Alpinismo

Unterkircher: nessuna violazione sul Mount Genyen

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GANZE TIBET AUTONOMY REGION, Cina — Si é conclusa la nostra bellissima esperienza nel Sichuan con un incontro amichevole, dopo cena, con esponenti importanti del CMA (Chinese Mountaineering Association). 

Presenti, fra gli altri, anche il presidente del TMA (Tibetan Mountaineering Association) ed il direttore di ufficio dirigente le attivitá alpinistiche cinesi a Pechino.
 
Prendendo spunto dalle polemiche avvenute sul conto della scalata al Mount Genyen, mi sento coscientemente libero da ogni violazione.
 
La nostra idea di venire in questi posti era già stata presa nell’anno 2005, ed é stata permessa legalmente dal governo cinese del Sichuan.
 
Prima della partenza, alla domanda se fosse possibile salire su questa montagna sacra avevo già risposto – accennando alle modalità di ascensione, rispettandone il punto piú elevato – sia ad una giornalista della televisione locale che in occasione della presentazione della nostra spedizione alla fiera di Bolzano.
 
A nome di tutti i membri della spedizione, mi sento di difendere questa nostra eccezionale esperienza alpinistico-culturale e sociale, avvenuta con la popolazione locale e gli esponenti religiosi buddisti del monastero Rengo Gomba nella valle di Shuta.
 
Tale esperienza, documentata da filmati, fotografie e rilevazioni geografiche importanti, rappresenta certamente una valorizzazione della conoscenza e dell’interazione tra differenti popoli e culture, nell’assoluto rispetto reciproco.
 
Mi sento di aggiungere che la nostra spedizione é stata oscurata dalla brutta notizia della scomparsa al Jasemba del simpatico e grande alpinista altoatesino Alois Brugger, con il quale ho condiviso la tentata ascensione di quella montagna insieme a Hans Kammerlander nel 2005. Le mie piú profonde condoglianze vanno ai suoi familiari.
 
                  
Karl Unterkircher (capospedizione)
Gerold Moroder
Walter Nones
Simon Kehrer
Leonardo Pagani
Armin Wiedmann
 
 
 
DEUTSCH – Expedition am Mount Genyen 2006
GANZE TIBET AUTONOMY REGION, Cina — Unser wundervolles Erlebnis im chinesischen Sichuan ist mit einem freundschaftlichen Treffen mit Persönlichkeiten des chinesischen Alpinklubs CMA (Chinese Mountaineering Association) zu Ende gegangen. Anwesend war unter anderem auch der Präsident des TMA (Tibetan Mountaineering Expedition) und der Direktor des chinesischen Amtes für Alpinwesen und Alpinaktivitäten von Peking.
 
Bezüglich der Polemiken unserer Besteigung des Hl. Mount Genyen, habe ich ein völlig reines Gewissen. Wir hatten uns schon im Jahre 2005 entschlossen diese Region zu besuchen und die Expedition wurde von der chinesischen Regierung in der Region Sichuan genehmigt.
Schon vor unserer Abreise haben wir angekündigt, die höchste Erhebung des Berges unangetastet zu lassen.
 
Im Namen aller Expeditionsteilnehmer möchte ich unsere alpinistisch-kulturelle und soziale Erfahrung, die wir mit der lokalen Bevölkerung und den buddhistischen Mönchen des Rengo Gomba Tempels im Shuta Tal, erlebt haben verteidigen.
 
Diese Erfahrung, sowohl filmisch als auch fotografisch und letztendlich auch topografisch dokumentiert, bedeutet sicher eine Bereicherung der kulturellen und geistigen Kenntnisse zwischen verschiedenen Kulturen im vollen gegenseitigen Respekt. 
 
Die Expedition wurde leider von der traurigen Nachricht des Bergunglückes am Jasemba von Alois Brugger überschattet.  Ich habe mich sehr betroffen gefühlt, da ich am gleichen Berg zusammen mit Hans Kammerlander sein Seilpartner sein konnte. Ich möchte mein volles Mitgefühl an seinen Familienangehörigen aussprechen.
 
                  
Karl Unterkircher (expedition leader)
Gerold Moroder
Walter Nones
Simon Kehrer
Leonardo Pagani
Armin Wiedmann
 
 

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