AlpinismoAlta quota

Moro si scaglia contro Urubko: l’ho creato io come alpinista

Sono passati giorni dalla lettera aperta di Denis Urubko in cui spiegava le motivazioni che lo hanno portato, finita la spedizione al Borad Peak, a dire addio all’alpinismo estremo. Una lunga analisi, anche dura, della propria carriera, che non ha risparmiato i propri compagni di cordata. “Zavorre” li aveva definiti.

Ed ecco che arriva la risposta anche violenta di Simone Moro sulle pagine del sito polacco Sport Onet.pl, l’intervista è di Jakub Radomski.

Sono indignato dalle sue parole. Indipendentemente da dica il vero, Denis ha mostrato un’elementare mancanza di rispetto per tutti. Mi ha descritto come una pietra pesante nel suo zaino e che non gli ha consentito di andare più veloce” risponde Moro, ricordando come l’alpinista russo abbia in diverse interviste mostrato apprezzamento per i risultati ottenuti da e con Simone. “Non capisco come possa arrivare a dire che l’ho fermato molte volte. Posso invece dire che io ho creato Denis come alpinista, gli ho insegnato molte cose, gli ho anche pagato i viaggi e la vita molte volte. Gli trovato sponsor potenti: North Face, La Sportiva, Acerbis. Queste persone si fidavano di me e hanno deciso di supportarlo. Penso che dopo quello che ha detto su di me, su Don Bowie, ma soprattutto sui colleghi polacchi, tutte le possibili aziende inizieranno a chiedersi se continuare ad aiutarlo. Alcuni lo hanno già lasciato. Dopo un’intervista di Denis, Franco Acerbis, fondatore dell’azienda, mi ha chiamato e mi ha detto: “Simone, di cosa sta parlando? Urubko è impazzito? Sono stato con te al campo base dell’Annapurna nel 2004 e ho visto cosa è successo“.

Simone racconta al giornalista di aver in quell’occasione rinunciato ad arrivare in vetta sull’Annapurna perché Denis stava male di stomaco, ma che al tentativo successivo, quando è stato lui a doversi fermare per dei congelamenti ai piedi, Urubko è andato solo verso la cima.

Il K2

Quando ho letto quella intervista – continua Moro, riferendosi alla parte cui Urubko critica duramente l’atteggiamento degli alpinisti polacchi durante l’invernale al K2 – mi sono detto ‘Grazie a Dio non sono polacco’. Avete il pieno diritto di essere furiosi: gli avete dato la cittadinanza, avete pagato, e doppio, per la partecipazione alla spedizione invernale al K2. Gli avete dato il vostro supporto, lo avete reso famoso non solo nel vostro Paese. E ora dice che i polacchi sono deboli o che non riconosce la prima salita invernale dei polacchi al Gasherbrum I nel 2012, perché è avvenuta il 9 marzo e, secondo lui, non è inverno. Denis ha il diritto di avere un’opinione sull’inverno, ma è la sua opinione e le regole sono diverse. Prima di tutto, dovrebbe esservi grato e stare zitto. Urubko non ha mai detto nulla contro di me o contro le regole invernali mentre scalavamo insieme per 13 anni, perché sapeva che lo avrei appeso al muro se mi avesse detto questa cosa. Denis, ‘sputando’ in quell’intervista, ha sputato sul piatto che gli avete messo sotto il naso. Apprezzo, rispetto, amo gli scalatori polacchi allo stesso modo degli italiani, forse anche di più. Mi sento offeso personalmente per come vi ha trattato. Gli avete dato così tanto e ha detto che siete una merda. Se Denis pensa di essere forte e che tutti gli altri sono stronzi, lasciatelo da solo, che si paghi da solo la vita, le spedizioni e l’equipaggiamento. Quest’uomo dovrebbe imparare lo stile e il rispetto per gli altri da giganti dell’Himalaya come Jerzy Kukuczka e Reinhold Messner, che non hanno mai parlato male dei loro compagni”.

“Se vai in una spedizione in una squadra più grande, puoi agire solo come una squadra, non da solo, a meno che non arrivi il momento in cui qualcuno ti dice: ‘Denis, non siamo in grado di andare più in alto. Muoviti come preferisci’. Questa è l’unica situazione in cui puoi andare da solo. Ma se c’è un leader, ci sono delle regole, una disciplina, non può esserci anarchia. Non puoi chiedergli di pagare prima per te e poi dire ‘Fottetevi, vado da solo’. Denis dice sempre di sé di avere la mentalità di un soldato, un membro dell’esercito. Ha anche scalato nel club militare del CSKA. Immaginatevi se Urubko si fosse comportato così lì. Infrangere gli ordini, scegliere la sua strada. Certamente lo avrebbero buttato fuori subito e probabilmente sarebbe finito in prigione. Io stesso ero un ufficiale dell’esercito italiano, quindi so cosa significa non rispettare gli ordini” continua Moro riferendosi alla spedizione invernale al K2 durante la quale Denis, disubbidendo alle indicazioni del capospedizione Krzysztof Wielicki decise di salire in solitaria per un tentativo di vetta.

Moro in invernale con i polacchi?

E a proposito di K2, nell’intervista Moro afferma che non direbbe di no a un invito polacco per un tentativo invernale; certo, prima dovrebbe avere informazioni sulla strategia e sull’organizzazione. La porta è quindi aperta e il sogno della moglie in cui moriva sulla montagna e che lo ha tenuto lontano dal K2 tanto a lungo? Penso che i sogni sono come lo yogurt: dopo qualche tempo, scadono”.

L’unica cosa certa però è un aut aut: o Urubko o lui. “Al momento è impossibile per me fare una spedizione con Denis. Sono un uomo che può perdonare gli altri, ma dovrebbe prima scusarsi con me e con i polacchi che ha insultato, e presumo che non lo farà”.

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51 Commenti

  1. Direi un intervento intelligente ed obbiettivo. Questo dimostra che nella vita la diplomazia e il rapporto con le persone contano più dei risultati. I polacchi hanno preso denis come fanno le squadre di calcio italiane con i top player. Denis se avesse portato la bandiera polacca sul k2 invernale si sarebbe trasferito da bergamo a Cracovia immediatamente. Ma visto che questo non è accaduto, si litiga solo di chi è la colpa. Denis è un forte soldato mezzo kazako e russo…e questo la dice tutta…dalla storia i Polacchi non han imparato nulla, continuano a fidarsi e a prenderla nel sedere e continueranno ancora per secoli. Chissà perché noi la cittadinanza non glie l abbiamo data. Un controllino sulla sua residenza fiscale la farei cmq una volta finita l emergenza corona.

    1. Che Moro buon alpinista abbia pagato viaggi e trovato sponsor a Urubko è risaputo e in maniera ingrata, Urubko ha detto quello che tutti nell’ambiente sanno sulle salite alpinistiche fatte insieme come tutti sanno che in Patagonia dove bisogna scalare Urubko non si è alzato.

  2. Che Moro sia forte non c’è dubbio.
    Che Urubko sia forte neppure (personalmente credo anche più di Moro, ma non è importante né significativo).
    Sullo stile, Urubko ha detto testualmente “alcune volte anche Simone” (è stato una zavorra), Moro è andato direttamente verso la character assassination (è ingrato, l’ho inventato, l’ho pagato, l’ho fatto pagare non è un buon alpinista e nemmeno un buon soldato) e persino con le minacce (ho amici potenti, ora ce l’hanno con te! Attento!).
    Ci mancano solo le brutte intenzioni e la maleducazione.
    Urubko ha fatto delle riflessioni.
    Forse Moro potrebbe imparare a rispondere a tono, anche perché nella sua carriera alpinistica qualche indizio del suo non peritarsi di farla fuori dal vaso c’è, fosse pure quando ha ragione nel merito. (ie: con Ueli in tenda e lui a pregare gli sherpa inferociti)

    1. ciao.spero che nelle circostanze attuali , non sopravengano polemiche inutili.e sbagliato dire che ueli era nella tenda e moro stava pregando in ginocchio.ci sono i video.dunque perche scrivere inesatezze.non e affatto cosi’.rileggettevi le discussioni cercando i nomi o i tag nella finestrella ricerca.non alimentate false ingormazioni causando inutili e petulanti commenti assolutamente vuoti di verita’.

      1. Io posso senz’altro sbagliarmi, ma questa volta mi pare di ricordare giusto.

        Che Moro fosse in ginocchio dagli sherpa lo afferma lui stesso (https://www.ecodibergamo.it/stories/Cronaca/371733_aggrediti_a_suon_di_botte_e_pugni_simone_moro_racconta_la_disavventura/), e tale Chad Kellog, alpinista presente alla scena, dice testualmente che Moro era andato a chiedere scusa in ginocchio. (https://www.montagna.tv/47106/rissa-alleverest-la-verita-degli-sherpa-e-di-altri-testimoni/)
        Ueli Steck in un’intervista a Outside ricorda che mentre lui veniva colpito con rocce e pugni “Simone e Johnatan stavano già correndo via” (testuale https://www.outsideonline.com/1929126/brawl-everest-ueli-stecks-story), e, dopo che lo sono andati a riprendere e l’hanno portato alla tenda dov’era rimasto Ueli viene costretto a uscire a scusarsi (They then wanted him to come out on his knees, which he did, saying, “Sorry! Sorry! Sorry!” Then they started kicking his face and someone tried to stab him with a pen knife. They used rocks to hit us, crampons even. I tell you, they tried to kill us.)
        Ma questo non è il problema, se 100 persone ti fanno scegliere tra un’umiliazione e ucciderti… il problema è come era nata la cosa, e stando ai suoi compagni era stato Moro a uscire dal seminato.

        Steck: Simone said to him in Nepali, “What are you doing motherfucker?!” Maybe that wasn’t the best word to use, but I can understand in this moment that Simone would be pissed off. If you are on a 50-degree face and someone is swinging an axe at you, you might get at a little, you know, loud.

        Griffith: “But he acknowledged that Moro had called one of the Sherpas a “motherfucker” during the argument. “Saying that to a Nepalese is just about an act of war, but we apologised for that.” (…) “We’ll talk to the authorities in Kathmandu. But apart from Simone swearing, we don’t feel we have anything to apologise for.”

        E perdoniamoglielo su una parete a 50 gradi. Ma scrivere delle cose così pesanti a una settimana di distanza mi sembra quanto meno inelegante….
        Scusami per la precisione un po’ puntigliosa nei riferimenti, non per alimentare polemiche ma per cercare di stabilire dei punti fermi su cui discutere. Polemizzare, concordo, non serve a nulla.

  3. Urubko è un uomo complesso, con piú sfaccettature. Sintomatica la sua passione per l’arte teatrale che fa di lui un uomo sensibile e colto, dietro una scorza apparentemente dura. Moro mi sembra una persona molto razionale, ovviamente nell’accezione positiva del termine.
    Entrambi sono due grandi alpinisti, nonostante le divisioni ed i giudizi da bar che “subiscono”. Entrambi hanno dimostrato onore, salvando vite umane in montagna, entrambi, a loro volta, sono stati salvati. Sicuramente fanno già parte della storia dell’alpinismo, a prescindere da inutili confronti su chi sia il migliore (migliore poi rispetto a chi è a cosa?). Moro ha fatto maggiormente suo il “lavoro” dell’alpinista, mettendo su con abilità un grande team di comunicazione (necessario per chi vive d’alpinismo). Urubko, per quanto si professi militare ha dato sfogo ad uno spirito maggiormente libero ed anarchico. Credo che siano due grandi persone con una vita da raccontare. Nello sfogo di Urubko non ci sono menzogne, non è il tipo che mente. Vi sono solo alcune constatazioni amare che potrebbero sembrare rivolte ai nomi che cita, ma in fondo sono solo la constatazione di un mondo che puro, forse, non lo è mai stato. La storia dell’alpinismo è fatta da grandissime imprese, da grandissimi uomini e da altrettanto grandi bugie, propaganda politica ed, ora, propaganda commerciale. Ma questo non per forza è un male:tutte le esperienze umane ed in qualunque settore funziona ed ha sempre funzionato così. Ogni tanto passa fulminea qualche anima pura come Ueli Steck, ma anch’essa ben presto viene triturata dalla macchina gigantesca della comunicazione e del denaro. Le azioni, però, quelle buone, andrebbero maggiormente ricordate, anche quando qualche protagonista che sia Moro, Urubko o chiunque esso sia, lascia un segno positivo:l’apertura di una nuova via oppure un soccorso memorabile rischiando la propria vita per un altro. Purtroppo, il tifo (soprattutto quello da divano), un rapporto non sempre sano con gli sponsor, il denaro, l’orgoglio o la frustrazione, spesso coprono quanto di bello e puro vi sia (ad esempio gli occhi teneri e sognanti di Ueli oppure i progetti meravigliosi di Urubko e Moro, la loro antica Amicizia).
    Anche noi che li seguiamo, nonostante i loro pubblici sfoghi fatti a torto o a ragione e non sempre letti “tra le righe” dai loro sostenitori, facciamo lo sforzo di non alimentare ulteriori polemiche, perché così annulliamo la bellezza che l’alpinismo reca con sé: visione, libertà e conoscenza della natura più profonda, quella selvaggia che alberga dentro di ognuno di noi.
    Grazie a Moro e grazie ad Urubko per i sogni che ci hanno trasmesso e per le vite che hanno salvato, senza bandiera, religione o politica.
    Casomai li rivedremo condotti da Wielicki al k2 oppure solitari aggirarsi nei loro sogni e nelle loro paure, speriamo ancora una volta uniti, come all’inizio della storia.
    Buona vita, ragazzi.

    1. Federico
      Concordo pienamente con te !
      le tue riflessioni e considerazioni dovrebbero aprire le menti di tutti quei Leoni da tastiera
      che tifano per uno o per l’altro non conoscendo i fatti
      lasciandosi andare a commenti puramente da Bar
      d’altronde le diatribe ci sono sempre state nell’alpinismo e questa di certo non sarà l’ultima

    2. Bel commento, che cerca di superare le meschinità dell’andar per monti. Poi che i protagonisti ci tengano a mettere i puntini sulle i (o detto in bello stile:”ristabilire una verità storica”) ci sta anche…

  4. È chiaro che c’è qualcosa dietro questo astio che nessuno di noi conosce. Fino a poco fa entrambi avevano solo buone parole per l’altro, tutta questa acredine avrà alla base una lite pesante.

    Sulla questione zavorra, Denis non ha detto che Moro è sempre stato una zavorra per lui, sarebbe pazzo ad affermarlo, ma che in alcune occasioni è stato così.

    Io ci credo anche, e considero Denis un alpinista molto più importante di Moro storicamente parlando, ma trovo che in questo caso particolare Urubko dovesse evitare di rivolgere quelle parole a Simone, perchè Moro sarà quel che sarà, sarà pure uno stronzo e tutto quanto vi pare, ma Denis gli deve praticamente tutto. E questo non dovrebbe mai dimenticarlo

    1. ciao.e estremamente corretto il tuo commento a fronte di altri.ma una cosa rimane confusa e ALEATORIA.cosa vuol dire zavorra? se io sono prudente sono una zavorra?se da lontano vedo dei cumuli-nembi e il mio barometro si abbassa sono una zavorra se mi fermo a discuterne con tutto il team?(cassin bonatti …una marea di personaggi storici usarono da sempre la misurazione della pressione.empirica si ma sempre pressione.questa e zavorra?se io ho un forte mal di testa a tratti un occhio ma causa palpitazione se ho dei conati di vomito, non dico niente a nessuno, fino al limite, sono un eroe,sono una zavorra, sono un incosciente? perche e di questo che stiamo parlando.forse la parola zavorra non va affiancata alla parola cupidigia? moro ha 3 ragioni sociali registrate alle camere di commercio di bergamo san diego e katmandu.ha investito mica bazzecole nelle sue attivita’.questo e il frutto della zavorra? e un po diminutivo.ma perche tanto astio nei confronti di SIMONE? nessuno che indichi un livello estremo di invidia e gelosia? perche questo e il punto.se bonatti fosse scampato al brutto male( forse dico forse causato dal lavoro effettuato alla falck), avreste accettato i suoi commenti sul trasformarsi da alpinista estremo ad esploratore? perche e questo che si decanta in simone moro come pure messner.che sono 2 estremi in assoluto.zavorra, la zavorra ti salva la vita? dopo moro urubko ha praticamente rotto con tutte le spedizioni.erano tutte zavorre? poi improvvisamente escono i calendari invernali ad personam.chiedetelo a messner dei calendari invernali.immagino la risposta.che palle.comunque ripeto, gran bel commento.estremamente corretto.grazie.(IO HO RIPORTATO DEI VIDEO SU MORO UELI GRIFFITH E LA AMERICANA CHE GLI SALVO’ la vita.nessuno li replica.nessuno li commenta.pigrizia o ignoranza della capacita’ di comprendere l’utilizzo della traduzione con google??).

  5. Caz, Simone deve essere stato proprio colpito in centro per avere una reazione così.
    Senza nessun dubbio Denis nell’ambiente dell’alta quota è nettamente più stimato di Simone.
    Di sicuro nell’ambiente degli sponsor è “valutato” meglio Simone che sa parlare tante lingue e raccontare belle storie anche a chi non capisce niente di 8000.
    Lui ci ha pensato quasi un mese prima di rispondere e ora vedremo cosa diranno gli altri himalaysti e come si muoveranno gli sponsor.
    Dobbiamo solo avere un po’ di pazienza, tanto c’è il coronavirus e possiamo informarci bene.

    Ps: non è la prima volta per Simone; ricordo la storia dell’invernale negata di Lafaille al Shishapangma e la rinuncia all’Annapurna di Simone legato a Lafaille, che poi è morto, ma la moglie ha scritto.

  6. Parole sante. Se l’alpinismo avesse un ruolo nel calcio sarebbe quello di mediano. Non c’è spazio per prime donne in questa attività. I leziosismi e i lezionisti meglio che cambino vita. Grazie Denis ma ciao

  7. Cosa c’entra la residenza fiscale?
    186 + 1 giorno e hai la residenza fiscale in un paese.
    Che la miglior qualità di Denis non sia la diplomazia lo sappiamo tutti.
    Che Moro lo abbia creato come alpinista è semplicemente ridicolo.

  8. Bon
    però marzo é primavera … lo dicono i fiori, gli alberi, le api … e anche Kugy … che ne sapeva più di me ..
    mandi…

  9. Denis parla di alpinisti (male) e montagne. Simone di soldi, soldi e sponsor, e anziché attaccarlo sui fatti, lo ricatta “ti tolgo lo sponsor e ti faccio fare la fame” …

  10. Trovo questo intervento in questo momento fuori luogo…proprio ora che l’Italia, Bergamo, il mondo sono in ginocchio…il dio denaro e chi ha i contatti, chi deciderà quando finisce l’inverno decreteranno chi può salire le montagne e le regole per farlo…
    Sapete cosa c’è? Sono stufo di tutti quanti voi “superstar delle montagne”, perchè continuate a citare Bonatti, Cassin, Messner, Bull…ma vi rendete conto che questi NON hanno niente a che fare con Voi?! Siete solo buoni a seminate zizzania e livore per difendere il vostro orticello: VERGOGNATEVI!

  11. Mi pare un polemica tra tossici a fine corsa. Forse a forza di 8000 qualche neurone è andato.
    …montagna di plastica….e di euri. Meglio Novella 2000

  12. L articolo proposto non è integrale,manca una rilevante affermazione di moro dove esprime il suo disappunto sulle spedizioni dove gli alpinisti vengono divisi in due gruppi,uno per fissare le corde,l altro per il tentativo di vetta.il nostro afferma che non si legherebbe mai a corde fissate da altri.non dico altro.

  13. Opinione totalmente personale; l’intervista di Urubko è stata sicuramente mal concepita , ma questa risposta , secondo me non fa altro che confermare che genere di persona sia diventata Moro; ha una concezione di se troppo centrale…nessuno degli altri alpinisti ha sentito il bisogno di commentare l’uscita di Denis, forse perché in parte la riconoscono come vera, forse, perché hanno semplicemente deciso di non dare visibilità a quello che può essere semplicemente uno sfogo.
    Dire ” l’ho creato io come alpinista” è una enorme castroneria; è come se il Barcellona dicesse che Messi, l’hanno creato loro come giocatore; va dato merito a Simone di aver intravisto in Denis qualità di un certo tipo e avergli dato l’occasione di esprimerle, ma volersi accaparrare i meriti dell’altro, basandosi su aiuti dati 10 ine di anni fa mi sembra un po’ pretenzioso…( e comunque un atteggiamento del genere per Moro non è nuovo; vedi NP 2016…)
    Moro, esige gli venga riconosciuto un posto d’onore nell’olimpo dei migliori alpinisti di sempre; purtroppo, se tecnicamente parlando se lo meriterebbe pure, questo approccio ( faccio le cose per poterle comunicare o per, in questo caso, poterle rinfacciare) non gli fa molto onore…

    In definitiva; ma chi se ne frega…! ci sono problemi ben più importanti e tutto sommato a nessuno dei due è preclusa la possibilità di continuare a vivere come più gli aggrada…

    1. ciao.il barcellona riconobbe in messi delle indubbie capacita’.ma per poterle esprimere il barcellona si accollo’ delle dispendiose cure mediche.oltre che ospitare protempore la famiglia e oltre che facilitando le pratiche burocratiche di visti permessi assicurazioni ed esigenze abitative e di vitto.bisogna essere precisi in questo.perche senno si creano leggende che non fanno bene a nessuno.questi fatti sono successi anche in italia.siate precisi nel riportare fatti per favore.dubito ASSAI che senza le cure ricevute, messi potesse diventare cio che e diventato.qualcuno ha delle fonti che puo negarlo? perche in lingua spagnola cercando bene,nessuno lo nega.ciao.

      1. Ciao, grazie per la risposta.
        L’esempio Messi/Barcellona era per far capire che: entrambi hanno beneficiato reciprocamente della cosa ( come è giusto che sia).
        Moro ha sicuramente aiutato Denis ad emergere, ma le qualità di Denis hanno sicuramente permesso a Moro di raggiungere delle prestazioni e dei risultati che, il solo fatto di avere sponsor importanti, non gli avrebbe permesso di fare…( e questo penso sia innegabile); tutto qui. secondo me la caduta di stile sta proprio nel concentrarsi sugli sforzi economici devoluti ( senza considerare che nello stesso ambito i benefici ottenuti sono sicuramente maggiori; Moro è sicuramente stato più abile (e non è una critica , per carità) a monetizzare quanto fatto CON e GRAZIE ad Urubko).
        L’ergersi a tutore dei Polacchi… beh, qui secondo me sfioriamo il patetico… se nemmeno i diretti interessati hanno commentato ( gesto di grande stile, e sottile e implicita superiorità) che bisogno trova, Moro ,di provare a bruciargli la terra attorno?!… se non quello dettato da un puerile orgoglio ferito?

        Poi basta…fortunatamente viviamo in un paese e in un momento storico dove ognuno può dire la sua…

        Riprendo questa frase di Simone: Al momento è impossibile per me fare una spedizione con Denis. Sono un uomo che può perdonare gli altri, ma dovrebbe prima scusarsi con me e con i polacchi che ha insultato, e presumo che non lo farà”.

        Io sono quasi sicuro che se Denis, per un k2 invernale, gli servisse sul piatto le condizioni giuste ( senza prima peraltro aver chiesto scusa) il Nostro, l’orgoglio lo butterebbe a testa in giù in un crepaccio….

  14. Secondo me Moro confonde la verità con il proprio ego.
    Denis ha detto cose, magari in maniera sicuramente poco diplomatica, che sono vere. Che Simone Moro l’abbia tarpato in qualche occasione è noto tanto è vero che in diverse circostanze in vetta ci è andato da solo e le migliori realizzazioni alpinistiche non le ha fatte con lui (il fatto che lo abbia aiutato nei primi anni di carriera non ha nulla ha che vedere con la realtà dei fatti e di certo uno non deve tacere la verità solo per riconoscenza), che “alcuni” e non tutti i polacchi nella spedizione al K2 del 2018/2019 non fossero all’altezza è palese, che l’inverno a marzo sia meno intenso che nei mesi precedenti è abbastanza ovvio. Che Moro minacci di fargli terra bruciata intorno, che si professi offeso per i polacchi e che questi dovrebbero rinnegarlo oltre a dimostrare che ha la coda di paglia denota l’arroganza e l’ego da piccolo uomo che è. In fondo il suo più grande cruccio è che, benchè si danni l’anima per ottenerlo, non ha mai ottenuto il riconoscimento che sperava dalla comunità alpinistica. E per finire, lui che scomoda nomi di grandi personaggi per definire le regole di comportamento, forse avrebbe dovuto prendere esempio da un alpinista un pò meno grande, ma sicuramente più umile di lui (Don Bowie) che, chiamato in causa nel testo di Denis, ha risposto con una battuta senza ulteriori strascichi.

  15. Sicuramente un colpo basso da parte di Urubko. Chiaro finché gli è servito e lo ha sponsorizzato tutto bene. Si sa Moro ha sempre avuto bisogno di gente forte davanti che lo tirasse vedi Boukreev, Urubko e ci ha provato pure con Ueli Steck. E le cose grandi le ha fatte con loro. Ma sicuramente anche a loro squattrinati andava bene lo sponsor. Un accordo che forse ora Urubko ha tradito…

    1. Giustissimo, le sinergie vengono scelte (da ambo le parti) in base all’ interesse comune, fino a quando questo è in comune!

  16. Tutti bravi a giudicare… Ma i veri alpinisti sono gli sherpa che non solo aiutano ad arrivare in vetta ma soprattutto ripuliscono le tonnellate di rifiuti che vengono abbandonati , e così che rispettiamo le nostre montagne?? Riflettiamo su cose serie

  17. Sono un bergamasco e mi vergogno che – in un momento come questo – un “bergamasco” (Moro) possa aver messo insieme un’accozzaglia di parole insulse, stupide e senza senso come queste.
    Non era proprio il caso, Moro, vergognati. A parte che tutto il Paese sta soffrendo per ben altre ragioni, ma tu come al solito pensi di essere al centro del mondo (narcisista).
    Ma poi, scusa, hai scelto proprio di scagliarti contro una colonna dell’alpinismo. Sei un sassolino che si vuole rabbiosamente scagliare contro una montagna. Urubko è l’immensità davanti a te e tutti quelli che se ne intendono un po’ lo sanno benissimo. Tu non esisti davanti a lui. Non tanto per forza ma soprattutto per stile. Niente da dire sulle tue imprese, ma il tuo stile come persona è pessimo, disgustoso.
    Da quando ti leggevo su “orobie” sei sempre stato aggressivo, polemico, ti ergervi a essere un “duro e puro”. Ho letto tutti i tuoi libri… la solita storia, il messaggio del “duro e puro”… che baggianate.
    Tu che affermi di avere insegnato a Urubko sarebbe come dire che il mio allenatore dell’oratorio pretendesse di aver insegnato a Ronaldo a diventare CR7… che baggianata assurda.
    Hai una mancanza di stile totale, ma la cosa peggiore è che sei talmente narcisista da vantarti di queste critiche e ribaltarle a tuo favore dicendo “lo sapevo, non posso piacere a tutti, tu non puoi capirmi ecc.”.
    Non c’è niente di peggio al mondo di un narcisista aggressivo e frustrato.
    Noi bergamaschi – credetemi – siamo tutt’altra pasta. Ben più forti di Moro e più umili.
    Caro Moro, mi spiace per le persone che ti seguono. Anche io ammiro le tue imprese, ma la gente dovrebbe aprire gli occhi sul tipo di persona che sei (vedi il tuo atteggiamento con il povero Nardi e il fatto che hai nascosto di aver usato le sue corde per compiere i tuoi record……). Come persona non ti stimo per niente anzi mi fai ribrezzo.
    Chi capisce un pochino di alpinismo sa che – criticando Urubko – ti sei solamente reso ridicolo, un autogol clamoroso… tanto valeva dire che avevi insegnato a Messner o Bonatti. Ovviamente Urubko, vero alpinista, non replicherà alle tue bassezze.
    Ciao caro Moro, in bocca al lupo. Ah, lo sapevi che io ho insegnato a Ronaldo a giocare a pallone?

  18. dispiace sentire certe parole . ci deve essere dietro qualcosa di più sporco e di non alpinistico.
    le parole di denis forse hanno rivelato un’ altezzosità figlia dell’ ultimo anno splendido che gli ha lasciato qualche strascico ( comprerensibilissimo!) di super-io. sono state dette dopo pochi giorni dall’ aver rischiato la vita e quindi figlie di adrenalina e paura. moro potrebbe considerare questo aspetto. poi chiedere spiegazioni sulla storia delle zavorre è di certo un suo diritto. non si rinfaccia mai un aiuto dato e non lo si dimentica neanche. aver avuto visibilità grazie a moro è comunque stato fondamentale per denis perchè credo che di forti alpinisti ce ne sarebbero tanti se tutti potessero esprimersi. è chiaro che denis sarebbe comunque stato denis perchè è innegabile il suo talento. ma chi ti scopre ne ha altrettanto. se l’allievo supera il maestro siamo nel dominio della vita. che è simonimo, sempre, di riconoscenza. rispetto e riconoscenza. se a denis piace il teatro allora…”Così è se vi pare”.

  19. Il problema vero, a leggere bene, non è la polemica a distanza fra due che hanno fatto cose grandi in montagna. Il centro del problema è la questione soldi. Perché, come giustamente sottolinea qualche commento, nessun professionista dell’alpinismo (guide incluse) interviene per dire la sua? Perché forse i professionisti, soprattutto nel grande alpinismo d’alta quota, hanno un denominatore comune, che è lo sponsor. Qui casca il famoso asino. Le grandi marche se la ridono e contano i profitti, mentre i loro veicolatori d’immagine si scannano e, scannandosi, alzano il fatturato. I patrizi romani scommettevano e ridacchiavano, mentre i loro protetti, nell’arena, i loro gladiatori, si accoppavano per garantirsi la sopravvivenza e la gloria eterna. Passano anche loro, il segno che sapranno lasciare queste meteore non lo devono valutare essi stessi, ma chi verrà dopo di loro.

  20. E’ Urubko che si scaglia contro Moro.
    Moro ha il suo caratterino e risponde a tono, da buon Bergamasco.
    La si può pensare come vuole ma il provocatore non e’ stato lui.

  21. Be’ che in un periodo cosi’, una persona si preoccupi di fare certe dichiarazioni (giuste o sbagliate che siano…) e oltretutto un bergamasco, pensando a bergamo e a tutti i fratelli bergamaschi, bresciani, lombardi e italiani…a tutto quello che stanno e stiamo passando….ci sarebbe proprio da VERGOGNARSI. Caro Simone Moro: fai schifo, come uomo. Al di la’ delle tue ragioni o delle ragioni di qualcun’altro al di la’ che tu possa essere il piu’ grande alpinista del mondo o meno…….come puoi parlare di queste cose in questo momento? Di soldi, di sponsor che ecc. ecc…..ma ti rendi conto? Devi VERGOGNARTI, solo a pensarle queste cose in questo momento, figurati a rilasciarle su un sito. Come bergamasco, come italiano, come uomo: non dovresti pensare e sopratutto parlare di altre cose ben piu’ importanti? Oppure, semplicemente, stare zitto. Sei proprio indifendibile in questo caso…proprio indifendibile.

  22. Che possa esistere un bergamasco, che in questo momento faccia queste dichiarazioni e che quini in questo momento possa pensare e dichiarare determinate cose riguardanti diatribe, sponsor che vuole togliere, soldi litigi, soldi, litigi…..mi viene addosso una tristezza infinita, solo a pensare che possano esister persone cosi’. Mi spiace, associare questa persona e pensare ad un altro qualsiasi bergamasco in questo momento….mi viene da piangere. E lo dico da bergamasco……e non mi interessa niente di alpinismo di buoni o cattivi in montagna ecc. ecc. non me ne intendo e non mi interessa parlarne, ma leggere queste cose dette e dichiarate da Simone Moro, ripeto: bergamasco….in questo momento. Davvero uno schifo….e profonda tristezza.

      1. Ma perché, se uno leggesse oggi sul Corriere che CR7 litiga con Messi rilasciando un’intervista proprio in questo periodo….nessuno potrebbe commentare e secondo lei farebbe pena?

    1. D’altronde, e lo dice nell’interVista, è scappato da Bergamo 3 settimane fa per andare a Bolzano. Poteva fermarsi e dare una Mano. Questa è la cosa più penosa di una intervista penosa.

  23. Come a tanti altri, mi è capitato di parlare sia con Simone, che un pochino anche con Denis.
    Mi spiace per lui, che taglia ponti, ma penso che abbia ragione Simone.
    Per ora, a bocce ferme, ha molti più punti lui.
    La partita non è finita?
    Vedremo.

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