Località di montagna

Inverno in Val di Fiemme, non solo piste ma outdoor a 360°

Sci alpinismo, racchette da neve e scalate su ghiaccio. È questo l’inverno che propone lo speciale Outdoor disponibile in allegato al numero 102 di Meridiani Montagne. Otto località per otto avventure da vivere all’insegna della fresca aria di montagna. Il nostro racconto oggi arriva sulle cime della Val di Fiemme.

Classe 1972, Viviana Seppi vive di sci tutto l’anno.  Nata a Bolzano è cresciuta, e vive tutt’ora, in Val di Fiemme,  a Cavalese, dove dirige la Scuola  di sci Cermis-Cavalese. “Mio padre, Lodovico Seppi, è stato uno dei fondatori della prima scuola di sci della Val di Fiemme, all’Alpe Cermis” ci spiega. “Grazie a lui è nata la passione che abbiamo ereditato tutti in famiglia”.  Tre fratelli, tutti maestri. “Io ho iniziato a sciare a 6 anni, quindi non prestissimo. Intorno ai 27 sono diventata maestra e ormai da dodici anni dirigo la scuola a Cavalese”. Insomma, l’inverno e la neve sono pane quotidiano per Viviana, che oggi aggancerà gli sci con noi per guidarci alla scoperta della Val di Fiemme nella sua veste più romantica, quella invernale.

Viviana, da maestra di sci ci illustreresti qual è l’importanza dello sci alpino in Val di Fiemme?

“Ha un ruolo assolutamente rilevante, rappresenta il cuore del turismo invernale. Abbiamo oltre 100 chilometri di piste, 120 maestri e moderni impianti di risalita. A fianco di questi numeri va anche detto che la qualità della neve è veramente molto buona, solitamente ci permette di sciare fino al 20 aprile nonostante  le quote relativamente basse”.

Negli anni avrai certamente avuto occasione di provare tutte le possibili discese, quali sono quelle più belle?

“Mi verrebbe da rispondere tutte! Merito del meteo, molto stabile nel periodo invernale, che ci regala otto giorni di sole su dieci. Non c’è cosa più bella che sciare sentendo il calore del sole addosso. Se però dovessi scegliere direi che sono tre le stazioni più belle. Sicuramente l’Alpe Cermis, nella catena del Lagorai, comodamente raggiungibile in cabinovia da Cavalese, lo Ski Center Latemar e BellamonteLusia. Al Cermis si trovano le piste più lunghe della zona, con la pista Olimpia: sette chilometri e mezzo di sviluppo. Oltre a questa direi poi la pista Agnello e la Torre di Pisa nello Ski Center Latemar, ai piedi dell’omonimo gruppo, e la direttissima delle Cune nella ski area Bellamonte-Lusia, che sfiora i confini del Parco naturale Paneveggio Pale di San Martino.”

Tutti luoghi da cui ammirare paesaggi unici muovendosi con gli sci ai piedi…

“Vero, i nostri panorami sono stupefacenti e si può godere di un contesto da fiaba da qualunque pista. L’Alpe Cermis è però sicuramente quella che offre lo scenario più affascinante. Si arriva a 2300 metri, su un panettone che apre lo sguardo a 360 gradi spaziando dalla Marmolada, passando per le Pale di San Martino e arrivando fino all’Adamello Brenta. Anche da Passo Rolle, ambiente sciistico molto caratteristico, lo sguardo si perde in un ambiente magico fra valli dolomitiche, distese ondulate e montagne di rara bellezza.”

Prima ci dicevi che l’Alpe Cermis ospita la pista più lunga della zona. Ci racconti qualcosa di più sull’Olimpia?

“Intanto bisogna precisare che è costituita da tre piste: l’Olimpia 1, l’Olimpia 2 e l’Olimpia 3. Come

accennato, la lunghezza totale raggiunge i sette chilometri e mezzo partendo da circa 2300 metri di quota e terminando sui 900. Si tratta di una pista nera  con continui cambi di pendenza e due muri molto verticali. È un bel test per sciatori provetti, per chi vuole provare resistenza fisica e mentale. Chi riesce a farla tutta può dire di avere delle gambe da Coppa del Mondo!”

…continua sullo speciale Montagne Outdoor Inverno.

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3 Commenti

  1. Si sente parlare sempre meno di sci di fondo escursionismo che in quelle valli -Fiemme, Fassa, Primiero -ed anche tutta zona Dolomitica e Grappa e Prealpi ha le sue escursioni classiche..rimane solo il manuale del CAI o rito di comitive di adepti snob??Di sicuro non vengono innevati artificialmente i sentieri agricoli, forestali, le praterie erbose dialta quota.Va ad annate e capricci delle nevicate.
    Sembra che dalle ciaspole, dallo sci di fondo su piste perfette , si debba saltare allo scialpino o allo sci alpinismo.
    Gare di skialp con attrezzature moderne ipertecnologiche e ipercostose, un tempo si affrontavano con …sci di fondo e pelli difoca o scioline e scarpe appena appena un poco piu’robuste di quelle da gara.
    Eppure le ditte produttrici hanno nella gamma anche sci di fondo piu’larghi, robusti, squamati, laminati…e relative calzature ed attacchi irrobustiti.Roba per Scandinavi o Canadesi..
    Forse bisogna solo cambiare terminologia:invece di sci fondo escursionismo…usare “XC ski backcountry” e si ritorna da limbo…il web elargisce intinerari ed informazioni, mappe.. attrezzature
    E allora :VAL DI FIEMME XC CROSS COUNTRY SKI…agonistico e backcountry e si apre un mondo oltre alle piste per sci alpino collegato a skipass.

  2. Quest anno per fortuna si può praticare sci da fondo come ai vecchi tempi. Da malga ora ( passo lavaze) verso Pietralba. Pista fantastica con neve naturale,decine di chilometri di percorsi e malghe aperte. Un paradiso!

  3. Altipiano Lavaze’..piste battute per sci fondo che si estendono anche in provincia di Bolzano…con piacevoli soste mangerecce in agritur, compreso ilr istorante finale al Santuario di Pietralba( appesantiti, il ritorno in salita a Lavaze’e’ vera penitenza sconta peccati. )
    Poi sul non battuto dai battipista con aratro per doppio binario e pure skating1)val Venegia-Malga Juribrutto, 2)Baita Segantini e ritorno ad anello, o semplicemente passo Valles-Segantini e ritorno.
    Poi..Lagorai…forte Dossacccio entro i parco Paneveggio, ValSan Nicolo’, Crsito pensante alCastellaz, altipiano PaleSanMartino con le doline del freddo ecc.ecc
    Quel che si nota e’ che certi itinerari pubblicizzati sui blog e social e pure filmatini in rete, diventano iperfrequentati da camminatori con catenelle sotto gli scarponi , alcuni con cani sguinzagliati contro ogni divieto, con ciaspole anche su terreni calpestati fino a diventare ghiaccio, con malghe gastronomiche che offrono slittone a cavalli dall’ultim oparcheggio alle tavole imbandite .
    Gli sciescursionisti o sono costretti a scegliere altrii tinerari, o a spostarsi al margine dove c’e’spazio con neve.

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