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Karakorum, portatori a rischio fame. Le agenzie di trekking pakistane si mobilitano in aiuto

Sono tra i due e i tre mila i portatori che annualmente vengono ingaggiati in Pakistan per trasportare lungo il ghiacciao del Baltoro, dell’Hispar o del Biafo le molte tonnellate di attrezzature e viveri di alpinisti e trekker. Alcuni riescono a fare più viaggi in una stagione.

Andare al Campo base del K2, partendo da Askole, con 25 chili sulla schiena significa lavorare per circa 10 giorni portando a casa, chi più chi meno dipende dalla contrattazione, il controvalore in rupie di 220 dollari. C’è chi in una stagione quel viaggio lo fa 3 o anche 4 volte. Le prime spedizioni arrivano a fine aprile/inizio maggio e consentono alle famiglie dei portatori, che notoriamente hanno finito le scorte di cibo e i pochi soldi destinati a passare il lungo inverno, di incassare denaro contante per comprare la farina per il chapati, le lenticchie per il dahl, le patate e forse qualche striminzito pollo. Si riprende a vivere. Quest’anno no.

Nella valle di Kondus, di fronte alla splendida cittadina di Khaplu e al suo forte (trasformato dall’Aga Khan Foundation in hotel a 5 stelle), ci sono sei villaggi. La maggior parte degli “Expidition Porters” proviene da quest’area. Quest’anno nessuna spedizione arriverà a causa delle chiusure legate al covid-19 e i portatori con le loro famiglie hanno un disperato bisogno di cibo per sopravvivere.

Le agenzie di trekking pakistane hanno così deciso di organizzare una raccolta di cibo distribuendo già le prime 200 confezioni di razioni. “I nostri volontari di Islamabad andranno in Baltistan per consegnare una seconda parte dei viveri raccolti porta a porta. C’è anche un’e-mail a cui rivolgersi per poter fare delle piccole o grandi donazioni, ogni razione di viveri ha un valore di 3.500 rupie, circa 22 dollari”, racconta Ali Saltoro, che è stato l’organizzatore locale di molte spedizioni di alpinisti noti, tra i quali Daniele Nardi.

Tra poche settimane partirà anche l’annuale a campagna di pulizia dei ghiacciai supportata da Moncler con EVK2CNR-PK, una buona occasione per coniugare il ripristino della natura incontaminata con qualche giornata di utile lavoro per un centinaio di amici portatori.

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3 Commenti

  1. Rimane da sapere se , grazie agli introiti legati alle spedizioni e trekking, avevano completamente abbandonato l’economia precedente di pura sussistenza…e aumentato la pressione demografica.Potrebbero compensare i turisti alpinisti occidentali danarosi di dollari con nuovi turisti provenienti dagli Sceiccati traboccanti di petrodollari, o almeno ricevere iniezioni solidali anche per affinita’ religiosa,di viveri, medicinali e valuta a fondo perduto.
    Ovunque le attivita’ legate al Tempo Libero soffrono.

  2. “Un team particolare, composto solo da arabi: Raed Zidan, imprenditore palestinese, l’iraniano Masoud Mohammad, Mohammed Al-Thani, della famiglia reale del Qatar, e Raha Moharrak, 25 anni, diventata la prima donna dell’Arabia Saudita ad avere raggiunto la vetta dell’Everest. Insieme a un gruppo di scalatori di 35 alpinisti e 29 sherpa il team – che si è ribattezzato «Arabs with Altitude», gioco di parole tra attitudine e altitudine – ha scalato la vetta percorrendo il lato nepalese della montagna”.. Notizia dell’anno 2013 mese di maggio.”
    “25 gennaio 2019Alpinismo e Spedizioni · Vertical · Resto del Mondo
    La forte alpinista araba Tima Deryan tenterà l’Everest”
    “DUBAI, Emirati Arabi Uniti — L’alpinista palestinese Suzanne Al Houby ha conquistato un nuovo record essendo la prima donna araba ad aver raggiunto la cima del Puncak Jaya, la vetta più alta dell’Oceania. Tra lei e il raggiungimento delle Seven Summits si interpone solamente la montagna più alta del Nordamerica: il McKinley.”
    Ho controllato che ve ne siano stati… …quindi altri possono sostituire arrampicando e finanziando i confratelli.

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