Cronaca

Val Grande, muore in un incidente lo scrittore Erminio Ferrari

È precipitato nel vuoto durante un’escursione lungo la cresta nord-ovest del Pizzo Marona, Erminio Ferrari. Giornalista, scrittore e volontario del soccorso alpino Ferrari ha probabilmente perso l’appoggio volando nel baratro. Con lui si trovava la figlia, che ha dovuto spostarsi per trovare segnale telefonico e lanciare l’allarme. All’arrivo i soccorritori non hanno potuto fare altro che constatare il decesso.

Erminio, classe 1959, ha dedicato la sua vita al racconto delle montagne. Le sue narrazioni dalle cime delle Alpi occidentali e i racconti dalle valli trovano posto nelle librerie di molti appassionati. Negli ultimi anni sono state particolarmente interessanti le sue pubblicazioni sui 3900 delle Alpi (I 3900 delle Alpi, con A. Paleari e M. Volken, Monterosa Edizioni) e quella dedicata ai 75 Tremila dell’Ossola (Ossola quota 3000, Monterosa edizioni), scritta con Alberto Paleari, dopo averli saliti tutti in due estati. Il suo primo volume risale invece a metà degli anni Ottanta, periodo in cui ha iniziato a scavarsi un posto posto tra le firme della montagna italiana.

Quella per la scrittura era una passione coltivata prima attraverso la pubblicazione sui quotidiani del Canton Ticino, poi con libri di approfondimento storico sulle valli che da sempre frequentava, come la selvaggia Val Grande dove si trovava quest’oggi. Impegnato come volontario presso la X delegazione Valdossola del Soccorso Alpino, il suo contributo era stato fondamentale nel ritrovamento di una coppia tedesca dispersa il Val Cannobina lo scorso agosto.

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Un commento

  1. Vangrande maledetta. La parola non mi piace, ritrita dalle croniste da strapazzo. Però chi ci ha vissuto intorno, sente quel brivido al solo nome. Sono passato in valli di tutto il mondo, anche la Kyber, di notte, da solo, attraversando il confine con un portatore. Il rumore prepotente di un otturatore, puntato al petto a due passi da uno, accucciato; un lunghissimo silenzio; l’occhio che guardava belle montagne, cercava fra le foglie una luce; il pensiero a casa. E poi solo: vai. – Ora qui però il brivido, c’è e perdura. Devo chiudere svelto e leggere altro. Bravi però.

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