quota. Condizioni di fronte alle quali, unitamente all’abbondante disponibilità di faggiola, il seme di faggio di cui sono ghiotti, gli orsi del Trentino hanno preferito mangiare piuttosto che dormire.

A fornire informazioni nel dettaglio di tale situazione è il Rapporto Grandi Carnivori della Provincia Autonoma di Trento.

L’attività prolungata degli orsi sul territorio, sottolineano gli esperti, è stata in ogni caso poco percepibile. “In particolare, si sono registrate segnalazioni relative a nuclei formati da femmine e piccoli dell’anno, impegnati ad alimentarsi su faggiola. A differenza delle femmine gravide, che per prime tendono a raggiungere i siti di svernamento, non è raro che le femmine con prole, se favorite dalla disponibilità di cibo e da condizioni meteorologiche e ambientali favorevoli, prolunghino l’attività anche ben oltre la fine di novembre”.

Qualche danno inevitabilmente si è registrato. “Al di là di alcuni singoli episodi che hanno interessato una conigliera, alcuni composter, oggetti nelle pertinenze di una baita di montagna e, in un caso, due arnie non protette, non si sono registrati eventi rilevanti”.

A fine mese gli orsi, sazi e finalmente accompagnati da temperature invernali, hanno intrapreso la fase della letargìa, che mediamente dovrebbe durare fino a marzo.

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