Cronaca

Montagne affollate: tanti interventi per il Soccorso Alpino, 3 vittime in Piemonte

Il primo weekend post lockdown con possibilità di accedere alle montagne liberamente si è rivelato particolarmente impegnativo per il Soccorso Alpino e Speleologico. Innumerevoli gli interventi su Alpi e Appennini, per gran parte senza gravi conseguenze che hanno visto la collaborazione del CNSAS con Vigili del Fuoco, 118, Croce Rossa, Anpas, Soccorso della Guardia di Finanza e Forze dell’Ordine. Tre i decessi registrati sulle montagne piemontesi.

Un primo incidente verificatosi nella giornata di sabato sul monte Français Pelouxe, nelle Alpi Cozie, in cui ha perso la vita un alpinista precipitando accidentalmente in un crepaccio profondo 200 metri. Un secondo alpinista è deceduto a seguito di una caduta di oltre 100 metri mentre era in discesa su Punta Collerin, sulle montagne di Balme (TO), nella mattina di domenica. Poche ore più tardi il terzo incidente grave del weekend è avvenuto nel vallone di Piantonetto, nel Canavese, dove è morto un appassionato di canyoning.

Uncem: “La montagna non è un parco giochi”

Troppe le persone in quota, come ha tenuto a sottolineare Uncem, ricordando che la montagna non è un parco giochi cittadino. “Lo diciamo da sempre – dichiarano Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem, e Lido Riba, Presidente della Delegazione regionale – la montagna non uccide. Chi la frequenta, chi pratica attività sportiva, ludica, outdoor, deve rispettare i propri limiti, di preparazione in primo luogo, e rispettare il livello di rischio delle stesse aree montane. Da conoscere prima di partire di casa. La montagna ha precisi limiti che vanno colti. Anche limiti di fisici di accoglienza, che non si possono derogare, come ricorda Roberto Colombero, membro della Giunta Uncem”.

Incidente sul monte Français Pelouxe

Le squadre del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese sono state impegnate dalla mezzanotte di venerdì 22 maggio nella ricerca di Giulio Ruffino, alpinista 52enne disperso nella zona del monte Français Pelouxe, tra Val di Susa e Val Chisone. Nel corso della giornata di venerdì, Ruffino aveva inviato ai conoscenti alcune foto che lo ritraevano in vetta. Il mancato rientro ha portato i familiari a lanciare l’allarme in tarda serata. Due squadre hanno raggiunto la cima del Français Pelouxe e del Pelvo ancora con il buio, effettuando la traversata tra le due cime con le prime luci dell’alba. In seguito i tecnici del Soccorso Alpino hanno iniziato a battere i canali sul versante ovest della montagna, dirigendosi verso la cima del monte Pintas. Nelle ricerche sono anche state impiegate le Unità cinofile da ricerca in superficie, un drone e l’elicottero dei Vigili del Fuoco.

Il corpo della vittima è stato individuato intorno alle 11.30 di sabato mattina al fondo di un canalone sul versante settentrionale della cresta che congiunge il monte Français Pelouxe e il monte Pelvo. Dopo che le squadre del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese avevano individuato delle tracce, il sorvolo da parte dell’elicottero dei Vigili del Fuoco ha permesso di individuare la salma. Inizialmente non era possibile raggiungerla perché si trovava in una zona estremamente impervia, ma dagli avvistamenti si è potuto escludere che l’uomo fosse sopravvissuto a una caduta di circa 200 metri. In seguito è giunta sul posto l’eliambulanza 118 che ha recuperato il corpo e lo ha consegnato alle autorità per le operazioni di Polizia giudiziaria. Hanno collaborato il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza, i Vigili del Fuoco e i Carabinieri.

Incidente a Punta Collerin

Un secondo scialpinista, il 50enne Spartaco Bertoglio, è precipitato sulle montagne di Balme (TO) mentre era impegnato in un’escursione di sci alpinismo a Punta Collerin nella mattina di domenica 24 maggio. La vittima sarebbe precipitata sul lato est, verso l’Italia. A chiamare i soccorsi intorno alle 11 un testimone che ha assistito all’incidente, sceso a valle per trovare rete telefonica. Immediato l’invio sul posto di una eliambulanza 118 che ha individuato la salma circa 100 metri sotto la punta della montagna. L’equipe ha potuto soltanto constatare il decesso. Il corpo è stato recuperato e consegnato ai Carabinieri per le operazioni di Polizia giudiziaria.

Canyonista trascinato dalle acque in Valle Orco

Si sono concluse a metà pomeriggio di domenica da parte della squadra forristi della XII Delegazione Canavesana del Soccorso Alpino, le operazioni di recupero della salma del 55enne Ugo Peroglio, impegnato con un amico in un canyoning lungo il rio Piantonetto in Valle Orco, a monte dell’abitato della frazione Rosone di Locana. I due hanno affrontato le rapide del corso d’acqua, parecchio accidentato e in piena. L’amico è stato recuperato in vita dai forristi. Per Peroglio non c’è stato nulla da fare.

La vittima sarebbe stata trascinata dalla forza delle acque sino quasi al fondo del torrente ed è stata necessaria una accurata ed impegnativa perlustrazione del rio per individuarne il corpo. Il recupero ha reso necessaria una delicata manovra di verricello dall’equipe di elisoccorso intervenuta. Hanno collaborato alle operazioni personale dei Vigili del Fuoco ed è stata costante la presenza di personale dell’Arma dei Carabinieri per le competenze di rito.

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3 Commenti

      1. Sì sì, infatti era sarcasmo, solo per dire che non ci si deve stupire più di tanto degli incidenti: è ovvio che con la ripresa qualcosa può succedere, è sempre stato così e non cambierà! L’imprudente, l’imprevisto, ci saranno sempre con o senza virus!

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