Alpinismo

4K Alps: Compagnoni e Nicolini abbandonano l’impresa

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BORMIO, Sondrio — “Nel rispetto della montagna, del valore della vita e nel ricordo di chi ha tentato questa impresa prima di noi, abbiamo deciso di sospendere la nostra prova”. Con queste amare parole Michele Compagnoni e Franz Nicolini hanno annunciato oggi l’interruzione del loro tentativo di scalare tutti gli 82 quattromila delle Alpi in 80 giorni.

La peggiore primavera alpina degli ultimi anni ha inesorabilmente arrestato il cammino dei due alpinisti. In 40 giorni di spedizione, Compagnoni e Nicolini hanno potuto sfruttare solo 12 giorni effettivi di scalata, durante i quali hanno messo a segno 25 vette. La maggior parte delle quali sono state raggiunte in condizioni precarie dovute a nebbia, bufera, pendii instabili e altissimo pericolo valanghe.
 
A portare i due alpinisti alla decisione definitiva di sospendere l’impresa sono state le previsioni più recenti, che annunciavano altre perturbazioni in arrivo. “Lo facciamo con grande sofferenza – scrivono i due alpinisti in una lettera pubblicata sul sito web 4K Alps – ma purtroppo permangono condizioni di estrema pericolosità. Un atto di temerarietà potrebbe essere decisivo per la nostra stessa incolumità. Crediamo di essere dei buoni professionisti e la ragionevolezza deve prevalere, anche se costa.”
 
Compagnoni, valtellinese, e Nicolini, trentino, erano partiti lo scorso 20 aprile per portare a termine un’impresa mai realizzata prima. E porgere un tributo al grande scalatore francese Patrick Berhault, che aveva ideato il progetto nel 2004 e che purtroppo perse la vita a metà del guado per il distacco di una cornice sul Dom de Mischaler.
 
Allora, erano consapevoli delle difficoltà che il meteo avrebbe potuto creare. Ma non potevano aspettarsi delle condizioni del genere. “Abbiamo passato altri 21 giorni in condizioni proibitive dentro un bivacco o in un rifugio – raccontano Compagnoni e Nicolini – solo ad attendere la fine di una bufera oppure interrompendo ascensioni già a buon punto, addirittura quasi in cima. Il resto, circa 5 giorni, è stato dedicato ai trasferimenti a piedi, sugli sci o in bici, non di rado sotto l’acqua”.
 
Questa storia, però, non è fatta solo di attese deluse. “Abbiamo scoperto valli, cime, ghiacciai, paesaggi che credevamo scontati – proseguono i due alpinisti -. Solo vivendo questa esperienza abbiamo capito di avere la catena di montagne più bella della Terra”.
 
Il progetto resta un’esempio “di classe” per un’alpinismo che riporta l’attenzione sulle nostre Alpi, mozzafiato tanto quanto l’Himalaya o il Karakorum. Chissà che il loro l’incanto non attragga nuovamente i due alpinisti.
 
Per ora, vige il silenzio stampa sull’eventualità di ritentare l’impresa nei prossimi mesi. Certo è che l’estate si porterà via tutta la neve di troppo, e che l’autunno potrebbe essere foriero di nuove speranze.
 
 
Sara Sottocornola
 
 
Per leggere il testo integrale della lettera di Compagnoni e Nicolini, si veda il sito www.4kalps.com.

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