AlpinismoAlta quota

Con la vetta sul Manaslu si chiude la stagione in Himalaya

È vetta sul Manaslu per la spedizione commerciale del regale del Bahrain. Una notizia che non avrebbe avuto alcun clamore gli anni passati, date le modalità, ma che in questa stagione fa parlare perché è la prima e anche l’unica cima di un 8000 salita in Nepal (in primavera era stato salito l’Everest dal versante cinese). La causa l’emergenza sanitaria che ha prima imposto la chiusura di tutte le montagne della regione e poi ha portato, una volta aperti i confini, a numerose restrizioni in entrata che hanno scoraggiato alpinisti e trekker. Unica eccezione concessa dal governo nepalese, non senza qualche polemica, quella appunto del team del Bahrain.

In vetta questa mattina il principe Nasser Bin Hamad Al Khalifa e alcuni membri della sua Guardia Reale accompagnati da numerosi sherpa (circa 2 per ogni cliente). Il gruppo è partito da campo 3 alle 6.10 del mattino ed è giunto in cima seguendo la via normale attrezzata precedentemente sempre dal personale di Seven Summit Treks, che si è avvalsa di guide d’alta quota di grande esperienza e prestigio: Mingma Sherpa (primo nepalese a chiudere i 14 Ottomila), Tashi Lakpa Sherpa (il più giovane a scalare l’Everest senza ossigeno), Kami Rita Sherpa (in cima 24 volte all’Everest), Sanu Sherpa (14 Ottomila).

Il team del Bahrain era arrivato al campo base del Manaslu lo scorso 6 ottobre dopo aver raggiunto la cima del Lobuche dove si era acclimatato. Una rotazione in quota tra campo 1 e campo 2 poi il tentativo di vetta.

Una spedizione, come dicevamo, le cui modalità non hanno nulla a che fare con l’alpinismo di qualità, ma che in questa stagione particolare ha avuto il benefico di portare delle entrate al settore turistico nepalese legato alle grandi montagne che il Covid ha messo in ginocchio portando alla fame tante famiglie che con il business dell’alpinismo sopravvivono.

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3 Commenti

  1. Polemichina del venerdi: se queste del Manaslu sono considerate vette, allora è vetta anche quella di Barmasse allo Shisha Pangma.
    che si mettano d’accordo su cosa è vetta e cosa no

  2. D’altra parte in una spedizione in cui c’erano due sherpa a supporto di ogni singolo membro della spedizione, vista la lampante mancanza di conoscenza alpinistica, potevano fermarsi al plateau e fargli credere di essere arrivati in vetta comunque. In fondo gli Sherpa lo fanno per lavoro, pochi scalano per passione; e quindi se riescono ad accorciare i tempi o rischiare di meno (la cresta sommitale del Manaslu è tanto esposta e quasi tutte le spedizioni commerciali la evitano come ben spiegato un pò di tempo fa dal sito 8000’ers.com) tornano prima a casa.

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