Alta quota

Nirmal Purja pronto a partire per lo Shisha Pangma

È fatta, finalmente si può tirare un sospiro di sollievo, almeno dal punto di vista burocratico: Nirmal Purja ha ufficialmente il permesso di scalata per lo Shisha Pangma.

La China Tibet Mountaineering Association ha finalmente, dopo l’annuncio dello scorso primo ottobre, rilasciato all’ex ghurka l’autorizzazione speciale per salire il più piccolo degli 8000, che questo autunno era chiuso agli alpinisti.

Sebbene il termine ultimo per completare il suo Project Possibile sia il 23 novembre (la prima vetta è stata l’Annapurna il 23 aprile), Nirmal ha deciso di non perdere ulteriore tempo e di tentare di chiudere la partita con un mese di anticipo. Il programma dell’alpinista nepalese è quello di partire in pochi giorni per la Cina e di riuscire ad arrivare in vetta allo Shisha Pangma entro l’inizio di novembre.

L’ultimo 8000 del suo progetto potrebbe però rivelarsi tra i più ostici: la stagione è stata infatti nevosa e le condizioni della montagna potrebbero essere difficili. A complicare la missione del nepalese anche il fatto che per la prima volta sarà da solo con il proprio team, senza la collaborazione di altre spedizioni a tracciare e attrezzare completamente tutta la via.

Siamo una squadra forte e siamo molto fiduciosi di completare questa missione“, ha detto Purja. E le premesse non sembrano in grado di contraddirlo.

I 13 8000 scalati

  1. Annapurna, 23 aprile 2019
  2. Dhaulagiri, 12 maggio 2019
  3. Kanchenjunga, 15 maggio 2019
  4. Lhotse, 22 maggio 2019
  5. Everest, 22 maggio 2019
  6. Makalu, 24 maggio 2019
  7. Nanga Parbat, 3 luglio 2019
  8. Gasherbrum I, 15 luglio 2019
  9. Gasherbrum II, 18 luglio 2019
  10. K2, 24 luglio 2019
  11. Broad Peak, 26 luglio 2019
  12. Cho Oyu, 23 settembre 2019
  13. Manaslu, 27 settembre 2019

 

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11 Commenti

  1. Praticamente un maratoneta degli 8000. Complimenti per le prestazioni, certamente invidiabili, una grande esperienza, ma personalmente di alpinistico ci vedo molto poco…anzi nulla.

  2. Personalmente di alpinistico ci vedo molto. E penso al K2 per esempio, quando tutti gli altri “alpinisti” avevano già abbandonato o stavano per farlo, NIrmal invece é andato su battendo traccia e aprendo così la strada agli altri.
    Oppure penso al Kangchenjunga o al Makalu ….
    Non so, Carlo R, chiedo a lei cosa sia l’alpinismo perché se questo non lo é allora dobbiamo rivedere tante cose ….

    1. Premesso che qualcuno più titolato e famoso di me diceva che: “l’alpinismo è salire una montagna per la via più semplice, tutto il resto è acrobazia”…credo che allo stato attuale l’asticella dei Top sia un tantino più in alto del farsi attrezzare la via normale dagli sherpa e salirla con lo stesso livello di ossigeno che c’è a Rimini in spiaggia……ovviamente resta la prestazione sportiva…ma l’alpinismo non è uno sport fino a prova contraria.

  3. Il mio concetto di alpinismo (ognuno ha la sua idea e ho espresso la mia) è un po’ più romantico. Non mi pare di aver sminuito né l’impresa né il personaggio. Ho solo espresso un’opinione relativa al fatto che sia più o meno alpinismo (in senso classico). Ho espresso una mia opinione, non la ho imposta a nessuno. Però l’avete presa male mi pare.

    1. cosa vuoi più romantico di andare in una montagna di 8000 metri dove lui sarà completamente da solo con la sua squadra di coetanei Nepalesi (perché il permesso è stato dato solo a lui) e dove devono attrezzare tutta la via da soli senza aiuto di altre squadre. L’unico dubbio è l’uso o no del ossigeno e che visto che si è riposato questo ultimo mese forse potrà fare a meno 

  4. Povero Carlo R, ti sei ficcato in un cul-de-sac.
    Parlare di romanticismo, purezza etica e sportiva, non va di moda.
    Non ci si rende conto che è roba da Guinness, questo volere tutto, senza calcolare la decadenza che deriva dalla cancellazione della memoria.
    L’importante è fare il tifo, forza Nirmal o come si chiama, fottitene di Preuss, Messner e degli altri deficienti che hanno tentato di parlare di rigore e hanno ridiscusso regole di stampo militare, illuminandole con concetti quali l’estetica, lo stile, l’onestà, l’uso di mezzi leali. Rendendo così il risultato più incerto, ma senza barare. Ma quale alpinista, maddeché!, come si dice a Roma.
    Sbaglio, o mi pare che l’utilizzo dell’ossigeno possa essere paragonato, in altissima quota, al doping? La realtà è che il doping piace, la prestazione conta, non l’onestà.

  5. L’ossigeno non è doping. Fare un 8000 con l’ossigeno rispetto a farlo senza è come raggiungere la cima della Marmolada con la funivia invece che passare da “tempi moderni” sulla sud. Cambia tutto, altro che doping. Comunque pienamente daccordo con te Vincenzo.

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