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Libri “beni essenziali”. La libreria della Montagna: “Finalmente!”

Con il nuovo decreto del 3 novembre scorso, utile a contenere la dilagante pandemia da Coronavirus, l’Italia è stata frammentata in aree gialle, arancioni e rosse. I colori si fortificano in base alla gravità della situazione e per chi si trova nelle regioni rosse significa quasi lockdown. Il nuovo Dpcm è però più permissivo rispetto a quello di marzo, concedendo a diverse attività di continuare la propria attività, tra queste anche le librerie. I libri sono infatti stati indicati come “beni essenziali” dall’ultimo Dpcm (Allegato 23).

È la prima volta che succede ed è una bella vittoria per la cultura, ma anche per editori e librai, nonché per i lettori a cui un buon libro d’avventura in questo periodo sospeso non può che far piacere. Ne abbiamo parlato con Maurizio Bovo, della storica Libreria della Montagna di Torino.

Maurizio, siete ritenuti “beni essenziali” un bel riconoscimento?

“Direi finalmente! Un riconoscimento importante che mostra come i libri siano una di quelle cose che non possono mancare in casa, per sopravvivere. Sopravvivere psicologicamente a questo periodo in cui magari non si può andare in montagna. Grazie al libro leggo, esploro e scalo con la fantasia.”

Come sta andando questo periodo in termini economici? La letteratura di montagna vende?

“Nell’insieme fortunatamente si lavora. La gente ha voglia di leggere ed evadere con la mente. Ho sentito anche altri colleghi di librerie indipendenti e mi confermano questa tendenza.

Siamo anche stati fortunati dalla livellazione del mercato che non rende più molto vantaggioso l’acquisto tramite famosi siti online. Oltre a pagare un prezzo simile, in libreria hai il valore aggiunto del libraio che sa consigliarti, puoi sfogliarli, confrontarti.”

Sono cambiati i lettori con il Coronavirus?

“Devo dire che questa estate si sono affacciati alla libreria moltissimi giovani. Ragazzi vogliosi di camminare ed esplorare il territorio.”

Invece il tipo di acquisti?

“In linea con quanto detto prima sono andate molto le guide escursionistiche e le mappe topografiche, anche tra i ragazzi. Hanno compreso che il cellulare può scaricarsi.

Si sono invece azzerate le vendite di guide di viaggio generiche, anche se qualcosa sulle mete italiane è stato richiesto. Poche mete, tutte di prossimità. Siamo stati sommersi di richieste per le cartine dei Sibillini e del Gran Sasso, erano anni che non ne ordivano così tante.”

Per quanto riguarda la narrativa?

“A inizio anno andavano molto i vari volumi legati alle vicende del Nanga Parbat. Poi ci sono stati i due libri di Enrico Camanni, ‘Il grande libro del ghiaccio’ e ‘Una coperta di neve’. Il successo del momento invece è il volume di Andrea Gobetti ‘Dal fondo del pozzo ho guardato le stelle’. In estate c’è poi stato il periodo di ‘Mia sconosciuta’ di Marco Albino Ferrari e poi quello di Alessandro Gogna, con ‘Visione verticale’.”

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