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Ambiente

“La notte di Vaia”. Un docufilm racconta la devastazione delle foreste dolomitiche a un anno dalla tempesta

Nella notte tra domenica 28 e lunedì 29 ottobre 2018 l’intera Penisola italiana viene flagellata da una ondata di maltempo. Venti fortissimi e piogge alluvionali si abbattono soprattutto lungo l’arco alpino. A pagare le spese di quella che verrà ricordata come “Tempesta Vaia” saranno in particolare le regioni di Nord-Est.

A un anno dal passaggio del devastante ciclone sull’arco alpino, un video a firma di Andrea Selva racconta, attraverso testimonianze e immagini inedite, quella tragica notte. Voci e immagini descrivono il mutare irreversibile del paesaggio dolomitico al passaggio della tempesta, con particolare riferimento al territorio trentino.

La perturbazione è stata riconosciuta come la peggiore dal 1966.

La devastazione del paesaggio dolomitico

Le raffiche di scirocco oltre i 150 chilometri orari hanno portato all’abbattimento di interi boschi tra Veneto, Trentino e Friuli Venezia Giulia. In 48 ore sono stati oltre 7 mila gli interventi messi in atto da 5.800 Vigili del Fuoco per allagamenti, smottamenti e rimozione di alberi caduti, in particolare in Toscana, Lazio, Veneto, Lombardia, Friuli Venezia Giulia e Liguria.

In 365 giorni sono state molteplici le iniziative nate a sostegno delle aree ferite. Dall’utilizzo dei tronchi degli abeti rossi schiantati nelle foreste friulane per la scenografia dello spettacolo “Le Troiane” nel Teatro Greco di Siracusa ad opera dell’architetto Stefano Boeri alla campagna di crowdfunding S.O.S. Serrai, per la ricostruzione dei Serrai di Sottoguda, nel bellunese.

Nonostante l’impegno collettivo non sarà facile riportare alla forma originale le decine di migliaia di ettari di bosco distrutti.

Le voci di Vaia

Il video di Selva raccoglie le testimonianze dei Vigili del Fuoco di Trento, che nella notte che ha visto l’arrivo della tempesta sulle Alpi, hanno ricevuto telefonate da tutto il territorio regionale. “Il telefono squillava di continuo”, raccontano. “Frane, schianti di alberi, strade interrotte, persone bloccate”. Un lavoro non facile quello del definire le priorità di intervento.

Accanto alle voci dei Vigili, il regista ha inserito anche quelle della comunità colpita dalla tempesta. Testimonianze di chi, al mattino successivo al passaggio della tempesta, ha visto affacciandosi alla finestra di casa alberi volati sui fili della corrente e paesaggi totalmente alterati. Immagini che resteranno indelebili nella mente degli abitanti delle Dolomiti.

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