Sport estremi

Mike Horn. Ultimi 100 km nell’Artico ma il cibo scarseggia: “Forse toccherà chiamare un elicottero”

Avevamo lasciato Mike Horn e Borge Ousland in prossimità dell’85esimo parallelo, solo 3 gradi più a Nord della posizione della Pangaea, pronta a recuperarli al termine della loro epica traversata artica. Li avevamo lasciati lì, a meno di 500 chilometri dal traguardo, pronti a lottare fino alla fine.

Il GPS tracker segna ora 83 gradi Nord. Manca davvero poco, il problema è che a mancare sia anche il cibo. Anche Mike inizia a dover riflettere sull’opzione cui mai avrebbe voluto pensare: rinunciare.

Due opzioni: correre o chiamare un elicottero

“Le temperature stanno calando giorno dopo giorno e ora arrivano anche a -40°C”, si legge nell’aggiornamento numero 36 di questa spedizione che abbiamo vissuto di pari passo con i due esploratori. Uno degli ultimi aggiornamenti dato che manca ormai meno di una settimana al termine del viaggio.

“Una ragione in più per noi due di terminare questa spedizione e tornare a casa. La deriva positiva dei ghiacci pare rallentata da queste parti ma i venti da nord ci aiutano ancora a progredire di un paio di chilometri al giorno, che in questo momento risulta molto utile.

Abbiamo di fronte a noi due opzioni per terminare la spedizione:

  1. Andare verso Sud il più in fretta possibile con il cibo che resta se vogliamo soddisfare le nostre speranze di essere caricati sulla nave, come pianificato in origine.
  2. Se non riuscissimo a progredire in maniera sufficiente, ci toccherà chiamare un elicottero…ma ora come ora, stiamo mettendo da parte questa opzione per focalizzarci sulle energie residue per lo sprint finale richiesto per oltrepassare il traguardo.

“Vogliamo lasciare l’Artico in nave”

È come se io e Borge avessimo conservato inconsciamente delle energie in più nel caso in cui ci fossimo trovati in questa situazione. Solo una settimana fa non avremmo mai immaginato di poter fare 30 km in un giorno come ci è capitato negli scorsi giorni. Il corpo è pieno di sorprese, quando pensi di aver raggiunto il limite, esce fuori qualcosa dentro di te che ti spinge più in là…e ancora più in là!

Una cosa è certa, vogliamo lasciare l’Artico nello stesso modo in cui ci siamo arrivati, ovvero in nave. Ma dobbiamo anche essere certi di tenere in considerazione tutti i rischi che tale tentativo comporta. A causa delle basse temperature, abbiamo passato un sacco di tempo a controllare lo stato dei nostri congelamenti. Ogni volta che ci rendiamo conto di perdere sensibilità alle estremità ci fermiamo, montiamo la tenda e tentiamo di scaldarci finché non siamo in grado di ripartire. Come risultato, abbiamo deciso di incrementare le ore di cammino giornaliere per darci più tempo per scaldarci, e allo stesso tempo avvicinarci progressivamente al nostro obiettivo: gli 82° N, che speriamo di raggiungere prima che il cibo finisca.

Al momento ci troviamo a 83°41’, il che significa che tocca coprire ancora 150 km per raggiungere un punto in cui la nave possa recuperarci.

L’ultima settimana di spedizione è ufficialmente iniziata! Augurateci buona fortuna”.

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