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Intervista a Lorenza Bonaccorsi: torneremo in montagna! E ci sarà anche un incentivo per i viaggi in Italia

Quest’estate torneremo in montagna!”. L’ottimismo di Lorenza Bonaccorsi fa piacere a chi vuol tornare a frequentare vette, valli e sentieri. Ed è importante per tutte le categorie professionali della montagna, dagli albergatori fino alle guide alpine e ai gestori dei rifugi. 

Lorenza Bonaccorsi è stata deputato del PD, come Assessore al Turismo e alle Pari Opportunità della Regione Lazio ha varato numerose iniziative per la promozione dei Cammini. Ora, da Sottosegretario ai Beni Culturali e Ambientali con delega al Turismo, ha la responsabilità di un settore fondamentale per la vita e il benessere di milioni di italiani, e dove lavoratori e imprese hanno subito, e continueranno a subire, danni serissimi dal COVID-19.  

 

Qualche giorno fa, in un’intervista a Rainews24, lei ha dichiarato “quest’estate torneremo sulle spiagge!” Si può dire la stessa cosa per la montagna? 

“Certamente sì. Da una ricerca che abbiamo commissionato da poco, emerge che gli italiani in questo momento pensano in maniera più che positiva alla vacanza in montagna”.

Pochi voli, nessun assembramento, bisogno di respirare. Potrebbe essere la grande estate della montagna…

“L’idea di un turismo sostenibile e in grado di decongestionare le mete più famose è uno dei progetti strategici del Ministero fin dal nostro insediamento, Oggi la montagna può essere preziosa anche perché consente di restare a distanza”.

Le competenze sul turismo, in montagna e altrove, sono in buona parte delle Regioni. Altre regole arrivano dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Cosa può fare il suo Ministero?

“Possiamo e dobbiamo fare moltissimo. L’OMS dà delle regole generali, ma le linee-guida vengono fissate dagli Stati. Le Regioni e le Province autonome ce le stanno chiedendo”. 

Ipotizzare i tempi della riapertura è un esercizio estremamente difficile. Cosa mi può dire su questo punto?

“Abbiamo chiesto un incontro al gruppo di lavoro diretto da Vittorio Colao per ragionare sulle nuove regole. Naturalmente si parlerà anche di tempi”. 

Chi state consultando in questa fase, oltre alle Regioni e alle Province autonome?

“Le categorie professionali, dagli albergatori e dai proprietari di agriturismi fino alle guide alpine. Sul fronte degli utenti della montagna, dobbiamo iniziare a ragionare con il CAI, e poi con Federtrek e il mondo dei cammini. In materia di montagna contano anche i Comuni”. 

Chi investe e lavora nel turismo, anche in montagna, ha subito e continuerà a subire un colpo tremendo. Cosa fa il Governo per queste categorie?

“E’ stato già varato un voucher per non far perdere i soldi della prenotazione a chi non è potuto partire a causa dell’epidemia. La cassa integrazione è prevista anche per i lavoratori del turismo, che prima non ne avevano diritto, compresi gli stagionali”. 

Ci sarà promozione per la montagna italiana? Quando inizierà? E sarà rivolta solo agli italiani?

“Stiamo lavorando a un grande piano di promozione e comunicazione per la ripartenza. La campagna “Italia più Italia” partirà a maggio, e si occuperà anche di montagna. Inizialmente sarà rivolta agli italiani, poi potrà essere orientata sui mercati esteri”.    

Abbiamo già parlato di cassa integrazione e di voucher. Ci sarà anche un incentivo viaggio in Italia? 

“Stiamo valutando – all’interno dei programmi di aiuti alle famiglie – alcuni fondi ad hoc dedicati ai viaggi in Italia”. 

Scusi l’insistenza, ma riuscirete ad affrontare tutto in tempo?

“Sì. Dobbiamo varare provvedimenti complicati come il secondo incentivo viaggio in Italia, se così lo possiamo chiamare, sappiamo di non poter aspettare sei mesi”. 

Una domanda che non riguarda la montagna. L’idea degli ombrelloni separati da barriere in plexiglass era stata approvata da voi?

“No, negli incontri ufficiali non se n’è mai parlato”. ​

 

SLOWMOUNTAIN è l’essenzialità delle azioni, delle cose, del tempo che non è mai troppo o poco, ma giusto.
Si può arrampicare, salire un 8000, percorrere un sentiero, visitare un rifugio o una malga, salire una ferrata e guardare un panorama in modo lento.
SLOWMOUNTAIN è il modo di ritrovare la libertà, la natura e per vivere di nuovo.

Agostino Da Polenza

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4 Commenti

  1. Pure in montagna una visiera in plexiglass del tipo in uso per lavori, regolabile, non guasta.Ne avevo una dentro lo zaino, preparata con spruzzata di liquido antiappannante, racchiusa in sacchetto..Finalmente venne l’occasione di usarla..mi trovavo sulle piste sci fondo accanto al Pelmo , rifugio Aquileia, ed in pochi minuti si scateno’ una bufera a mezzogiorno., primaverile ,con vento e neve fitta.Essendo portatore di lenti da vista, mi sovrapposi la visiera, sopra di essa ampio capuccio, sovrappantaloni con zip integrali, copripiguanti a moffola di cordura..e tranquillo proseguimento..escursione con pelli di foca strette.Impossibile contagio..non c’era anima viva intororno..e neppure ci sarebbe stata anche dopo il 23 febbraio 2020 ma…dura lex sed lex..Provata anche in bici d’inverno…viso caldo…aggiungerei una bustina di quelle che riscaldano le mani ..appiccicata con nastro e collocata zona naso& bocca.
    Ora la funzione antisputazzamento attivo e passivo ha conferito alla vecchia visiera una utilita’ imprevista, e sempre con la stessa lavoretti fai da te in funzione antischeggia in faccia.La mettono in web sui 13- 14 euro…ma chissa’se ce ne sono ancora reperibili in negozi…e a prezzi non da mercato nero..saranno andate a ruba..in ospedale se ne sono viste.In montagna in teoria la distanza dovrebbe esssere facile.Ma non lo darei per scontato…certe ferrate sono una fila di formichine, con starnuti, colpi di tosse , drops di saliva che cadono. Spero mai piu’ come ci accadde una volta in pieno Agosto, , quando un deficiente si mise ad urinare sulla fila sottostante e poi essendo il primo dei ferratist i incrodati a lento procedere, , se la svigno’, inseguito da improperi in varie lingue. ( Santner al Catinaccio, mortacci sua….neppure scivolato sul sentiero di discesa mentre correva)

  2. Sicuramente positiva ľidea di poter svolgere attività motoria outdoor in montagna. In generale, alla riapertura quello che sarà importante è far capire alle persone come attuare il distanziamento sociale. Ora, dopo 40 gg di chiusura tra quattro mura, appena si potrà uscire sarà necessario comprendere come relazionarsi con gli altri. Non è tanto la gita in montagna o la corsetta che possono creare problemi. Al limite si va da soli. Sono tutte le altre attività della vita che si fanno in mezzo ad una moltitudine di persone. Speriamo poi che non ripartano, per un ragionevole tempo, i voli aerei soprattutto verso i paesi a maggior rischio. Forse proprio questa eccessiva mobilità è stata il veicolo privilegiato di diffusione rapida del virus.

  3. In montagna con una mascherina comoda, quanto si vuole ma io mai e poi mai la montagna è libertà la natura è libertà io mai la indossero, a me sembra che ci stanno portando verso una Dittatura, e noi come pecore tutti a, dire si a rispettare regole assurde quasi ad avere un senso di colpa quando si esce di casa tutto ciò è assurdo questa non è vita che vale la pena di essere vissuta

  4. Mi sembra faccia bene il suo mestiere di politico parlando in questo modo.
    Poi il significato, l’utilità e tutto il resto lasciano il tempo che trovano, non hanno importanza per un politico, credo che l’obiettivo del consenso della gente sia perfettamente raggiunto.
    Ogni tanto mi domando se i politici se ne rendano conto, o se sono come la gente che non se ne accorge. 🙂

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