Cronaca

PNALM, nessuna traccia del cucciolo dell’orsa investita. Forse in letargo

Ancora senza esito nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM) le operazioni di ricerca del cucciolo di orso marsicano rimasto orfano, nella notte tra Natale e Santo Stefano, a seguito dell’investimento della madre.

“Noi addetti ai lavori abbiamo in primis l’obbligo di assicurare che il cucciolo vada in letargo senza problemi”, aveva dichiarato il PNALM all’indomani dell’incidente, impegnando i propri tecnici nella ricerca del piccolo. Ma a distanza di una settimana, dell’orso non sembra esserci traccia.

Il cucciolo forse in letargo

Nelle attività di monitoraggio è stato impegnato un folto gruppo di lavoro. Non solo il personale del PNALM, ma anche del Parco della Majella e della Riserva del Monte Genzana. Accanto ai tecnici anche i Carabinieri Forestali, di almeno 3 Reparti diversi.

Nonostante l’impegno collettivo, il team “ha potuto riscontrare che il cucciolo si è allontanato dall’area. E molto probabilmente si è rifugiato in una tana, anche grazie al primo vero assaggio di inverno con temperature molto rigide”, si legge nel comunicato del PNALM.

L’assenza di riscontro della presenza del cucciolo nell’area perlustrata non è dunque da leggersi necessariamente come un cattivo presagio.

“Le indicazioni più importanti, e sicuramente rassicuranti, sono arrivate a seguito delle numerose perlustrazioni svolte in tutta l’area. Sia con personale esperto, biologi, Guardiaparco e Carabinieri Forestali, sia con le unità cinofile specializzate dei Carabinieri Forestali di Frosolone.Tutte le attività di campo e i turni di sorveglianza notturni e diurni da Natale hanno consentito di escludere, in questo momento, la presenza del cucciolo nella zona compresa tra il vallone di San’Ilario a Castel di Sangro e l’abitato di Villa Scontrone, delimitata a monte dalla linea ferroviaria Sulmona – Carpinone”.

L’alta probabilità che il cucciolo sia andato in letargo ha anche portato l’ANAS a ripristinare l’originario limite di velocità di 50 km/h nel tratto di SS 17. “Anche se lo stesso non sempre è stato rispettato dai tantissimi automobilisti in transito, nonostante la segnaletica molto accurata e la presenza di pattuglie di Carabinieri forestali e Guardiaparco dalle 17:00 della sera alle 07:00”, bacchetta il PNALM.

Stop alla caccia

Alle attività di monitoraggio hanno partecipato anche molteplici volontari. “Esperti della zona, cacciatori iscritti all’ATC di Sulmona che dal 28 dicembre ha deciso di chiudere l’attività venatoria, raccogliendo la richiesta dei due Parchi Nazionali. E dimostrando, come altre volte in passato, sensibilità verso la tematica della conservazione dell’orso. In un’area vitale per la specie in quanto esterna a quella storica del PNALM e di collegamento con l’area di recente colonizzazione del Parco Nazionale della Majella”.

Per non escludere che l’orso possa trovarsi in difficoltà, l’area continuerà ad essere monitorata nei prossimi giorni.

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