Sport estremi

Mike Horn in difficoltà nell’Artico

In una spedizione vissuta quasi in real time grazie agli aggiornamenti quotidiani come la traversata dell’Artico di Mike Horn e Borge Ousland, oltre 48 ore di silenzio significano problemi in vista.

Un dubbio silente che avrà attraversato la mente dei tanti follower dell’esploratore sudafricano, accresciuto dalle parole apparse su alcune testate francesi, che negli scorsi giorni hanno fatto cenno alla necessità di un intervento di soccorso“Per ora Mike Horn e il suo compagno rifiutano di essere soccorsi – si legge sul quotidiano Europe1 – Pensano di potercela fare. Ma i mezzi di salvataggio norvegesi restano pronti a intervenire”.

Cosa sta succedendo tra i ghiacci artici

A far scattare l’allarme e pianificare un eventuale operazione di recupero sarebbero state le figlie di Horn, preoccupate dal suo morale stranamente basso e dallo stato di salute non ottimale. Preoccupazioni legate in particolare ai congelamenti ben visibili nelle foto che arrivano dall’Artico e dal cibo che inizia a scarseggiare.

Per me i punti deboli sono in particolare pollici e naso. Stanno pian piano diventando neri ma niente di cui preoccuparsi!”, dichiarava pochi giorni fa Mike, con il suo sottile filo di ironia che poco fa trasparire quanto possa essere grave la situazione.

Horn e Ousland più volte ci hanno raccontato di cadute nell’acqua gelida. Abbiamo imparato anche cosa si fa in tali casi di emergenza, come il cospargere i pantaloni e gli scarponi di neve secca per assorbire l’umidità in eccesso. Ci hanno insegnato ad andare avanti con positività ma anche tanto raziocinio. Nonostante tutto, è impossibile non comprendere l’ansia di Annika e Jessica.

Niente soccorsi

Instagram Etienne Claret

Horn pare però irremovibile dal suo proposito di terminare gli ultimi -ormai meno di 500- chilometri che li separano dalla Pangaea. La nave è in attesa di riprendere a bordo i due ospiti “abbandonati” tra i ghiacci dell’85° parallelo due mesi fa. E in cucina il fotografo Etienne Claret già è pronto a preparare una raclette di bentornati a bordo.

Dopo 72 ore di silenzio ecco che finalmente arriva il post che chiarisce la posizione di Horn e il suo stato d’animo.

“Devo dire in piena coscienza che ho avuto dei weekend più facili nella mia vita da esploratore. Dopo gli interminabili ostacoli e difficoltà degli scorsi giorni, io e Borge siamo felici di iniziare una nuova settimana a mente fresca. Oggi, nonostante i dolori, ci sentiamo stanchi ma irrefrenabili. Sappiamo che la meta è vicina e ora dobbiamo concentrarci sulle forze residue e combattere per raggiungerla”.

Un buon inizio di settimana

La settimana è quindi iniziata bene. Ne siamo sicuri? “Quale modo migliore di iniziare una settimana se non una mega tempesta?! – scrive Horn –. E quindi non abbiamo alternative se non piantare il campo e aspettare che il caos passi prima di avventurarci di nuovo fuori in sicurezza”. Nel tipico modo di vedere il mondo a colori anche laddove la luce del sole non batte da giorni, Mike aggiunge che, in fondo, questa pausa forzata sarà positiva per recuperare un po’ di stanchezza fisica ed emotiva. Il vento, d’altro canto, appare finalmente a loro favore e dunque, appena passata la bufera, li sospingerà verso Sud.

Ma come si fa a non abbattersi di fronte a tante e tanto grandi difficoltà? Horn non ha dubbi, è merito delle vibrazioni positive che arrivano fino al Polo Nord da casa. Dalla famiglia ma anche dai tanti che stanno seguendo i due esploratori, vivendo insieme a loro un’avventura difficile da immaginare nel caldo domestico.

“È  un mondo ostile quassù e le condizioni costantemente instabili hanno reso abbastanza chiaro il fatto che non siamo benvenuti. In un certo senso mi sto chiedendo se la natura si sia accanita contro di noi per il modo in cui noi umani stiamo trattando il Pianeta. Una cosa è certa, qualcosa non sta funzionando a dovere”.

Restano ormai razioni di cibo sufficienti per una sola settimana. I prossimi passi saranno i più delicati da affrontare.“Dobbiamo lottare fino alla fine”.

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