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In bici fino al CB dell’Everest per uno spettacolo comico da record. Online il docufilm

È trascorso poco più di un anno dalla conclusione dell’ambizioso progetto #Sìsipuòfare, che ha visto un team di ciclisti italiani raggiungere il Campo Base dell’Everest dal versante nepalese partendo in mountain bike da Lukla. Non solo. Ma anche approntare a quota 5270 m lo spettacolo comico più alto al mondo, così da poter entrare di diritto nel Guinness World Record. 12 giorni tra salite e discese, lungo un percorso di trek non certo nato per le bici, raccontati in un documentario disponibile online da pochi giorni.

“L’idea sarebbe quella di ricavarci un documentario, motivo per cui saremo seguiti da due cameramen”, ci raccontava a gennaio 2019, a quattro mesi dalla partenza per il Nepal, il ferrarese Paolo Franchescini. Il comico di questo eterogeneo trio di amici partiti alla volta dell’Himalaya per pura passione. Insieme a lui Daniele Sala e Giacomo Galliani, rispettivamente imprenditore di abbigliamento sportivo e personal trainer. Non parliamo dunque di atleti professionisti ma di sognatori che, svestiti i panni da lavoro, non perdono tempo ad indossare le tute da bici e viaggiare quanto più lontano, alla ricerca delle esotiche strade del mondo. Due anni fa si erano già cimentati in un viaggio a pedali sulle strade indiane durante l’Himalayan Highest MTB Race – Ladakh, gara che ha visto anche la partecipazione di Montagna.tv.

Il docufilm dal titolo “Dal Montagnone all’Everest” è disponibile su Youtube e sui canali social di Paolo Franceschini. “Questo docufilm è un’ulteriore evoluzione del progetto “Comicista” – spiega il comico  – .Da quattro anni infatti coniugo il mio mestiere di intrattenitore con quello dell’amante della bicicletta e questo è un primo risultato”. Il cortometraggio è autoprodotto, le riprese e il montaggio sono a cura di Paolo Terraneo (Kodama) e Jacopo Boscaini (Jeco Films). La scelta di renderlo pubblico in queste settimane non è affatto casuale ma, come tiene a precisare Paolo, vuol essere un regalo alla collettività per sorridere insieme in un periodo storico un po’ bizzarro.

Comicità e solidarietà in altissima quota

Siamo arrivati al Campo Base, sono riuscito a fare lo show davanti ad un pubblico formato dai miei compagni di avventura, da nepalesi, israeliani, neozelandesi, indiani e altri 2 ragazzi italiani conosciuti qui. Lo show è registrato ufficialmente a 5270m. Una fatica del genere non credo di averla mai patita, ma che FI-GA-TA!!!”, scriveva Franceschini direttamente dal CB dell’Everest il 25 aprile 2019. Una emozione quella provata sul Tetto del Mondo, condivisa anche dalla comunità locale che, trepidante all’idea di uno show comico mai realizzato prima, aveva addirittura dedicato al progetto uno spot televisivo.

Quella che a prima vista potrebbe sembrare una idea strampalata, in riferimento sia al raggiungere il campo base in bici che il cimentarsi in uno show comedy, è in realtà una iniziativa nata a scopo solidale. “Tutto nasce da un’iniziativa portata avanti da Daniele con ADMO Lombardia – ci raccontava Paolo lo scorso anno – . Qualche anno fa ha deciso di cimentarsi in una “gara” in Marocco con un ragazzo ricevente. Un giovane che ha ricevuto il midollo osseo guarendo così dalla leucemia, mentre Daniele è un donatore. Da lì è nata l’idea di “Si, si può fare” che adesso stiamo cercando di portare avanti con piccole iniziative legate al discorso motivazionale”.

L’hashtag stesso scelto dal gruppo ha un forte carattere motivazionale. #Sìsipuòfare vuole infatti essere un invito a credere in se stessi, a tentare nuove avventure senza il timore di fallire. Non avrebbero potuto scegliere meta migliore dell’Everest per dimostrare che anche l’impresa che sembra meno possibile, in fondo si possa fare.

 

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